Appennino Geopark e la valorizzazione dell’Appennino Emiliano Romagnolo

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

oggi per il nostro blog siamo in compagnia di Sara Gentilini, progettista europea in ambito turistico e culturale, nazionale ed internazionale, Michela Marcacci, guida ambientale escursionistica, e Martina Paone, educatrice sportiva, che ci presentano l’iniziativa di Appennino Geopark, nell’ambito della valorizzazione dell’Appennino Emiliano Romagnolo secondo i principi del turismo sostenibile.

Come nasce Appennino Geopark e quali sono i suoi obiettivi, in relazione all’idea di “turismo sostenibile”?  

Appennino Geopark è un’associazione fondata nel 2016 nell’ambito dell’iniziativa Cooperativa Paese, promossa dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, al fine di sviluppare nuove proposte e possibilità di turismo sostenibile in Valle del Reno. 

Nel 2017 ci siamo occupati della gestione dell’Infopoint del Comune di Marzabotto, allo scopo di fornire informazioni, accoglienza ai turisti sul territorio e commercializzare prodotti locali. Inoltre, abbiamo contribuito alla realizzazione di eventi culturali, musicali e spettacoli  organizzati dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese. D’altra parte, abbiamo proposto guide e accompagnamento di gruppi su itinerari del territorio e abbiamo sviluppato una proposta di attività sportive ed educative legate alla conoscenza e valorizzazione del territorio rivolte a bambini e ragazzi.

La nostra idea di turismo sostenibile nasce dal vissuto che ciascuno di noi ha sviluppato in rapporto all’ambiente naturale nei vari momenti della nostra vita: Riccardo immagina una relazione habitat naturale-persona basata su conoscenza, rispetto e valorizzazione di ogni suo singolo dettaglio e manifestazione, cercando di dimenticare per il tempo dell’ “esperienza naturale” , le tendenze tecnologiche e l’annullamento di distanze geografiche che la società contemporanea ci impone oggi.  

Michela pensa che fin dai primi passi di vita sia indispensabile restare vicini alla natura e conoscerla attraverso tutti i sensi che possediamo, per recuperare il rapporto di ascolto profondo, che è facile perdere nell’ambiente urbano. 

Martina crede di poter trovare un modo nuovo di esplorare il territorio attraverso lo sport della corsa di orientamento, un’attività che mette in gioco il corpo e la testa all’interno di un ambiente naturale in cui la sfida è orientarsi e trovare la propria strada conoscendo il territorio e rispettandolo, senza lasciare traccia del nostro passaggio. 

Da un punto di vista naturalistico, cosa offrono al pubblico gli itinerari sul Corno alle Scale e quali aspetti di questo luogo scegliete di valorizzare?  

Gli itinerari sul Corno alle Scale consentono di osservare e conoscere un ambiente molto variegato e dalle caratteristiche peculiari. Tante sono le particolarità di questo Parco Naturale, come la possibilità di osservare da vicino i segni delle passate glaciazioni dal punto di vista geomorfologico e petrografico: un esempio è il percorso sotto le sommità delle cime dell’alta valle del Dardagna dove si apre un grande circo glaciale, che un tempo accoglieva il corpo di un ghiacciaio, mentre oggi dal suo fondo si origina la sorgente del torrente Dardagna, famoso per le spettacolari cascate che forma scendendo verso valle.

Anche dal punto di vista faunistico e botanico è possibile incontrare lungo i percorsi vari esemplari di specie artiche che si sono adattate rimanendo in poche stazioni: i cosiddetti  relitti glaciali come l’arvicola delle nevi e la rana temporaria e allo stesso modo dal punto di vista botanico la Genziana Purpurea o la Primula Orecchie d’orso. 

Un’altra caratteristica significativa del Parco Regionale del Corno alle Scale è la persistenza della pastorizia d’alta quota, tecnica pastorale ormai abbandonata, che al contrario è ancora praticata dall’ultimo pastore transumante dell’Appennino, proprio all’interno del Parco. Qui il pastore conduce l’allevamento nella stagione estiva e avviene anche la produzione casearia. 

Infine, la zona del Corno alle Scale è considerata un’area notevole anche per quello che riguarda la conservazione faunistica, grazie alla presenza di specie animali tutelate a livello europeo come il lupo appenninico e l’aquila reale, importanti per mantenere l’equilibrio ecosistemico.

Da un punto di vista storico, invece, come diffondete l’importanza di luoghi come il Parco Storico di Monte Sole o la città Etrusca di Kainua?  

Il Parco Storico di Monte Sole rappresenta un luogo emblematico per la memoria storica locale e nazionale; attraverso il percorso del Memoriale i visitatori hanno la possibilità di attraversare i luoghi che furono centrali per i tragici eventi che segnarono questo territorio alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Allo stesso tempo la Scuola di Pace, che ha sede proprio all’interno del Parco, promuove percorsi di memoria attiva e rivitalizzazione di tematiche legate alla pace, alla nonviolenza e al rispetto e convivenza tra culture diverse. 

Montesole per non scordare

Per quanto riguarda il Museo Nazionale Etrusco Pompeo Aria, all’interno di questa zona archeologica è possibile visitare Kainua e questo scavo si distingue da altri ritrovamenti analoghi poichè si tratta  dell’unica città etrusca conservata in maniera completa, su tutto il territorio nazionale, a partire dalla struttura urbana fino alla necropoli.

Si avvicina la decima edizione di “IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile”: come si articolerà la vostra collaborazione con il festival?  

Per prima cosa vogliamo dire come ci sentiamo, perché siamo davvero curiosi e felici di poter partecipare alla decima edizione del festival IT.A.CÀ Bologna! Attraverso le nostre proposte cercheremo di suggerire un modo di vivere il territorio e l’ambiente che non sia solo “affacciarsi” su un paesaggio guardandolo come se fosse un quadro o una cartolina: vogliamo portarvi dentro alla natura che abbiamo intorno, toccarla con le mani, con i piedi, annusarla, correrci in mezzo, osservarla da vicino attraverso una lente o un obiettivo, sentirla nelle orecchie e tra i capelli, esplorarla con una mappa alla ricerca di tutti i tesori nascosti che custodisce.  Le attività che potrete sperimentare durante il festival saranno queste:

– orienteering in bosco a Valserena (San Benedetto Val di Sambro)
– orienteering in centro storico a Vergato
– percorsi sensoriali a Scaialbengo (Castel di Casio)
– percorsi fotonaturalistici sui crinali appenninici
Si tratta di attività che si rivolgono a bambini a partire da zero anni, ragazzi, adulti e persone con disabilità. Info > Appennino Geopark

Ringraziamo Martina, Michela e Sara per averci raccontato le iniziative della realtà in cui lavorano e vi consigliamo di partecipare alle loro belle iniziative alla scoperta del nostro bellissimo Appennino. Quindi non resta che augurarvi buone camminate 🙂

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi

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