ANED e i viaggi della memoria

Quando si parla di viaggi della memoria non si può non parlare dell’ANED, l’Associazione Nazionale ex deportati nei campi nazisti, la quale promuove ogni anno il viaggio di centinaia e centinaia di studenti, e non solo, nei luoghi di memoria della deportazione in tutta l’Europa.

La storia che vi vogliamo raccontare oggi è quella della sezione ANED di Bologna, che da anni svolge nella nostra città attività per affermare gli ideali perenni di libertà, di giustizia e di pace.

Tutto ebbe inizio grazie ad un pellegrinaggio nei campi di Mauthausen e Dachau, organizzato da Giacomo Masi, fratello di un partigiano morto in un campo di concentramento. Durante questo viaggio ex deportati e famigliari poterono ritornare sui luoghi dove loro o loro parenti avevano sofferto incredibili atrocità.
Al ritorno da questo viaggio di ricordo della ferocia nazista, dove videro forni crematori con ancora presenti ceneri e resti umani, ed in seguito ad aver scoperto l’esistenza dell’ANED, associazione nazionale con sede a Milano, questo primo gruppo di persone decise di costituire la sezione di Bologna.

Dopo un primo periodo, in cui i pellegrinaggi furono pochi e riservati ai soli deportati ed alle loro famiglie, negli anni ’70 vennero organizzati i primi viaggi aperti anche ai non famigliari, grazie, in particolar modo, al coinvolgimento di sindacati, circoli aziendali e cooperazione. Le difficoltà organizzative incontrate in quel periodo furono molteplici, in particolar modo per ottenere i visti per la frontiera cecoslovacca e polacca, ma ad ogni viaggio centinai di persone dalla provincia di Bologna, partivano per visitare campi di concentramento o di sterminio.
Al ritorno dai viaggi vennero poi organizzate molte iniziative e si iniziarono a coinvolgere le scuole,  e nel 1975 venne anche pubblicato un libro sulle impressioni di viaggio dal titolo “Gli altri potranno capire?”, con prefazione del Senatore Sandro Pertini.
Dal quel momento l’ANED iniziò a considerare come suo dovere primario quello di far conoscere la storia della deportazione soprattutto ai giovani, ai quali affidare la difesa della libertà, della democrazia e della memoria.

Per queste ragioni e grazie anche al fatto che nel frattempo la gestione divenne un po’ meno faticosa  i pellegrinaggi si trasformarono in viaggi di istruzione, rivolti ai giovani e ai meno giovani, mantenendo però lo stesso scopo di far visitare quei luoghi dove la violenza e l’odio razziale furono espressi nella forma più disumana.

Ancora oggi la sezione ANED di Bologna organizza regolarmente visite ai Campi di sterminio, perché come cita una frase stampata sulla carta intestata dell’ANED di Bologna negli inizi degli anni ’60, “Per capire quanto costi la libertà, sosta almeno una volta davanti a un forno crematorio in un campo di sterminio nazista, e medita”.

Fonti
Angela Berguini, 2012, Appunti per una breve storia della sezione di Bologna, ANED sezione di Bologna.

Rubrica Blog IT.A.CÀ
Alice Morotti 

4 commenti
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