In viaggio verso IT.A.CÀ con Itinerari Paralleli

Cari amici di IT.A.CÀ
siamo salpati e stiamo viaggiando tra eventi e manifestazioni ci troviamo in pieno festival che si sta svolgendo proprio in queste giornate. Naturalmente le nostre attività on-line, soprattutto per chi ci segue da lontano, non si fermano assolutamente!

Oggi abbiamo intervistato Sergio Galasso, di Itinerari Paralleli, un progetto di  cooperazione che si fonda sulla conoscenza e sulla comprensione dell’altro come stimolo alla crescita personale oltre che sociale. È nato tutto da un esigenza personale, la necessità di capire la mutevole realtà nella sponda sud del Mediterraneo che da oltre un anno si confronta con le possibilità del cambiamento. La Mission è quella di stimolare la conoscenza e l’economia in maniera sostenibile attraverso l’incontro tra realtà tunisine ed italiane. Sono presenti nei villaggi e nelle realtà che stanno emergendo per raggiungere una vita dignitosa cercando di creare gli strumenti per la costruzione di una nuova società civile democratica e pluralista. Allo stesso tempo sono in contatto con i partiti, i sindacati e tutte quelle realtà associative che hanno già una dimensione formale ed un esperienza consolidata, ma che ancora non hanno avuto la possibilità di confrontarsi e farsi conoscere nello scenario mediterraneo.

Itinerari Paralleli propone percorsi per viaggiatori che hanno voglia di conoscere la Tunisia al di fuori delle rotte commerciali organizzando incontri, itinerari e momenti di scambio in base alle esigenze e a specifici interessi culturali o politici di chi viaggia promuovendo la creazione di scambi socio-culturali attraverso campi di lavoro per giovani in cerca di una esperienza diretta con le realtà sociali della primavera araba.

“Il messaggio che cerchiamo di lanciare a quanti si avvicinano al nostro progetto è che in questo momento storico la circolazione delle idee e della conoscenza risulta essere l’unica vera forma di resistenza alla crisi che ci circonda. Il processo di transizione che vediamo svolgersi in questi mesi nei paesi arabi s’inquadra perfettamente in questa ottica. Stiamo imparando molto dai giovani della “primavera”, che con forme e motivazioni diverse, stanno cercando di emergere in Tunisia così come nel mondo arabo nel suo insieme. Non giudichiamo i singoli percorsi o la specificità degli orientamenti, ma cogliamo la dinamica di trasformazione e la necessità di comunicarla”.

Itinerari Paralleli è tutto questo…

“Il viaggio come strumento di conoscenza e stimolo per la creazione di percorsi cooperativi è una sfida che ci sembra innovativa. Il tema comune nel nostro approccio nasce dall’ idea che l’impegno civile e la cittadinanza attiva siano la base per promuovere progetti di cooperazione e cercare nuove collaborazioni in vari settori. La pianificazione partecipata, il tema dei diritti culturali e lo sforzo per ridare dignità a luoghi e persone nascosti all’ombra d’interessi particolaristici e affaristici sono il nostro punto di partenza”

Itinerari Paralleli:

Siamo un’Associazione di promozione sociale, ma ci sentiamo responsabili come chi si assume un rischio d’impresa e mette in gioco il proprio tempo, le proprie risorse e soprattutto le proprie idee. Abbiamo la pretesa di voler cogliere e stimolare il ritmo della realtà che si evolve “stando nei processi”, che siano sociali, economici o politici; in Italia, nel Mediterraneo ed ovunque abbiamo la forza di poter lavorare.

1. Secondo te c’è differenza tra turista e viaggiatore? In che consiste?

In realtà non pensiamo sia necessario porre troppa enfasi sulle definizioni. Che si decida di organizzare una vacanza o un viaggio, che si parta come turisti o ci si muova da viaggiatori, credo sia importante considerare la curiosità e la capacità di assorbire nuove esperienze in senso costruttivo. Non riesco a criticare chi dopo un anno di lavoro cerca solo un po’ di relax in un all inclusive rispetto a chi riesce a programmare mirabolanti avventure in un viaggio dall’altro capo del mondo. Il messaggio che noi, come sostenitori del turismo responsabile dobbiamo far passare, è che la conoscenza di luoghi e culture sono un elemento indispensabile per la nostra crescita umana. Nel decidere come investire il nostro tempo al di fuori della routine del lavoro e della vita quotidiana dobbiamo cercare di dare qualità alle nostre scelte e dare valore al tempo che ci concediamo per “staccare la spina”.

2. Cosa significa, per te, viaggiare responsabile?*

Per noi di Itinerari Paralleli è molto cara l’espressione “stare nei processi”. Ecco diciamo che il viaggio responsabile è quel viaggio in cui si cerca di convivere con le dinamiche sociali, umane, antropologiche e paesaggistiche del luogo che andiamo a scoprire. Un tentativo semplice di condivisione delle prospettive, senza l’illusione di stravolgere la realtà, ma provando a cogliere i nodi visibili ed invisibili delle luoghi e delle persone che incontriamo.

3. Come può il turismo responsabile contribuire allo sviluppo economico e sociale di un territorio?*

Sarebbe come chiedersi che contributo può dare il consumo critico nell’acquisto dei prodotti agroalimentari. Il pomodoro resta quello, stesso colore, stesso sapore, la dignità e la qualità della vita di chi li raccoglie cambia radicalmente se gli garantisci un salario adeguato e condizioni di lavoro dignitose. Resta ovviamente una questione di sensibilità, ma riuscire a cogliere il valore che le nostre scelte economiche e sociali hanno per la vita di altre persone devono assumere un peso sempre maggiore nel bilancio della nostra quotidianità e quindi anche nelle nostre vacanze

4. Come dovrebbe essere utilizzata la creatività per promuovere il Turismo responsabile in piccole comunità, città o grandi metropoli?*

Più che sulla creatività a noi piace giocare sull’ immaginario e sul narrativo. Facciamo spesso riferimento al manifesto del terzo paesaggio di Gilles Clement perché come lui stesso sottolinea non esistono spazi “morti”. Sia che ci troviamo davanti ad una stupefacente opera architettonica, ad un paesaggio mozzafiato, o alle panchine di un parco pubblico abbandonato, ci troviamo di fronte all ’intreccio di percorsi e narrazioni, scelte e non scelte che di quei luoghi fanno una realtà sempre unica. Cogliere e saper raccontare la realtà dietro ogni spazio o luogo significa valorizzare e dare un senso compiuto a ciò che ci circonda. Con questo approccio non ci sono luoghi meno adatti al turismo responsabile, sono le nostre sensibilità a fare la differenza.

5. Daresti un consiglio ai viaggiatori che ci stanno leggendo su come prepararsi al meglio per affrontare il viaggio?*

Un consiglio fondamentale. Arrendetevi, non esistono luoghi al mondo in cui sanno fare il caffè come in Italia. Quindi…provate a chiedervi dove state andando ed ordinate qualcos’ altro!

La canzone che accompagna Sergio durante un suo viaggio “tipico” è Playing For Change – Chanda Mama

La foto è stata scattata da Luigi Cantelli nel sud della Tunisia nel 2012 

 Rubrica In viaggio verso IT.A.CÀ
Angela Pizzi

7 commenti
  1. sara
    sara dice:

    Non mi capita mai di fare commenti sui blog che leggo, ma in questo caso faccio un’eccezione, perche’ il blog merita davvero e voglio scriverlo a chiare lettere.

    Rispondi
  2. gaia
    gaia dice:

    Non mi capita mai di fare commenti sui blog che leggo, ma in questo caso faccio un’eccezione, perche’ il blog merita davvero e voglio scriverlo a chiare lettere.

    Rispondi
  3. erica
    erica dice:

    Avete davvero un blog ben fatto! Sareste disponibili per uno scambio di post? intendo guest blogging… ho un blog che tratta di argomenti simili, vi ho inviato una mail per scambiarci i dati. Grazie ancora!

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