MALI | Un patrimonio mondiale sotto assedio

L’immagine di stupende dune di sabbia infiammate di rosso tra il Sahara e il fiume Niger sono rimaste tra le più intime icone del viaggio per chi andava alle Elementari negli anni 80. Si trattava della copertina dell’Atlante de Agostini che ritraeva le dune di Gao.

di Eugenio Turri

Gao è una delle principali città del Mali, paese dell’Africa Occidentale tanto grande quanto poco popolato; uno dei più ricchi dal punto di vista storico e culturale. Un paese con un potenziale turistico enorme che, malgrado infrastrutture a tratti inesistenti e un’offerta ricettiva lacunosa, comunque accoglie circa centomila turisti l’anno.

Tra le mete più famose, incantevoli città del passato come Gao, con le vestigia dell’impero Songhai, Tombouctou, cruciale centro del sapere islamico dal XIII al XVII sec, Djennè, dalle meravigliose moschee di terra cruda e Mopti, la Venezia d’Africa. Terra anche di suggestivi parchi nazionali e dei “paesi Dogon” un agglomerato di villaggi edificati su una falesia che si sviluppa per centinaia di metri in altezza e duecento chilometri di lunghezza.

http://maison.azaaba.free.fr/circuits.html

Dal marzo 2012 infatti, il nord del paese è sotto il controllo di forze ribelli che hanno di fatto compiuto una secessione dal resto del territorio, minacciando non solo la vita delle persone ma anche l’esistenza di un capitale storico e culturale che ha pochi pari nel continente Africano.

L’orientamento Salafita degli attuali dominanti implica un’idiosincrasia con la venerazione dei santi a cui sono dedicati gli antichi mausolei e altari che hanno contribuito al secolare fascino di Tombouctou. Molte le distruzioni già avvenute, tanti i molteplici tesori della città minacciati di annichilimento; tra questi, gli oltre settecento manoscritti medioevali che amanuensi dei nostri giorni stanno cercando di informatizzare per evitare una perdita incommensurabile nel caso venissero messi al rogo.

BBC Africa, 2012

In Mali come altrove, l’idiozia umana che porta a mietere genocidi e sfruttare popoli interi, quindi non solo minaccia il futuro dilaniando il presente, cerca anche di cancellare il passato. Ma sono questi “Discorsi pesanti (e) Non trovo altro da scrivere…” diceva Celati nel suo diario di viaggio in Mali. “Dipende dal cielo coperto e dall’afa”, concludeva…

Dipende dall’ingiustizia che imperversa nel mondo, ritiene invece chi scrive. Ma per concludere preferisco – a queste amare considerazioni – il ricordo degli struggenti tramonti sul fiume Niger e il sorriso ricco di vita dei bambini che si rincorrono scalpicciando nella soffice sabbia bagnata. Patrimonio questo, ancora più prezioso, da sempre e ovunque sotto l’assedio dell’iniquità dei grandi.

Redazione Blog IT.A.CÀ
Manuel Finelli 

Riferimenti
~ “Destruction des mausolées de Tombouctou : un “crime de guerre” selon la CPI”, Le Monde Afrique 1 luglio 2012, http://www.lemonde.fr/afrique/article/2012/07/01/la-destruction-des-remparts-protecteurs-de-tombouctou_1727539_3212.html
~ “Atlante geografico metodico de Agostini”, Melis R. e Castelli V., 1979, Istituto Geografico De Agostini, Novara
~ “In pictures: Timbuktu artefacts under threat”, BBC Africa, 2 luglio 2012, http://www.bbc.co.uk/news/world-africa-18674596
~ “Human Development Report 2011”, UNDP, 2012, UNDP, Geneva, anche http://hdr.undp.org/en/reports/global/hdr2011/
~ “BBC Mali: Country profile” (al 23 ottobre 2012) http://www.bbc.com/news/world-africa-13881370
~ “Mali: nouvelle destruction de mausolées par les islamistes à Tombouctou”, Fonte: AFP del 18 ottobre 2012, in http://www.maliweb.net/news/insecurite/2012/10/18/article,100157.html
~ “Africa South of the Sahara 2004”, Taylor & Francis Group, 2003, Routledge, New York.
~ “Mali: arrivée dans le Nord de jihadistes étrangers prêts à combattre”, Fonte: AFP del 22 ottobre 2012, in http://news.abamako.com/h/7341.html
~ “Avventure in Africa”, Gianni Celati, 1998, Feltrinelli, Milano

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