Cooperativa La Paranza di Napoli, un modello di sviluppo del territorio | Intervista a Vincenzo Porzio

Cari lettori e care lettrici,

oggi per il nostro blog IT.A.CÀ la nostra Irene Aprile (coordinamento IT.A.CÀ Napoli) ci porta in viaggio verso sud, destinazione Napoli, dove ci attende Vincenzo Porzio, responsabile comunicazione della cooperativa sociale La Paranza che da oltre dieci anni è impegnata nella tutela e valorizzazione del Rione Sanità.

In foto Vincenzo Porzio e Antonio della Corte

Il Rione Sanità è una delle più note “periferie” site al centro della città di Napoli: nonostante il suo sviluppo nel XVII secolo come dimora di ville borghesi ai piedi della collina di Capodimonte, data la nota salubrità del luogo – da cui deriva il suo nome – sia naturale che sovrannaturale per la presenza delle catacombe di epoca paleocristiana a cui si facevano ricondurre miracoli di guarigione, il Rione è stato condannato a partire dal secolo successivo a un graduale processo di isolamento a causa della costruzione di un ponte che avrebbe facilitato il percorso della famiglia reale dal centro della città alla reggia di Capodimonte. 

Da allora, il quartiere appare dall’alto come un ammasso disordinato di edifici affossati in un’area limitata, con pochi scambi con il resto della città e relegata ad una marginalizzazione che ne ha favorito il degrado non solo economico, ma soprattutto sociale e culturale con l’abbandono di monumenti ed edifici storici. 

Attraverso le parole di Vincenzo però, proviamo a entrare nel quartiere, facciamoci accompagnare per le sue strade strette e affollate e presentare alcuni dei suoi abitanti, i protagonisti di quella rinascita culturale e sociale che il quartiere sta vivendo da oltre dieci anni. 

Il Team della Cooperativa La Paranza

Vincenzo ricorda che quando si trasferì nel rione nei primi anni 2000 il punto di riferimento dei giovani era la Parrocchia che proponeva numerose attività nel suo oratorio, a partire proprio da visite guidate amatoriali e teatralizzate nella Basilica di Santa Maria della Sanità. È in questo contesto e sotto la guida del nuovo sacerdote Don Antonio Loffredo, che si forma un gruppo di giovani che diventano presto amici, condividono idee, progetti e viaggi. Durante le esperienze all’estero restano piacevolmente colpiti della capacità di valorizzare i luoghi di interesse storico, culturale o naturalistico, per renderli volano di sviluppo economico e sociale per le comunità; e dato che viaggiare apre la mente e gli occhi, tornati a casa iniziano a riscoprire il loro territorio e apprezzare quel potenziale ancora così inespresso. La sfida diviene quindi continuare a fare ciò che stavano già portando avanti come volontari per amore e passione del proprio territorio, ma raggiungere un livello superiore, trasformarlo il lavoro e aprire le porte del loro quartiere verso l’esterno.

Così nasce nel 2006 la cooperativa sociale La Paranza a cui viene affidata la gestione della catacomba di San Gaudioso nella Basilica di Santa Maria della Sanità. Da lì inizia un percorso, non senza ostacoli, che ha stimolato i ragazzi ad accrescere la loro formazione e quelle competenze turistiche e trasversali necessarie ad offrire ai visitatori servizi di maggiore qualità, fino alla vittoria del bando storico-artistico di Fondazione con il Sud finalizzato proprio all’occupazione giovanile e al recupero di luoghi poco valorizzati. Grazie a questo finanziamento, e dopo un anno di lavori sono state riaperte le Catacombe di San Gennaro che in 11 anni dal 2006 al 2017 hanno visto crescere il numero di visitatori fino ad arrivare a circa 100.000 l’anno.

Attualmente la cooperativa impiega stabilmente 26 lavoratori e rappresenta un modello di valorizzazione del patrimonio storico-culturale e di occupazione giovanile caratterizzato da formazione continua, inserimento lavorativo, scambio e networking con enti, associazioni e persone, apprezzato non solo in Italia ma anche all’estero.

Vincenzo, raccontaci la vostra esperienza in Giappone  

E’ iniziata come inizia tutto, da un momento d’incontro. Due professori dell’università di Fukui erano in visita a Napoli per un progetto di scambio con l’università L’Orientale di Napoli.  In un momento libero scelsero di visitare le catacombe di San Gaudioso dove incontrarono la loro guida, Antonio Della Corte, socio della cooperativa La Paranza. Al termine della visita guidata invitarono Antonio a raccontare l’esperienza della cooperativa in Giappone, nell’ambito di un corso di laurea sullo sviluppo locale. Inizialmente pensammo fosse uno scherzo, ma dopo 4 mesi eravamo lì, ospiti dell’università di Fukui a raccontare come, a Napoli, nel Rione Sanità, un gruppo di giovani competenti e volenterosi stavano creando opportunità di lavoro valorizzando le risorse locali. Durante la presentazione che precedette la nostra “lezione” avevamo gli occhi lucidi e carichi di orgoglio. Ci hanno detto che il nostro racconto ha inspirato gli studenti giapponesi, abbiamo risposto che quell’esperienza di confronto ci ha insegnato tanto e soprattutto ha fatto nascere nuove relazioni. Speriamo di tornare in Giappone nel 2018.  

Una riflessione su Napoli città turistica: quali sono secondo te i problemi e i rischi di un turismo sfrenato e incontrollato come quello che tante città italiane, Napoli compresa, stanno vivendo? In questo contesto, che ruolo assume la cooperativa nella promozione di un turismo responsabile e sostenibile?  

Napoli ha sempre attirato milioni di turisti e per questo ringraziamo Dio che l’ha fatta così bella. Oggi viviamo il miglior momento in termini di arrivi. Questa crescita è una grande opportunità, la città dovrebbe essere sempre più “a trazione turistica”, ma purtroppo una gestione e programmazione efficace della “destinazione Napoli” è proprio ciò che manca. Pulizia, sicurezza e mobilità sono fra i principali problemi che incidono sull’esperienza del visitatore che sceglie Napoli. Per il resto non sono preoccupato, abbiamo subito tredici dominazioni e siamo sempre rimasti napoletani e Napoli è sempre rimasta Napoli.  Per noi della Paranza la parola d’ordine è “qualità”, teniamo al centro delle nostre scelte la qualità dell’esperienza del visitatore e di conseguenza la qualità dei servizi da noi offerti. L’obbiettivo è di rendere il Rione Sanità fra i principali attrattori della città, dove è possibile vivere una vera esperienza napoletana, immersi nelle bellezze di uno dei più antichi quartieri di Napoli. Dove l’incontro genera sviluppo e contamina le coscienze. 

Anticipazioni su nuovi progetti?  

Ci concentreremo sui nostri eventi straordinari, in particolare rafforzeremo quello che è ormai diventato un appuntamento fisso del sabato sera, l’AperiVisita serale alle Catacombe di San Gennaro. Questo evento ci sta permettendo di far conoscere le catacombe soprattutto ai napoletani e ai campani.

Inoltre, continueremo a sensibilizzare i nostri ospiti a prendersi cura del patrimonio culturale, mantenendo attiva la campagna di adozione dei restauri “Teniamo in vita il Passato – se resti a guardare non ci sarà più niente da vedere”. Insieme alla Fondazione di Comunità San Gennaro, alle associazione, cooperative, commercianti e chiunque creda che Napoli possa rinascere dalle sue ceneri; continueremo a individuare le strategie per migliorare, anche se di poco, la qualità di vita del nostro Rione Sanità.      

Ringraziamo Vincenzo Porzio per averci raccontato la sua Napoli ed aver condiviso l’entusiasmo e il lavoro della cooperativa La Paranza. Non resta che dirvi di contattarli quando fate visita a questa bellissima  perla italiana che è la città di Napoli. 🙂

_Contatti
http://www.catacombedinapoli.it 
https://www.facebook.com/CatacombeDiNapoli

Blog IT.A.CÀ
Irene Aprile
Coordinamento IT.A.CÀ Napoli

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