Festival dei Diritti di Ferrara – 11°Edizione

Ecco a voi l’ultima intervista a realtà e associazioni che si occupano di turismo responsabile e sostenibilità in collaborazione con gli studenti del Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili, promosso da Ces.Co.Com, Università di Bologna, concludiamo con questo post il nostro percorso con gli studenti del CAF.

Oggi siamo in compagnia degli organizzatori del Festival dei Diritti di Ferrara. Giunto alla sua undicesima edizione, il festival si rivolge in particolar modo alle scuole medie e superiori ed alla cittadinanza di Ferrara e Provincia. Con questa edizione il festival prosegue il percorso avviato negli anni precedenti e cerca di approfondire diverse tematiche, quali: la tutela dei diritti dei minori, delle minoranze e delle donne (diritti di genere), la valorizzazione della partecipazione civica e della cittadinanza attiva nei processi di integrazione delle nuove generazioni di immigrati e la diffusione della cultura di pace contro le discriminazioni.

Da dove nasce l’esigenza di creare un festival di questo tipo?

Il Festival dei Diritti di Ferrara nasce nel 2002 per iniziativa di ARCI Ferrara, CGIL, Nexus, Associazione Cittadini del Mondo, Associazione di volontariato Oltreconfine, Teatro Nucleo. In un secondo momento si sono aggiunte anche altre associazioni che ancora oggi danno un contributo fondamentale alla realizzazione della manifestazione: UDI e Ibo Italia.

Queste associazioni, diverse per storia ed interessi, hanno deciso di collaborare per creare momenti di approfondimento dedicati alla storia, cultura e ai diritti di diverse aree geografiche. Successivamente la manifestazione si è dedicata alla promozione ed alla difesa dei diritti umani, al diritto al lavoro, alla casa, alla salute, all’alimentazione, all’acqua, all’informazione, alla cultura per tutte le popolazioni del mondo. Ogni anno il comitato promotore si riunisce per costruire e sviluppare un programma rivolto alla cittadinanza e alle scuole. Oltre a seminari, incontri e conferenze, la scelta del festival è anche quella di parlare di diritti attraverso la cultura (rassegne cinematografiche, spettacoli teatrali, concerti e reading).

Sono per voi i festival motori di cultura per la società? Si può sensibilizzare attraverso un festival l’opinione pubblica su certe tematiche?

Siamo convinti che il festival sia uno strumento fondamentale per sensibilizzare la cittadinanza e avvicinarla a determinate tematiche che non avrebbero spazio in altri ambiti.

Può essere un festival un mezzo per alimentare l’economia locale/nazionale, creando posti di lavoro?

Assolutamente si. La manifestazione porta in città diversi ospiti e per l’organizzazione degli eventi vengono coinvolte diverse realtà presenti sul territorio.

In un momento di crisi economica come quello attuale, come riuscite a raccogliere i fondi per la realizzazione del festival?

Il reperimento dei fondi è piuttosto complesso, soprattutto in questa fase. Molte delle inziative vengono finanziate direttamente dalle associazioni del comitato promotore e non solo.

Quanto conta la comunicazione online attraverso i social network per promuovere i vostri eventi?

La comunicazione online è fondamentale per raggiungere sopratutto il pubblico dei giovani e non solo. Inoltre la gratuità del mezzo rappresenta in questa fase un valore aggiunto

Perché avete scelto di gemellarvi con IT.A.CA’?

Abbiamo scelto di gemellarci con IT.A.CA’ per diverse ragioni. Per prima cosa le tematiche affrontate e lo spirito della manifestazione che sono molto vicini alla nostra. Siamo inoltre convinti che il valore e la forza della rete in progetti come i nostri siano fondamentali e in grado di arricchire entrambe le programmazioni. Inoltre abbiamo in comune con IT.A.CÀ diversi soggetti tra finanziatori e promotori.

Blog IT.A.CÀ
Studenti del CAF 

2 commenti
  1. simona
    simona dice:

    Grazie per il vostro articolo, mi sembra molto utile, provero’ senz’altro a sperimentare quanto avete indicato… c’e’ solo una cosa di cui vorrei parlare piu’ approfonditamente, ho scritto una mail al vostro indirizzo al riguardo.

    Rispondi

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