“El Camino de la Muerte”: itinerario in bicicletta sull’altopiano boliviano

Ogni tanto fare un viaggio in bicicletta non vuole dire “viaggiare con lentezza” soprattutto se siamo in Bolivia e abbiamo deciso di affrontare “El Camino de la Muerte” che ci porta dalle altitudini dell’altipiano all’inizio della selva amazzonica.

Purtroppo il nome dato a questa strada è dovuto alla quantità di morti che ci sono state per via della sua pericolosità; si tratta di una strada sterrata che percorre i pendii delle montagne senza alcun tipo di protezione dai precipizi. La pericolosità è data anche dal fatto che essendo fino a qualche anno fa l’unica via di comunicazione tra le Ande e l’Amazzonia, era transitata da camion anche di grandi dimensioni.

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Finalmente cinque o sei anni fa hanno concluso la costruzione di una strada alternativa sicura che compie la stessa funzione di collegamento con le due ecoregioni. E’ stato soprattutto da quel momento che el camino de la muerte ha iniziato ad essere famoso per i tour di ciclismo estremo realizzati dai turisti in Bolivia.

Il percorso in bicicletta inizia dalla parte alta della periferia della città di La Paz situata a 4.643 m.s.l.m e arriva nella località di Coroico nella regione De Los Yungas (terra calda) che è a 1.715 m.s.l.m quindi si tratta di affrontare 2.928 metri di dislivello in sella a una mountain bike che abbiamo affittato in una delle agenzie turistiche della città di La Paz. L’elemento che aggiunge adrenalina è che questo dislivello si realizza nel raggio di 90 km circa per cui la pendenza è continua.

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Sul link di seguito si può vedere una fotografia di un gruppo di ciclisti organizzato da una delle prime agenzie turistiche che ha iniziato con questa attività —> Gravity Bolivia  

Per chi non è attratto da questo tipo di sport esiste un altro modo per godere e vivere i diversi paesaggi che la differenza di quota regala nelle regione De Los Yungas. In quest’area si trova una rete di sentieri precolombiani (epoca precolombiana va circa dal 220 d.C. al 1.100 d.C.) che hanno avuto un ruolo storico nel transito e scambio di prodotti provenienti da zone di produzione agricola differente.

Queste prime forme di comunicazione stradale servivano a collegare le terre alte andine con la zona amazzonica permettendo lo scambio di beni di sussistenza ovvero dalle Ande portavano derivati degli allevamenti di camelidi (llama e alpacas) e i prodotti delle coltivazioni andine (patate, quinua) da scambiare con legname, frutti e prodotti dei boschi e della selva amazzonica.

Uno di questi sentieri di origine precolombiana si chiama Takesi. Pare che sia stato descritto per la prima volta dallo storico viaggiatore francese D’Orbigny nel 1845.

Il trekking, percorribile in due giorni con pernottamento in tenda, inizia a circa 30 Km dalla città principale di La Paz, la località si chiama Ventilla dove si arriva con trasporto pubblico. La prima tappa è la Mina San Francisco che dista 10 km da Ventilla e ci introduce il camino precolombiano ed è il punto piu alto dell’itinerario (4.500 metri), a seguire si ha una pendenza discontinua ma sempre in discesa. Il sentiero si riconosce dalla struttura che è composto da grosse pietre con muri di contenimento, una serie di canali laterali di scolo e in alcuni trami ponti. A circa due ore di camminata si arriva a una laguna, Laro Kheri che, data l’assenza di cartelli e segnaletica ci assicura di essere sulla strada giusta e da lì a poco si arriva ad un antico deposito di merci che si trasportavano per questa strada.

Si prosegue fino alla località di Takesi dove si passerà la notte, sono passate più o meno 6 ore di camminata arrivando a 3.780 metri. Il paesaggio inizia a cambiare e la vegetazione inizia a infoltirsi e diversificarsi. A Takesi si passa la notte in tenda, a disposizione si ha solo acqua, non ci sono bagni, non ci sono negozi. Alcune volte si può essere fortunati e incontrare qualcuno del villaggio disposto a offrirvi qualcosa da mangiare o dell’acqua calda per un tè. A partire dalla comunità di Takesi, il clima inizia ad essere umido e la vegetazione sempre più densa con la possibilità di avvistare varietà di uccelli dai colori brillanti. Gli alberi iniziano a diventare sempre più grandi, tronchi contorti ricoperti da muschi, licheni, orchidee.

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Il secondo giorno di camminata è di 4 ore, in questo tramo la vegetazione ricopre il sentiero e sono visibili solamente i muri di contenimento che ci guidano fino al fiume che attraversandolo ci conduce a Yanacachi, il nostro destino finale a 1900 metri. A questo punto si può decidere di tornare indietro a La Paz con i bus disponibili due volte al giorno oppure proseguire verso Chulumani che è un villaggio immerso nelle valli famoso per la produzione di caffè e coca.

Percorrere uno di questi sentieri precolombiani è una esperienza unica per il continuo dislivello che regala paesaggi mutevoli in cui immergersi. Inoltre, la zona de Los Yungas è la zona delle comunità afro boliviane, una storia molto interessante che vive nei secoli soprattutto attraverso la loro energica musica.

Buen Viaje!

Blog IT.A.CÀ
Camilla Breschi

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