Contro chi viaggia violando

Il turismo sessuale a danno dei minori è un crimine contro l’infanzia perpetrato da chi viaggia per divertimento o per lavoro e che compie rapporti sessuali con persone di età inferiore ai diciotto anni, siano questi consenzienti o meno.

© Cyberdodo.com

Si tratta di una forma di sfruttamento sessuale spesso associato alla pedofilia, anche se è un fenomeno molto più vasto che viola i diritti e la dignità, non solo di bambini in fase pre-puberale, ma anche di ragazzi e ragazze sessualmente sviluppati ancora minorenni. Molti adulti che perpetrano questo crimine quindi non sono necessariamente dei pedofili nel senso patologico del termine, ma delle persone che comprano sesso da soggetti troppo più giovani di loro: la differenza ha sostanziali implicazioni nelle modalità per prevenirla, ma non cambia il fatto che l’atto rimanga una violazione anche sul piano penale.

Dal mese di novembre 2012, un  progetto pilota su questo tema finanziato dalla Cooperazione Tedesca ha ottenuto l’adesione di quattro delle più importanti imprese turistiche a livello globale: il gruppo alberghiero francese Accor, l’ormai secolare tour operator svizzero Kuoni, il tour operator inglese Tui Travel e la più importante fiera turistica del mondo, la tedesca ITB. L’operatività dell’iniziativa è garantita dal ruolo di progettazione e coordinamento dallo staff di The Code.

© The Code

The Code – Codice di Condotta per la Protezione di Bambini dallo Sfruttamento Sessuale nei Viaggi e nel Turismo – è un’organizzazione di rete creata come strumento indipendente a disposizione dell’industria turistica per intraprendere azioni e programmi contro lo sfruttamento sessuale dell’infanzia. The Code ha sede a Bangkok, ma opera con un respiro internazionale visto che il fenomeno interessa tutti i continenti: dall’Africa all’Asia, dall’America e all’Europa.

L’iniziativa pilota è stata avviata in Tailandia cercando da subito il coinvolgimento dei colossi del turismo, come elemento fondamentale per fronteggiare il fenomeno sui suoi principali fronti d’azione. Innanzitutto l’applicazione di regolamenti interni inerenti la prevenzione e lotta allo sfruttamento sessuale dell’infanzia attraverso le strutture e i servizi turistici, così come la formazione del personale sul contenuto di questi regolamenti e la loro applicazione. Altre strategie chiave sono l’introduzione di clausole sulla protezione dei minori nelle transazioni tra tour operator e fornitori locali di servizi, la sensibilizzazione dei turisti che acquistano i pacchetti, la disseminazione di informazioni presso persone ricoprenti ruoli chiave nei luoghi di destinazione, e la condivisione su base annua delle iniziative intraprese e dei risultati raggiunti.

© ECPAT Italia

Come dichiara la tailandese Patchareeboon Sakulpitakphon responsabile del progetto di The Code, incontrare il personale del turismo e poter insieme discutere direttamente della problematica è un’opportunità preziosa per agire nel concreto, sia capendo meglio gli ostacoli di chi lavora nel settore e vuole contribuire al rispetto dei diritti umani, sia sviluppando strumenti efficaci per superare tali ostacoli, degli strumenti da impiegare nel lavoro di tutti i giorni che siano pratici e sostenibili.

Redazione Blog IT.A.CÀ
Manuel Finelli

Fonti

  • Collison Kerry B., 2012, Child sex tourism slides under law, Asia News, 20/10/2012
  • ECPAT International, 2008, Sexual exploitation of children and adolescents in tourism, Atti del III Congresso Mondiale sullo Sfruttamento Sessuale dei Bambini e degli Adolescenti, Rio de Jainero, Novembre 2008.
  • ECPAT Italia, Temi di intervento: il turismo sessuale a danno di minori, www.ecpat.it accesso 11/11/2012
  • Finelli, M., 15 novembre 2012, Intervista via e.mail con Patchareeboon Sakulpitakphon, Project Manager, The Code, Bangkok.
  • The Code, The Code News, 8 novembre 2012, www.thecode.org accesso 11/11/2012
  • Otieno B., 2012, Child sex tourism numbers in Mombasa bloated, The Star, 20/03/2012


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