VASCITOUR: un modo emozionante di conoscere Napoli | Intervista ad Achille Cento

Carissimi viaggiatori e viaggiatrici

oggi andiamo a Napoli per conoscere una realtà interessante di innovazione turistica che ha l’obbiettivo di far vivere la città non da semplice turista, ma da vero napoletano: [..] dove non assisterete ad uno spettacolo, ma ne farete parte come da protagonista! [..]. Il progetto/impresa si chiama Vascitour e la nostra Giulia Freguglia ha intervistato per noi il fondatori: Achille Cento

> Salve, ci può raccontare come funziona Vascitour e da dove è nata quest’idea?

Vascitour è una mia un’idea e nasce all’interno del Contamination Lab di Napoli, percorso formativo dedicato a studenti con idee imprenditoriali. É qui che si forma e incontra parte del team. La cooperativa si occupa di turismo esperienziale, proponendosi di far vivere al viaggiatore “un giorno da napoletano”. I servizi promossi sono quattro: 

Pernottamento in tipiche case napoletane: principalmente di estrazione popolare, i cosiddetti bassi “e’ vasci”, da cui il nome. Lo scopo è da un lato permettere al viaggiatore di esperire la vita del vicolo, del modus vivendi verace dei quartieri popolari napoletani, dall’altro di permettere una riqualificazione del vicolo stesso e un introito ai proprietari dei bassi.

Social eating con un napoletano: qual è il modo migliore di incontrarsi se non intorno ad un tavolo? Incontrarsi, raccontarsi, assaggiare una cucina realmente casalinga sono cose che permettono di conoscere davvero un luogo e la sua cultura. 

Itinerari urbani accompagnati/visite guidate/servizio di accompagnamento “fratammè”: i nostri percorsi tendono a portare alla luce gli aspetti antropologici del territorio, attraverso l’incontro tra abitanti e viaggiatori, più che gli aspetti squisitamente artistici. In genere sono al di fuori di quello che è considerato il centro storico della città, comprendono alcuni dei quartieri popolari e le opere d’arte meno note.

Il negozio amico che fa parte di una rete di commercianti che noi consideriamo un aiuto sul territorio. Qui i nostri viaggiatori possono trovare offerte riservate, ma anche semplicemente un supporto in caso di improvvisa necessità.

Il team è composto, in ordine alfabetico, da Anna Bottone, Achille Cento, Ilaria Delli Colli e Marianna Di Fiore. Siamo una cooperativa di produzione e lavoro.

> Sempre più persone scelgono questa opzione di viaggio: un’ esperienza che sia quanto più possibile integrata a quella degli autoctoni, secondo lei perchè? Cosa stanno cercando le persone che la scelgono?

Ci sono molti aspetti da considerare. Innanzitutto, ognuno desidera che la propria esperienza di viaggio sia il più personalizzata possibile, vuole sapere, o pensare, di aver vissuto momenti unici ed irripetibili, l’idea del tour standardizzato sta andando sempre più in disuso (per fortuna, aggiungiamo noi). Ne consegue che chi viaggia vuole esperire la città in modo diverso, conoscendone l’autenticità.

Napoli già di per sé è una città che si presta a questo: chi viene qui è sicuramente attratto da bellezze paesaggistiche, artistiche e dalle sue bontà enogastronomiche, ma soprattutto è attratto dalla napoletanità, lo spirito dei suoi abitanti, ed è ciò che cerchiamo di far venire fuori e su cui ci concentriamo noi. Un altro aspetto da considerare è anche sicuramente la brevità dei soggiorni in città, che mediamente sono due/tre giorni, un cosiddetto city break, anche questo attiene ad una nuova modalità di viaggio, favorita soprattutto dalle compagnie di volo low cost. Passare pochi giorni in una città fa sì che si cerchi di avere un’impolverata generale data dalla visita dei luoghi più noti, ma che poi si cerchi il luogo nascosto che possa rivelarci lo spirito della città stessa, ci permetta di annusarne l’aria. É lì che ci posizioniamo noi: cerchiamo di mostrare a chi passa poche ore in città, cosa significa Napoli per noi. 

> Nel vostro blog ho letto che parlate di turismo responsabile a Napoli. Cosa intendete con questa espressione?

Noi chiediamo un atteggiamento responsabile verso la città sia ai nostri fornitori, sia ai nostri viaggiatori. I nostri fornitori rispettano codici di legalità e sostenibilità ambientale, inoltre cerchiamo, attraverso il coinvolgimento diretto degli abitanti dei quartieri che frequentiamo, di innescare un circolo economico virtuoso. Ai nostri viaggiatori chiediamo di essere rispettosi dell’ambiente, di evitare di gettare cartacce o cicche per strada e di cercare di porsi senza pregiudizio rispetto alle persone che incontreranno, ai posti che vedranno ed in generale, rispetto alla città.

> Vi piacerebbe espandere questa start up anche nel resto d’Italia o credete che la città di Napoli sia ciò che rende questo progetto particolare?

Noi pensiamo che Vascitour sia un modello replicabile altrove, un format che possa portare alla valorizzazione dell’autenticità dei luoghi in cui di volta in volta potrò essere sviluppato. Sicuramente Napoli è una città che si presta all’esperienza così come l’abbiamo immaginato, ma è anche vero che Vascitour in questa forma è stato pensato e cucito come un guanto su questa città. Noi immaginiamo che possa crearsi questo tipo di esperienza, ad esempio, nelle città mediterranee, ma immaginiamo anche che in ogni città assumerà una forma molto diversa dalle altre, proprio perché la mission è portare alla luce lo spirito unico di ogni luogo.

Quali sono i requisiti che chiedete per poter diventare una guida di Vascitour o per offrirsi nella sezione del social eating?

Chiaramente noi conosciamo e scegliamo con attenzione tutta la rete dei nostri fornitori. Collaboriamo con alcune guide turistiche per ciò che concerne la parte storico-artistica, che compete solo a loro. Per i nostri itinerari urbani noi abbiamo individuato una figura che è il “fratammè”. Il fratammè è un abitante locale che costruirà per e con il viaggiatore un’esperienza su misura per lui, portandolo in giro per la città come si farebbe con un amico che viene a trovarci, invitandolo ad osservare luoghi noti solo ai napoletani, suggerendogli cosa assaggiare, portandolo ai mercati rionali ecc. La persona che ricopre questo ruolo deve sicuramente essere innamorato della città, deve aver voglia di raccontarla e di farla vivere agli altri con i suoi occhi, essere socievole e gentile. Per ciò che riguarda le famiglie scelte per il social eating, andiamo a conoscerle, gli spieghiamo cosa ci aspettiamo da loro, ossia che si comportino in maniera naturale, come farebbero con qualsiasi ospite. Abbiamo un contratto in cui vengono chiarite responsabilità e condizioni economiche, oltre questo, ciò che chiediamo è che la cucina sia casalinga e 100% napoletana!

Ringraziamo Achille per essere stato con noi e quindi non resta che dirvi di provare questa entusiasmante esperienza in una tre le città più belle d’Italia. Buon viaggio 🙂 

Link utili:
www.vascitour.it
FB Vascitour 

Blog IT.A.CÀ
Giulia Freguglia

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