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QUI VOGLIO ANDARE, QUI POSSO ARRIVARE! Colmare la distanza

Cari amici e care amiche,

quella che leggerete qui di seguito è una riflessione di Fabio Fornasari  artista, architetto e direttore artistico del Museo Tolomeo – sull’accessibilità e l’inclusione, temi fondamentali per noi di IT.A.CÀ; temi che sentiamo l’urgenza di promuovere anche fuori dal festival, affinché diventino una priorità nell’ambito del dibattito cittadino su come dovrebbe essere la nostra città. Infatti, siamo convinti/e che la Città Metropolitana di Bologna debba essere vissuta agevolmente da tutti/e senza distinzione, perché le politiche d’inclusione non sono un “favore” che le amministrazioni fanno ad alcune minoranze, ma sono un servizio necessario e un diritto indiscutibile. 

Durante il festival IT.A.CÀ Bologna 2017 ci sono stati moltissimi eventi dedicati all’accessibilità e all’inclusione: itinerari, presentazioni di vecchie e nuove progettualità, performance, mostre, spettacoli e laboratori. Ma l’evento che più di tutti ha riunito diverse personalità e realtà del Bolognese (e non solo), attive nell’ambito dell’accessibilità, è stato il seminario di domenica 28 maggio Il turismo accessibile nella città Metropolitana di Bologna, in cui è avvenuto l’incontro di diverse professionalità che operano in differenti settori e con diverse modalità nell’ambito dell’inclusione e dell’accessibilità: un momento conoscitivo-preliminare che auspichiamo possa dare vita a un gruppo di progettazione e di mappatura della Città Metropolitana in grado di dialogare con le istituzioni e con tutta la comunità locale. Buona lettura.

Segreteria IT.A.CÀ
Simona Zedda 

DISTANZA 
La distanza nel tempo è quella misura che ci permette di pensare le cose accadute in forma di racconto ragionato perché non assumano la più semplice asciutta forma della cronaca.

Il 28 maggio, ci siamo incontrati per raccontarci diversi modi di usare e abitare la città e il suo territorio pensandolo in chiave accessibile. L’incontro è avvenuto in occasione di IT.A.CÀ, festival del turismo responsabile. In particolare, è stato progettato e realizzato all’interno della prima edizione di HANDYNAMO: due giorni dedicati ai temi del turismo e l’accessibilità in velostazione. 

Questo racconto raccoglie i temi emersi durante il seminario e li presenta all’interno di un pensiero più articolato, quasi un ragionamento. L’obiettivo è suggerire che questo possa essere un punto di partenza per pensare ad approfondimenti, a sviluppi, a derive che possano ulteriormente produrre occasioni di incontro e di studio

MOVIMENTO
La dinamo è quel dispositivo che permetteva di “dare luce” alla bicicletta: un mulinello che gira per produrre energia. Qualcosa di più di una metafora: ci suggerisce che muoversi non solo fa bene, ma permette anche di produrre qualcosa.

MUOVERSI PRODUCE BENESSERE E PRODUCE ENERGIA
Nel mio corpo la dinamo risiede nella testa: se non cammino, se non mi muovo, non mi escono le idee che ritengo migliori. Pensare in movimento è sempre stato l’unico modo per sciogliere dubbi e per chiudere processi di pensiero. Anche per farne nascere dei nuovi. Probabilmente le idee migliori mi sono venute tra una fermata e l’altra del treno, allo stop di un semaforo, pedalando. Non mi potessi muovere avrei certamente problemi nei processi dei miei pensieri. Dovrei cercare un diverso modo di pensare. Perché privare chiunque altro di questa modalità di produzione e avanzamento di pensiero ? 

DYNAMO 
A Bologna Dynamo è un luogo: come una vecchia stazione di cambio dei cavalli, una stazione viatoria dove ci si ferma per ripartire con qualcosa di più nella testa: più energie. A differenza di tutte le altre stazioni, la ripartenza è pensata in forma di cambiamento, è pensata per mostrarti che quel tuo normale muoverti tra lo spazio della città è possibile anche all’interno di un pensiero differente, nel rispetto di chi si muove con maggiore lentezza. Non è solo una questione di mezzi: ma un pensiero sul tema della mobilità che si declina in varie forme. È un luogo giusto per incontrarsi (incontrare gli altri ma anche un po’ se stessi).

Dall’altro lato invece ci sono gli spazi del canonico viaggio del turismo globale che avviene all’interno di spazi – stazioni e aeroporti – che mancano di occasioni di incontro: incolonnati nelle procedure di sicurezza, separati da tornelli è sempre più difficile pensare a quegli spazi come luoghi dove sperimentare i temi del viaggio…

VIAGGIO 

Tutti noi siamo viaggiatori dello spazio che abitiamo: facciamo di tutto per mantenerlo a noi noto; tuttavia, ci capita di perdere le nostre mappe mentali, quelle che ci aiutano a orientarci. Basta poco perché queste smettano di funzionare e perché tutto debba essere rimappato: uno stiramento muscolare, una valigia troppo pesante da portare e la mappa va cambiata. Poterlo fare, poter scegliere tra modalità differenti di percorrere lo spazio è importante.

Possiamo riconoscere il nostro viaggio a  IT.A.CÀ, attraverso le giornate dedicate all’acccessibilità, come composto da varie fasi che coinvolgono noi e chi/cosa ci sta intorno:

  • transito • i temi della mobilità e la riappropriazione della qualità del tempo
  • attesa • incoraggiare l’attenzione verso l’altro nella dimensione dell’incontro
  • interazione • incontrare è scambiare esperienze e coinvolgimento.
  • socializzazione • coinvolgimento che costruisce relazioni
  • diversificazione • incoraggiare l’attenzione verso il mutevole e il diverso
  • accessibilità • una fruizione completa all’interno di una dimensione etica
  • inclusione • una dimensione che include.

Non occorre avere una valigia in mano per essere turista e nessuno ha mai scritto che non debbano esserci relazioni tra chi è cittadino temporaneo e cittadino stanziale. Non dovrebbe esserci una tale lontananza da non permettere un incontro, un dialogo e ancora di più: la possibilità di pensare creativamente. La città dovrebbe parlare tanti linguaggi: del corpo, con le mani, con tutti i suoni disponibili che possiamo produrre in tutte le forme.

LONTANANZA 
In principio abbiamo parlato di distanza.
Il racconto ha bisogno di questa misura.

Ma in fondo il viaggio è un’esperienza di lontananza.
Una lontananza nel tempo e/o nello spazio che permette l’apertura di un orizzonte. 
È anche il luogo dove si mette in scena il presente: il presente della storia, il presente della vita quotidiana.

La lontananza è la misura dell’esperienza per chi ha problemi di accessibilità, per chi si approccia al mondo differentemente per scelta o per necessità. A volte le cose restano lontane dall’essere raggiunte e altre ancora, una volta arrivati, mantengono la distanza. Barriere di varia natura spesso non permettono  di accogliere le diversità. Anche di questo ci ha parlato Fabio Corbisiero dell’Osservatorio LGBT di Napoli. Se è vero che l’ambiente in cui viviamo ci mostra che la nostra mente e il paesaggio si somigliano, questo ci mostra anche quanto ancora ci sia da fare per comprendere e pensare il nostro ambiente in una chiave di accessibilità più ampia. Siamo lontani dal comprendere le richieste differenziate e misurate su una società che è cambiata e che si compone di nuclei famigliari molto differenti.

Egidio Sosio, con il suo intervento, ha spiegato lo scopo del suo ruolo di Garante della disabilità del Comune di Bologna: introdurre un pensiero aperto alle diversità, accessibile e inclusivo, che porta a un cambiamento sostanziale nel costruire la città e l’ambiente nella mente di chi pensa le infrastrutture; una misura diversa che colma le distanze e le lacune anche inconsapevoli della città. Andrea Prantoni, presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti della provincia di Bologna, prendendo la parola dal pubblico, ha ribadito importanza di una città dove  muoversi in autonomia e sicurezza.

LINGUAGGI 

Al centro dell’esperienza turistica ma anche dell’esperienza di chi abita è la comprensione dei linguaggi. Qualsiasi socializzazione passa attraverso la comunicazione e, quindi, lo scambio di segni e simboli. Anche su quel fronte è importante che vi siano occasioni, spazi per esercitare e fare esperienza con modalità differenti a ciò che la città nel suo insieme offre. Di questo ce ne ha parlato Lucia Cominoli, che all’interno del Centro Documentazione Handicap – Cooperativa Accaparlante, si occupa di metodi alternativi di comunicazione con chi capisce e usa altri linguaggi: dagli stranieri a chi fa più fatica a comprendere la velocità del mondo in cui siamo immersi.

Il viaggio mette sempre in campo la conoscenza dei linguaggi e la competenza nel riconoscere i significati: in questo senso l’uso della dimensione tattile nella costruzione del senso artistico è stato trattato da Loretta Secchi, del Museo Anteros dell’Istituto dei Ciechi Cavazza, come esperienza della dimensione estetica e artistica per lavorare sulla comprensione delle immagini. 

MAPPE

All’Istituto dei Ciechi F. Cavazza, oltre al museo Anteros, c’è pure il museo Tolomeo, a cui è stato dato questo nome per riportare attenzione intorno alla dimensione geografica su una percezione ecologica, che tenga conto delle percezioni inserite nell’ambiente e ne fa la chiave per una esperienza di conoscenza. La conservazione e la trasmissione della conoscenza in forma segnica/simbolica/iconica è dopotutto condizione di qualsiasi cultura per essere riconosciuta da sé stessa e dagli altri. Le mappature mentali che si creano attraverso questa esperienza diventano mappe tattili: non sono semplici immagini da riconoscere attraverso l’esplorazione ma vere mappe dove pensare attraverso la manipolazione al tema del viaggio. In fondo le mappe compaiono per dare un ordine all’immaginazione prima ancora che per orientarci nel movimento dello spazio.

Quello sulle mappe è viaggio che si alimenta dell’ascolto e dell’osservazione dei nomi che si leggono,  dove si scrutano quei confini dove il disegno sospinge l’immaginazione verso l’ignoto: la forma del mondo si fa linea e si fa disegno e parla con figure semplici che chiunque conosce. Ad esempio “la croce” e “il ventaglio”, sono due simboli che raccontano la storia della città fino ad oggi e danno il nome ad un progetto editoriale del 2004 dell’Istituto dei Ciechi Cavazza: La croce e il ventaglio è la prima guida audio-tattile che ha introdotto per la prima volta le mappe tattili  nel turismo accessibile.

Anche per Marta Giacomoni dell’associazione La Girobussola l’esperienza del viaggio si sperimenta partendo dalla produzione di mappe tattili che incrociano contenuti storici e artistici nei territori.

PERCORSI

Nel viaggio l’espressione letteraria più alta, la sua anima, è la costruzione del percorso sulla mappa è anche un modo liberatorio di pensare, e di costruire un proprio percorso un po’ come se fosse un’opera d’arte in sé medesima. In questo senso la Skarrozzata di Enrico Ercolani ne è un esempio: misurarsi con la città utilizzando gli strumenti dei disabili motori, che spostano il baricentro dell’essere umano, il punto di vista e fanno esperire una diversa esperienza della gravità e delle dimensioni.

Matteo Brusa (Fondazione Silvia Rinaldi) costruisce un pensiero analogo parlando di percorsi negli ambienti “naturali”, percorsi che attraversano non la città ma la campagna, i boschi, la montagna, con lo stesso obiettivo di superare le barriere e di estendere l’esperienza di vita intorno ad un ambiente sempre più abile ad accogliere chiunque richieda di entrare.

LAVORO

E infine Cetty Ummarino, di B&B Like your Home, ha parlato di diritto al lavoro, raccontando l’esperienza di persone disabili che, grazie a un’adeguata formazione (alla base delle competenze di tutti/e) ora gestiscono B&B in luoghi tra i più belli d’Italia, dimostrando che ospitalità, inclusione e accessibilità sono elementi inscindibili e che non basta una progettualità infrastrutturale, ma è importante che ognuno di noi abbia l’opportunità della libertà dell’indipendenza e dell’affermazione di sé.

Durante il seminario è emersa una prospettiva dell’accessibilità e dell’inclusione costellata da esperienze e visioni differenti, raccontate da tutti i partecipanti; il viaggio potrebbe persino configurarsi come simbolo di una visione dell’esistenza intesa come ricerca di una formula nuova, una sorta di isola del cambiamento e dello stupore basata su concetti diversi da quelli fortemente standardizzati in un pensiero che si considera normale e che regola gli aspetti immateriali e materiali delle nostre vite.

Questo racconto non sarebbe stato possibile se non grazie alla presenza e alle parole di:

Simona Larghetti, Velostazione Dynamo
Simona Zedda, IT.A.CÀ
Loretta Secchi, Museo Tattile Anteros Istituto dei Cechi F. Cavazza
Marta Giacomoni, Associazione La Girobussola
Fabio Corbisiero, Osservatorio LGBT – Università di Napoli Federico II
Lucia Cominoli, Cooperativa Accaparlante – Centro Documentazione Handicap C.D.H
Enrico Ercolani, Associazione La Skarrozzata
Matteo Brusa, Fondazione Silvia Rinaldi
Egidio Sosio, Disability Manager CettyUmmarino, B&B Like your Home
Cetty Ummarino, B&B Like your Home
Andrea Prantoni, presidente UICI Bologna

 Fabio Fornasari
Architetto & direttore artistico del Museo Tolomeo

 

 

 

 

 

 

Cultura e musica al Mercato Sonato | Intervista a Tommaso Ussardi [Orchestra Senzaspine]

Cari lettori e lettrici,

anche se IT.A.CÀ Bologna 2017 si è conclusa continuiamo a dare spazio alle realtà che hanno partecipato e reso possibile questa importante edizione. 

Tommaso Ussardi – Orchestra Senzaspine

Oggi intervistiamo Tommaso Ussardi, presidente e direttore dell’Orchestra Senzaspine, un’associazione di giovani musicisti che gestisce il Mercato Sonato, l’ex mercato rionale del quartiere San Donato a Bologna.

Nel 2015 il Comune ha assegnato questo spazio all’associazione, vincitrice dei bandi Incredibol! 2014 di Palazzo D’Accursio e Culturability 2015 della Fondazione Unipolis, che l’ha trasformato in un luogo di cultura e sperimentazione di grande valore per il quartiere.

> Cosa è il Mercato Sonato e cosa ospita?

Data la grande spendibilità degli spazi del mercato, l’associazione Senzaspine ha potuto intraprendere un ampio progetto di riqualificazione urbana, artistica e culturale per il quartiere e per la città, trasformando lo spazio in un teatro urbano, dinamico e polivalente.  Oltre alle prove d’orchestra aperte al pubblico, il Mercato propone serate di ballo, rassegne di musica gipsy, manouche, funky, jazz, rock ed elettronica sempre ponendo massima attenzione alla qualità e alla ricerca, cercando di valorizzare  gli artisti del territorio. All’interno del Mercato collaborano diverse associazioni che ampliano l’offerta culturale e ricreativa promuovendo corsi di sartoria, serigrafia, video mapping, alfabetizzazione musicale, corsi di strumento, musica d’insieme per bambini, coro di voci bianche, musicoterapia per la fascia degli 0-3 e un servizio di ristorazione di cucina biologica a Km 0.

> In qualità di spazio culturale rigenerato, qual è il valore aggiunto che apporta al quartiere?

In un quartiere così complesso come quello di San Donato con un alto tasso di immigrazione e un reddito procapite più basso della media, entrambi fattori che comportano un’elevata criticità sociale, il Mercato si pone l’obiettivo di trasformare questi aspetti in risorse, offrendo servizi sociali e culturali sempre inclusivi e permettendo così a bambini, famiglie, giovani e anziani di vivere e condividere una piazza coperta nel cuore del quartiere con serenità e curiosità. Un importante progetto di rigenerazione che valorizza le diversità e i linguaggi con l’obiettivo di conoscere e scoprire le bellezze di ogni cultura.

> Quali sono le principali difficoltà che affrontate nella realizzazione delle vostre attività?

Come Mercato Sonato le principali difficoltà consistono nel gestire, comunicare e promuovere le numerose attività e proposte del nostro spazio in maniera efficace e puntuale non perdendo mai di vista la mission del progetto, ma cercando sempre di ascoltare, interpretare e rispondere correttamente alle esigenze del quartiere.

> Il Mercato Sonato è quindi la casa della vostra orchestra, qual è il vostro sogno da artisti?

Sogniamo il Mercato Sonato come un centro di riferimento in Italia e in Europa per tutti gli artisti, in particolare i musicisti; un esempio di nuovo teatro urbano inserito nel circuito internazionale che racconti l’idea di cultura sostenibile e socialmente utile.   

Evento “Bach To The Future” nella giornata di giovedì 25 maggio 2017 per IT.A.CA Bologna

> Quest’anno avete partecipato per la prima volta al Festival IT.A.CÀ Bologna: cosa significa per voi far parte di una rete di promozione del turismo responsabile?

IT.A.CÀ è un esempio virtuoso che racchiude responsabilità sociale e bellezza. Siamo orgogliosi di farne parte  e di raccontarne il valore. Il turismo selvaggio distrugge e calpesta la natura e le diversità; noi crediamo invece in un turismo responsabile, curioso e silenzioso che sappia guardare, che fondi il proprio essere sul conoscere e valorizzare i bisogni dell’altro, un turismo rispettoso ed educato che sappia portare ricchezza, opportunità e lavoro senza snaturare e distruggere ciò che incontra.

Ringraziamo Tommaso per la disponibilità e per averci raccontato la bellissima esperienza del Mercato Sonato che consigliamo a tutti/e di farci un visita quando venite a Bologna.
Buon viaggio e seguiteci sempre 😉

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Irene Aprile

Il dopo Festival di Bologna 19 – 28 maggio | Prossime tappe in Italia fino al 22 ottobre!

IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori, il primo e unico festival dedicato al turismo responsabile, ha appena concluso la sua tappa bolognese (19-28 maggio).

L’apertura della sua 9a edizione nella città delle due torri, è stata un grande successo e nei prossimi giorni fino al 22 ottobre, è atteso anche a Ferrara, Padova, Ravenna, Rimini, Trentino, Reggio Emilia, Parma, Rovigo e Monferrato: mostre, incontri, convegni, eventi in piazza, concorsi, camminate fluviali, itinerari in bicicletta, trekking, laboratori e animazione per grandi e piccini, geo esplorazioni, degustazioni, presentazioni di libri, proiezioni di film e molto altro ancora, con l’intento di diffondere una nuova idea di turismo, più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive.

Nell’anno Internazionale del Turismo sostenibile indetto dall’ONU, che ha visto a Bologna la nascita della Destinazione Turistica Metropolitana e con essa l’inizio di un nuovo cammino volto alla valorizzazione del patrimonio naturale, storico-artistico e antropologico del territorio, il turismo sostenibile e responsabile è stato il tema principale del festival, affrontato e discusso in più confronti e tavole rotonde, durante i quali molti sono stati gli spunti proposti, le idee di sviluppo strategico da perseguire ed anche le ipotesi lanciate di gemellaggio fra festival di regioni diverse.

Foto di Noemi Usai – Serre dei Giardini Margherita

Nel primo convegno di apertura di IT.A.CÀ, avuto luogo il 19 maggio alla presenza di molte autorità istituzionali, in una sala Stabat Mater – Biblioteca Archiginnasio gremita di gente, si è parlato di destinazione e strategie innovative per uno sviluppo sostenibile dei territori. Molti gli interventi, le testimonianze e i diversi i punti di vista, ma unica la volontà di procedere verso una direzione nuova: unire le forze e le idee per una comunione di contenuti che lascia da parte le appartenenze politiche e dà senso e continuità ai nuovi progetti in divenire.

Matteo Lepore al convegno di apertura del 19 maggio. Foto di Noemi Usai

Bologna si propone come il volano di uno sviluppo diffuso sul territorio, dove il turismo diventa opportunità per l’occupazione, un nuovo rapporto tra la natura e l’uomo, attraverso la promo- commercializzazione di itinerari e servizi d’accoglienza compatibili con l’ambiente e la diversità culturale” ha dichiarato Matteo Lepore, Assessore all’Economia e Turismo del Comune di Bologna, intervenuto all’incontro.

E proprio la riflessione sul turismo e le sue strategie di sviluppo, è stata la protagonista del convegno pomeridiano, dove alla presenza di Patrik Romano, direttore di Bologna Welcome e di molti altri esponenti del settore, un lessico comune ha fatto da volano ai tanti argomenti trattati: no al turismo fine a se stesso, sì ad uno sviluppo più autentico del territorio. Un territorio dalle mille potenzialità di crescita e sbocco professionale, un paese di risorse e opportunità da cogliere.

Facendo un bilancio di questa 9a edizione, il festival ha certamente fatto emergere molti soggetti presenti nella Città Metropolitana di Bologna, li ha ascoltati e stimolati a collaborare in un dialogo mirato alla co- progettazione.

Incontro del 22 maggio presso Kinodromo in collaborazione con Home Movies – Archvio nazionale del film di famiglia. Foto di Noemi Usai.

Tra gli asset di sviluppo strategico che IT.A.CÀ ha promosso in questa tappa bolognese, abbiamo incontrato la mobilità sostenibile, grazie alla collaborazione con Dynamo e Salvaiciclisti Bologna, la rigenerazione urbana, attraverso un dialogo costante con Kilowatt, la promozione della cultura e della creatività, in collaborazione con Kinodromo.

E ancora l’accessibilità, grazie al lavoro di realtà come l’Istituto Cavazza o La Girobussola, l’integrazione sociale, con progetti sviluppati dall’Albergo il Pallone o Next Generation e la valorizzazione dell’area metropolitana, frutto della collaborazione con varie realtà dell’Appennino e della pianura bolognese.

Oltre alla fitta partecipazione ai convegni, la tappa bolognese della manifestazione ha registrato quest’anno migliaia di visitatori, accorsi dall’Italia e dall’estero per partecipare ai tanti eventi in programma: più di cento, se consideriamo anche i moltissimi itinerari a piedi e a pedali, dentro e fuori porta, ai quali hanno preso parte moltissimi turisti e cittadini della Regione Emilia Romagna.

Destinazione Bologna, ma anche Casalecchio, Val di Zena, Val di Sambro, San Lazzaro di Savena, Castello di Serravalle, Zola Predosa, Montepastore di Monte San Pietro, Grizzana Morandi, Valasamoggia, Budrio, Granaglione, Pianoro e Imola. Uno zaino, una bici o un comodo paio di scarpe, per scoprire percorsi che andavano dalle due torri, all’appennino, passando per pianure e valli, con l’uso di mezzi liberi e rispettosi dell’ambiente.

Apprezzatissimo e molto seguito il weekend 20-21 maggio alle Serre dei Giardini Margherita, spazio cittadino recuperato e reso luogo di aggregazione e produzione culturale, dove la parola d’ordine è stata Home sharing e turismo sostenibile. In altre parole, una nuova filosofia di scambio e condivisione che predilige il risparmio ed un nuovo modello economico, sul quale verte da qualche tempo un’accesa discussione fra gli enti coinvolti.

Premiazione “Adotta un Turista”.

In primis Airbnb, una fra le community di Home sharing più famose nel mondo, insieme ad altre realtà in crescita come Local Pal, scambiocasa.com, Abitando s’impara, Revealth, chiamate al confronto, ognuna con le sue specificità.

Vari momenti di scambio sul tema dell’impatto dell’home sharing sull’economia turistica, attraverso un dialogo orizzontale – a volte anche serrato – ed un’analisi propositiva e mai impositiva sull’argomento. Non sono mancati gli approfondimenti pratici al tema, grazie ai workshop gratuiti su costi, affitti in regola, marketing e comunicazione, rivolti a chi intende avviare la propria attività di home sharing. Singolare e molto gradito il progetto BOLOGNA, 6° casa!, che ha visto un divertente e interessante itinerario fra alcune case ospitali di Bologna, ognuna con caratteristiche singolari.

Nella stessa cornice, IT.A.CÀ in collaborazione con Ecobnb, ha premiato i tre finalisti del contest “Adotta un turista”: primo premio ad Antonio Venza per il progetto Ivana Manferdelli.

Fra gli altri argomenti affrontati nei dieci giorni del festival, anche il tema delle diversità, delle migrazioni e dell’(in)ospitalità in un’Europa che accoglie tra frontiere, limiti e diritti. Identità di luoghi e persone, attraverso le apprezzatissime ed emozionanti mostre fotografiche, intervallate da momenti musicali, proiezioni e spettacoli di teatro sulla disabilità.

Proprio a questo tema, è stato dedicato l’ultimo fine settimana di IT.A.CÀ (27 – 28 maggio): HANDYAMO SI PARTE! con molti eventi organizzati che hanno dato risalto all’uguaglianza e alle opportunità anche per le persone con bisogni speciali, affinché possano usufruire di servizi autonomi come trasporti e itinerari accessibili.

Per un intero weekend, la Velostazione Dynamo ha presentato e reso fruibile il punto noleggio ausili per la mobilità urbana di persone con disabilità: ricarica batterie e elettriche e servizio di manutenzione meccanica per carrozzine, realizzato con il patrocinio del Comune di Bologna. In un’ottica inclusiva, gli ausili classificata Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese; seconda con a Parma un filo ci unisce e per finire Veronica Falcone con Sotto le stelle di città.

Sono stati messi a disposizione e a integrazione del tradizionale servizio di noleggio biciclette, per dare a tutti la possibilità di vivere la propria città con occhi diversi e possibilmente con poche barriere.

Domenica 28 maggio, la rassegna Dynamo ha riunito un pubblico numeroso di visitatori al seminario Il turismo accessibile a Bologna”, durante il quale ci si è soffermati su vari interrogativi importanti: come vivono i cittadini la loro città? Quali limiti e disagi incontrano muovendosi per Bologna?

Momenti della Scarrozzata lungo le vie di Bologna, domenica 28 maggio. Foto di Valentina Gambaro

La migliore risposta a queste domande la si è potuta vivere con la singolare skarrozzata delle ore 12.00: un momento importante in cui è stata data l’opportunità a tutti di provare la disabilità: handbike da pedalare con le mani, motorini a traino per le carrozzine, scoter elettrici, biciclette per il trasporto dei disabili. Perché non si può parlare di sostenibilità e responsabilità se non si allinea ad essi, il concetto di accessibilità che può e dev’essere uno dei capisaldi del viaggiare responsabile.

A conclusione di un festival ricco di contenuti e spunti di riflessione, la Velostazione di Bologna si è inoltre trasformata in polo culturale con presentazione di libri, spettacoli, mostra accessibile nei tunnel antiaerei di Dynamo e le note poetiche di Carlo Maver.

IT.A.CÀ – Migranti e viaggiatori, non è ancora finito e vi aspetta fino al 22 ottobre nelle tappe di Ferrara, Padova, Ravenna, Rimini, Trentino, Reggio Emilia, Parma, Rovigo e Monferrato.

Il programma dettagliato delle altre città è sul nostro sito www.festivalitaca.net.

info@festivalitaca.net
https://www.facebook.com/itacafestival
https://twitter.com/ItacaFestBO
https://www.youtube.com/user/FestivalitacaBO
https://www.instagram.com/it.a.ca/

Illustrazione realizzata da Rossana Bossù > www.rossanabossu.blogspot.it

Il festival è promosso e organizzato da Associazione YODA, COSPE Onlus, NEXUS E–R.
Con il Contributo di Comune di Bologna, Alce Nero, Airbnb, Compagnia dei Cammini, Cescot, l’Altro Spazio.

Con il Patrocinio di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Emilia Romagna, Bologna Welcome, Unesco, Città Metropolitana di Bologna, City of Food Bologna.

In collaborazione con Università di Bologna, Local Pal, Kilowatt, Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza Onlus, Kinodromo, MTBO Museo Tolomeo Bologna, Velostazione Dynamo, Salvaiciclisti Bologna, Archiginnasio, Istituzione Biblioteche Bologna, Associazione Farm, We Bologna, Urban Center Bologna, A.I.T.R associazione italiana turismo responsabile, The Bottom Up, ASP Città di Bologna, Naturalmente Imola, Associazione TerzoTropico, Mercato Sonato, Arena del Sole, AlbergoPallone.

TAPPE 2017

BOLOGNA 19 › 28 maggio
FERRARA 29 › 31 maggio
PADOVA 1 › 4 giugno
RIMINI 20 › 24 settembre
TRENTINO 25 sett. › 1 ottobre
REGGIO EM 30 sett. › 2 ottobre
PARMA 2 › 8 ottobre
ROVIGO 13 › 15 ottobre
MONFERRATO 20 › 22 ottobre

Per le altre tappe italiane di IT.A.CÀ, si ringraziano: Nexus Emilia Romagna, Arci Ferrara, Cgil Ferrara, Spi Cgil, Ferrara, Associazione LOAD e Comune di Ferrara, Arci Padova, Ass. Lanterna Magica, Ass. Incontrarci, Kirecò, Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST) dell’Università di Bologna, Agenzia Piano Strategico di Rimini, Ass. TassoBarbasso, Urbanauti, Ecobnb, Comune di Parma, Ass Le città Invisibili, Il Taccuino di Darwin, Ass. Icaro, FIAB-PARMA Bicinsieme, Parchi del Ducato, Mappamondo Coop Sociale Arl Onlus – Parma, Farfalle in Cammino, Ass. TeradaMar, COSPE onlus, Arcisolidarietà Veneto, Officina dei Sensi.

CONTATTI UFFICIO STAMPA
IVANA CELANO cell. +39 349 06 44 923
stampa@festivalitaca.net

Like Locals in Italy per un’autentica esperienza turistica

Cari lettori viaggiatori e lettrici viaggiatrici 

Cinzia Caggianese e Maria Parrella

per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CA’” abbiamo il piacere di intervistare Maria Parrella della giovanissima associazione Like Locals in Italy nata per proporre ai viaggiatori stranieri esperienze autentiche di turismo da condividere con chi abita quotidianamente i luoghi. Nasce a Bologna nella sua prima versione IN BO per offrire ai visitatori della città un’ampia scelta di attività e momenti di condivisione, dalla cucina allo shopping al trekking urbano.  

> Come nasce Like Locals in Italy?

L’associazione nasce da un’idea di Cinzia Caggianese che per anni ha lavorato come accompagnatrice turistica in compagnie internazionali (Canada, Stati Uniti e Australia). Stanca di tour frettolosi, standardizzati e poco personalizzati, Cinzia ha pensato di voler organizzare dei tour a Bologna che facessero vivere al turista la reale esperienza italiana. Poco più di un anno fa e tra i mille impegni professionali e personali, abbiamo deciso di cogliere questa sfida insieme provando a concretizzare quell’idea che tanto entusiasmava entrambe. unendo la sua esperienza nel turismo con le mie competenze economiche-finanziarie, abbiamo quindi elaborato la nostra proposta di valore, stilato un Business Plan e un’analisi di fattibilità e siamo andate alla ricerca di partner che potessero condividere i nostri obiettivi. Abbiamo ideato dei primi tour originali e studiati ad hoc per il turista anglofono, ma pronte a far evolvere la nostra idea nel tempo e con l’esperienza e rielaborandola nella forma e nella sostanza.

Qual è l’obiettivo di Like Locals in Italy? Cosa significa fare turismo “come un locale”?

Oggi quello che Like Locals in Italy si prefigge di fare è creare una connessione tra il turista e il locale. Nella prima fase di validazione dei tours con i nostri ospiti stranieri, abbiamo avuto la conferma che entrare nelle case degli italiani, conoscerne la cultura, le tradizioni e le abitudini non è solo un valore aggiunto che siamo in grado di offrire, ma è esattamente quello che cerca il nuovo viaggiatore. L’esperienza turistica può essere reale solo se si ha l’opportunità di condividere momenti con le persone che vivono quotidianamente i luoghi, interagire con il tessuto commerciale e dei piccoli artigiani, scoprire i segreti della lingua e, anche se per poco tempo, sentirsi parte attiva nella vita bolognese. Vivere appieno il viaggio, in modo autentico e sostenibile.

Al fine di ampliare l’offerta delle attività, stiamo sviluppando sulla nostra piattaforma online una sezione dedicata ai locali che potranno partecipare attivamente proponendo nuove esperienze di condivisione; siamo già in contatto con altre associazioni ed enti con i quali elaborare e sviluppare nuove proposte e progetti al fine di estendere geograficamente le nostre attività coinvolgendo altre città italiane. E non abbiamo intenzione di fermarci all’Italia: stiamo dialogando per una possibile partnership  in Spagna, IN BO potrebbe presto diventare IN BA(rcellona)!

Quest’anno parteciperete alla 9°edizione di IT.A.CÀ: quali attività proporrete ai nostri visitatori? Cosa significa per voi far parte di una rete di promozione del turismo responsabile?

La nostra è un’offerta turistica sostenibile in ogni suo aspetto perché crediamo che la città di Bologna debba andare in questa direzione per prevenire uno sviluppo sconsiderato del turismo di massa che porterebbe la città alla perdita della propria identità. 

Non potevamo mancare alla 9° edizione del festival IT.A.CA’: abbiamo avuto la possibilità di farci conoscere e di collaborare con tante realtà. Con una di queste, i nostri nuovi amici di TagTourist, abbiamo proposto in occasione del Festival un contest su Instagram dal titolo “Bologna con gli occhi di chi la vive!”

Sabato 20 maggio invece, alle Serre dei Giardini Margherita, parteciperemo alla presentazione del libro “Grand Tour Bologna e Shop Like Locals” di Giorgia Olivieri e Francesca Blesio, proponendo a seguire uno speciale shopping tour gratuito alla scoperta dei segreti del made in Bologna tra antichi mestieri e nuovi stili bolognesi. 

Grazie Maria per averci raccontato l’avventura di Like Locals in Italy che propone un turismo esperienziale in grado di valorizzare la cultura e le tradizioni dei luoghi. 

Invitiamo i nostri lettori a partecipare ai vostri eventi e consultare il ricco programma della 9° edizione del Festival IT.A.CÀ: buon viaggio come sempre 🙂

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CA”
Irene Aprile

Sport per tutti – itinerari accessibili in Emilia-Romagna

Cari lettori e care lettrici,

Matteo Brusa

oggi per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” incontriamo Matteo Brusa, consigliere e segretario generale della Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi impegnata nella promozione di uno sport inclusivo.

> Quando nasce la Fondazione e con quale scopo?

 In occasione della vittoria di Silvia Parente, sciatrice non vedente guidata da Lorenzo Migliari nelle paraolimpiadi di Torino 2006, sull’onda emotiva del grande successo sportivo, nasce la Fondazione per lo Sport dal Super Sci Club Silvia, intitolato alla memoria di Silvia Rinaldi, giovane e promettente sciatrice vittima di un incidente in montagna.

La Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi ONLUS è un ente di diritto privato e svolge attività nel settore dello sport dilettantistico principalmente nel territorio della Regione Emilia-Romagna ed esclusivamente con finalità di solidarietà sociale.

La principale attività istituzionale è la realizzazione di progetti che favoriscano e rendano possibile la pratica dello sport dilettantistico da parte di portatori di handicap fisici e psichici a cui si affiancano altre iniziative per incentivare la pratica sportiva dilettantistica di giovani a rischio di devianza o in situazione di disagio familiare.

In generale quindi, le attività della Fondazione sono volte ad arrecare beneficio alle persone svantaggiate in ragione delle loro condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali, familiari. 
Nell’anno 2012 la Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi ONLUS ha ottenuto la menzione speciale della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia. I membri promotori hanno ottenuto l’onorificenza al merito della Repubblica Italiana per meriti sportivi conferita dal Presidente della Repubblica.  

> La Fondazione ha realizzato e realizza tuttora numerosi progetti, ma quali sono quelli che hanno riscosso un maggiore successo o che vi hanno dato semplicemente maggiori gratificazioni?

É vero, sono tanti i progetti che sono stati realizzati finora per sostenere gli sport che più amiamo e che più hanno segnato la nostra vita finora; quando dico “nostra” mi sento di parlare a nome di tutto il Consiglio di Amministrazione della Fondazione, che è prima di ogni altra cosa un gruppo di amici malati di sport all’aria aperta. In effetti in questi dieci anni di attività abbiamo portato avanti progetti legati allo sci alpino, all’arrampicata sportiva e all’alpinismo, al nordic walking, alla mountain bike. Declinati in varie modalità, hanno tutti il fine di facilitare l’accesso allo sport e l’avviamento all’agonismo di persone con disabilità fisiche, cognitive e sensoriali.

Difficile fare una classifica di quali progetti ci abbiano dato maggiori soddisfazioni; in quello che facciamo riceviamo così tante gratificazioni che elencarle tutte non sarebbe possibile!

> Quali sono invece le principali difficoltà che dovete affrontare nella realizzazione delle vostre attività?

La risposta, quando si parla di ONLUS, potete immaginarla: i fondi. Non è difficile avere buone idee, non abbiamo problemi di passione o di tempo da dedicare alle nostre attività, in ciò che facciamo siamo prima di tutto guidati dal cuore.

Gli enti benefici come il nostro si basano sulle donazioni di privati di aziende, che credono in ciò che facciamo, e di fondi erogati in seguito alla partecipazione a bandi pubblici e privati; ciò che vorremmo fare non ha limiti e continueremo a portare avanti i nostri progetti sperando in un maggiore aiuto, anche da parte degli enti pubblici.

> La Fondazione lavora principalmente sul territorio dell’Emilia Romagna, ma non esclusivamente, in quanto propone anche viaggi all’estero. Avete in progetto nuovi viaggi e nuovi territori?

Ebbene si! Siamo legati al nostro territorio regionale perché siamo quasi tutti emiliani, ma la verità è che non abbiamo confini: in agosto 2017 la nostra Presidente Silvia Parente, già campionessa mondiale di paraclimbing, si recheràin Perù, nella Cordillera Blanca, assieme ad una spedizione di atleti normodotati e ad un altro atleta disabile. Obiettivo della missione alpinistica sarà quello di tracciare nuove vie di arrampicata, fra cui alcune dedicate anche agli sportivi con disabilità. Il progetto si chiama ArrampicAnde, sul sito www.arrampicande.it potrete trovare tutte le informazioni utili. Basta poco per comprendere che i limiti che abbiamo esistono solo nella nostra testa.

> Quest’anno parteciperete alle 9° edizione di IT.A.CÀ: che cosa proporrete? Cosa significa per voi far parte della rete del turismo responsabile?

Sabato 27 maggio, alle ore 11, presenteremo il progetto “Sport per tutti – itinerari accessibili in Emilia-Romagna”; saranno presenti la nostra Presidente Silvia Parente e Danilo Rossi, atleta della squadra nazionale di para-sci-alpino che ha collaborato per la mappatura degli itinerari a bordo della sua hand-bike.

Il progetto è ambizioso: creare una rete di 45 itinerari ciclabili che siano accessibili a persone con disabilità motoria (a bordo di han-bike o e-bike) e sensoriale (a bordo di mountain tandem) in tutta la nostra Regione. Il progetto è quasi concluso e presenteremo alcuni dei percorsi che si snodano in aree ad elevata naturalità del territorio regionale.

Per noi far parte di una rete di promozione del turismo responsabile è prima di tutto una grande responsabilità: proporre strumenti per l’accessibilità e per il turismo non è un compito semplice, perché le richieste da parte degli utenti sono estremamente varie e le risposte giuste possono essere date solo da persone competenti che sappiano accettare una sfida in cui è in palio la gioia altrui. Fare parte di una rete significa avere il più grande dei vantaggi: poter collaborare, condividere esperienze, errori, successi, ma soprattutto poter sempre contare su qualcuno più bravo di te laddove tu non riesci ad arrivare. Fare rete è un’opportunità che vogliamo cogliere al volo e ringraziamo il Festival IT.A.CÀ  perchè ci ha permesso di incontrare nuovi interessanti soggetti con cui far partire nuove sfide!”

Grazie Matteo, accogliamo il tuo invito a partecipare sabato 27 Maggio, presso la Velostazione Dynamo, alla presentazione del nuovo progetto della Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi.
A seguire lo staff di Cervelli in Azione presenterà i suo progetti di turismo accessibile.

Vi ricordiamo anche che le due giornate del 27 e del 28 maggio presso la Velostazione Dynamo sono interamente dedicate al turismo Accessibile:

Handyamo, si parte! Turismo accessibile in velostazione #1 > Sabato 27 maggio
Handyamo, si parte! Turismo accessibile in velostazione #2 > Domenica 28 maggio

                                                                                                                            Rubrica “In viaggio verso I.TA.CÀ”
Irene Aprile

I trekking a IT.A.CÀ | Intervista a Gianluca Maini, Cooperativa Madreselva

Cari amici viaggiatori e care amiche viaggiatrici,

oggi per la nostra rubrica “in viaggio verso IT.A.CÀ” siamo in compagnia di Gianluca Maini della Cooperativa Madreselva, che ci ha parlato del lavoro della cooperativa e dell’importante collaborazione con il Festival. All’interno della 9° edizione di IT.A.CÀ la cooperativa Madreselva ha organizzato tantissimi itinerari che vi condurranno in mezzo alla natura alla scoperta di alcuni dei luoghi più belli della Città Metropolitana.

> Ci potresti raccontare la storia della Cooperativa Madreselva?

Madreselva è nata nel 2007, grazie al lavoro e alla passione di cinque ragazzi, già guide ambientali-escursionistiche del Parco del Corno alle Scale. La cooperativa nacque per fornire servizi di accompagnamento guidato, educazione ambientale, redazione di materiale informativo e creazione di percorsi all’interno del Parco stesso. In seguito il lavoro richiesto, soprattutto dal punto di vista dell’educazione ambientale, ha fatto sì che lavorassimo in un territorio più ampio, Parco dei Laghi e Parco di Monte Sole, e abbiamo iniziato a occuparci anche di altre attività: siamo attualmente i gestori del ristoro laghetto di Porchia, del rifugio Segavecchia e di tre bivacchi, tutte strutture all’interno del Parco del Corno alle Scale. Più recentemente, da circa un anno e mezzo, Madreselva ha deciso di ampliare il servizio di proposte escursionistiche e turistiche sull’intero territorio della Città Metropolitana.

Un impegno sempre supportato dalla passione, dalla conoscenza e dalla voglia di far conoscere ai clienti le nostre meraviglie naturali: dai crinali più lontani al giardino cittadino che vediamo ogni giorno. Da parte della popolazione residente nel territorio circostante, inoltre, l’interesse è quasi sempre vivo, grazie al tipo di iniziative che proponiamo; certo ci sono alcune difficoltà che la cooperativa deve affrontare, per esempio non sempre riusciamo a farci conoscere e a promuovere le nostre attività; tuttavia, abbiamo un ottimo e gratificante feedback dai nostri clienti. Iniziative come IT.A.CÀ sono per noi fondamentali e incontrano perfettamente la nostra “filosofia turistica”.
 

> Quali sono i vostri progetti futuri di turismo responsabile?

Ci piacerebbe creare, assieme a tutte le realtà variamente interessate nei diversi campi, un catalogo di escursioni sempre disponibili; dal micro, con camminate destinate ai più piccoli o rivolte agli adulti per scoprire il verde cittadino, passando dal medio, con escursioni nei parchi e nei luoghi naturali meno conosciuti, arrivando al macro, con trekking di più giorni lungo le tante “Vie” che passano dalla nostra provincia: il nostro obiettivo è quello di incentivare sempre di più il “turismo dietro casa” (cercando di scardinare, tra le altre cose, ogni accezione negativa che possa essere associata al “dietro casa”).

Il mezzo per raggiungere questo obiettivo è la collaborazione con altre realtà; la collaborazione non solo è il mezzo ma, in qualche modo, è anche l’obiettivo da raggiungere. Crediamo, infatti, che la creazione di una rete di realtà impegnate a diverso titolo nel campo del turismo sostenibile sia fondamentale: dal punto di vista promozionale, esecutivo e di cooperazione.

 

> Con quali trekking parteciperete a questa 9° edizione di IT.A.CÀ?

In questa edizione del Festival saremo presenti con diverse proposte dedicate agli amati colli bolognesi: “50 special”, una camminata tra Villa Ghigi e Cà del Genio terminerà con un aperitivo tradizionale servito in una splendida terrazza sulla città; “Bregual Night Trek”, una facile escursione notturna nei boschi tra Casalecchio e San Luca; “Tramonto sulla città”, per godersi gli ultimi istanti della giornata sui colli; “Tra gli alberi”, un’escursione dedicata al verde di monte Paderno, seguita da un concerto presso Fienile Fluò.

Per unire in maniera particolare cammino e cibo, in collaborazione con Casa Vallona, abbiamo organizzato “Il prato nel piatto”, per conoscere e riconoscere le piante spontanee, cucinarle e gustarle. Altre proposte in Val di Zena, al Parco dei Gessi, presso il Montovolo e in Valsamoggia completano la nostra proposta durante il festival.

A questo link potrete approfondire i vari itinerari ITACA a piedi fuori porta proposti dalla Cooperativa Madreselva: > itinerari a piedi fuori porta 

 > Qual è secondo te il valore di IT.A.CÀ?

ITACA ha un grande valore promozionale per quanto riguarda i diversi soggetti che vi partecipano. Ha sicuramente un importante ruolo di condivisione e conoscenza tra le diverse realtà che lo animano. Ha inoltre un fondamentale valore di supporto, diffusione e promozione del turismo responsabile, ancora poco conosciuto nel nostro territorio ma che credo risulterà essere in futuro il vero punto di forza del turismo della nostra provincia.

Allora non resta che ringraziare Gianluca per l’intervista e vi invitiamo a partecipare numerosi a questi fantastici  itinerari! 
Come sempre, buon viaggio e vi aspettiamo a IT.A.CÀ Bologna dal 19 al 28 maggio 2017 🙂

Rubrica In viaggio verso IT.A.CÀ
Silvia Lazzari

Bologna con gli occhi di chi la vive! | Instagram Contest

Da venerdì 19 maggio a sabato 27 maggio 2017 durante il festival IT.A.CÀ posta una foto che rappresenti il modo in cui vivi Bologna per una delle tre categorie o per tutte #Food #Shop #Drink  riceverai gli indizi per partecipare al contest e vincere la partecipazione ad uno dei tour organizzati dall’associazione Like Locals in Italy.

www.likelocalsinitaly.com
www.tagtourist.com

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REGOLAMENTO
Instagram Contest per #ItACa2017
Bologna con gli occhi di chi la vive!

#InBoLikeLocals

Il Concorso Fotografico Social #InBoLikeLocals ha come obiettivo la valorizzazione e la promozione del territorio del comune di Bologna Città Metropolitana attraverso produzioni fotografiche digitali, condivise con il social network Instagram.
Chi desidera partecipare al contest deve utilizzare l’app Instagram e postare immagini geolocalizzate del territorio del comune di Bologna Città Metropolitana con a commento gli hashtag #InBoLikeLocals e #ItACa2017.

Si consiglia l’utilizzo dell’app TagTourist, dove troverete i due # dell’evento più tanti altri.

Il concorso prevede tre categorie in modo da coinvolgere tutti gli appassionati di #food #shop e #drink con la possibilità di partecipare per una singola categoria o per tutte.

I partecipanti riceveranno le indicazioni e gli indizi dagli organizzatori sugli stessi canali social usati.

Il primo classificato di ogni categoria otterrà la possibilità di partecipare ad uno dei tour organizzati dall’Associazione Like Locals in Italy nelle date che verranno concordate con lo stesso vincitore; e otterrà la ripubblicazione sul profilo Instagram @TagTourist, la condivisione su altri canali web del Festival IT.A.CÀ 2017, sulla pagina Facebook dell’ “Ass. Like locals in Italy”.

Art. 1 – Istituzione
Il Concorso Fotografico Social è indetto dall’Associazione Like Locals in Italy e Tag Tourist in occasione della 9° edizione del Festival del Turismo Responsabile IT.A.CÀ 2017.

Art. 2 – Requisito di partecipazione
Il concorso è aperto a tutti. La partecipazione è libera e gratuita e si svolgerà unicamente tramite la condivisione dal proprio profilo del social network Instagram. E’ necessario che l’account instagram dell’utente non sia impostato come privato

Art. 3 – Periodo
Il concorso ha inizio il 19/05/2017 e termina il 28/05/2017 ore 24:00
Le votazioni sui profili social partiranno lunedì 29 maggio 2017 dalle ore 11:00 fino a mercoledì 31 maggio 2017 alle 24:00.

Art. 4 – Modalità di partecipazione
– pubblicare le immagini geolocalizzate con lo smartphone o il tablet sul proprio profilo del social network Instagram (se non se ne possiede uno, è possibile crearlo gratuitamente nell’App);
– inserire nella didascalia dell’immagine gli hashtag # InBoLikeLocals e #ItACa2017 automaticamente l’immagine entra in lista per il concorso e si riceveranno i suggerimenti e le indicazioni.
Non ci sono limiti al numero di foto che ogni utente può pubblicare per partecipare al concorso e le immagini possono essere già presenti sul proprio profilo o nuove.

Art. 5 – Giuria
Le immagini verranno valutate da una giuria composta da esperti, per ogni singola categoria, ed esterni all’organizzazione.
La giuria valuterà le foto pervenute secondo i seguenti criteri:

 originalità dello scatto;

  • qualità della foto;
  • attinenza dell’immagine con il tema del concorso.
  • Le foto selezionate dalla giuria saranno 3 per ogni categoria.

Art. 6 – Iter del concorso
Le tre foto per ogni categoria selezionate dalla giuria, verranno pubblicate sul profilo Instagram @TagTourist e sulla pagina Facebook dell’ “Associazione Like Locals in Italy” dal 29/05/2017 al 31/05/2017.

Dal momento della pubblicazione delle 9 foto sulle due piattaforme social , gli utenti hanno la possibilità fino alle ore 00:00 di mercoledì 31 maggio di votare e farsi votare dagli amici, tramite “mi piace”.
N.B. non saranno presi in considerazione wow,love,grrr ai fini della votazione.

I like delle due piattaforme saranno addizionati.
L’autore della foto con più like avrà diritto al riconoscimento descritto nell’art. 8.

Art. 7 – Responsabilità e obblighi
Partecipando al presente bando gli autori delle foto confermano ed attestano che:
– le foto caricate per il concorso sono effettivamente state scattate e create da loro stessi;
– le foto non contengono materiale osceno, esplicitamente sessuale, violento, offensivo diffamatorio;
– le foto non contengono materiale discriminante per sesso, etnia e religione; – le foto non contengono materiale politico;
– è responsabilità di ogni partecipante assicurarsi che la pubblicazione delle fotografie non sollevi alcun tipo di controversia legale;
– il comitato organizzatore ha il diritto di eliminare dal concorso le fotografie ritenute non idonee e che non rispondono ai suddetti criteri;
– i partecipanti autorizzano gli organizzatori a utilizzare le foto per promuovere l’evento;
– dal canto loro, gli instagramers vincitori s’impegnano a menzionare in ogni comunicazione relativa alle loro foto vincitrici il fatto che le stesse siano state vincitrici del contest #InBoLikeLocals e #ItACa2017.

Art. 8 – Riconoscimento del merito
Il primo classificato di ogni categoria otterrà la possibilità di partecipare ad uno dei tour organizzati dall’Associazione Like Locals in Italy nelle date che verranno concordate con lo stesso vincitore. Sono previsti anche premi morali con la semplice ripubblicazione sul profilo Instagram @TagTourist di alcune delle immagini, la condivisione su altri canali web, sulla pagina Facebook dell’Associazione Like Locals in Italy e del Festival It.a.Cà 2017.

Art. 9 – Annuncio vincitori
I vincitori saranno contattati dal comitato organizzatore nella giornata della chiusura del contest tramite la funzione DIRECT di Instagram e saranno successivamente proclamati vincitori mediante apposito post sul profilo @TagTourist e sulla pagina Facebook del “dell’Associazione Like Locals in Italy” e del “Festival It.a.Cà 2017”.

Art. 10 – Pubblicità
Il presente bando è pubblicato sul sito www.tagtourist.com, e diffuso attraverso vari social network, blog, giornali, riviste on line e siti.

Art. 11 – Trattamento dei dati personali
Ai sensi del Decreto legislativo 196/2003, i dati personali forniti dai vincitori sono raccolti ai soli fini della procedura di aggiudicazione del riconoscimento di merito. L’interessato ha diritto di accesso ai dati che lo riguardano, nonché di far rettificare, aggiornare, completare o cancellare i dati erronei, incompleti o raccolti in termini non conformi alla legge.

Scarica il regolamento > Regolamento del CONCORSO 

 

Un modo poliedrico di considerare la fotografia: intervista a Ivano Adversi e Cristina Berselli

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

Il fotografo Ivano Adversi

oggi per la rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ siamo in compagnia del fotografo professionista Ivano Adversi, che ci racconta il suo personale lavoro per immortalare natura e cultura, e Cristina Berselli presidentessa dell’associazione TerzoTropico, prezioso partner di questa 9° edizione del festival, la cui attività di promozione della fotografia come mezzo espressivo culmina con l’apertura dello spazio QR PhotoGallery in Via Sant’Isaia, 90 a Bologna.

> Ivano, ti  occupi di fotografia dal 1979, con l’occhio del naturalista e dell’antropologo. Cosa cerchi per i tuoi scatti, quando ti rechi in ambienti fisicamente o culturalmente diversi dal nostro? Come esprimi tutto ciò, ai fini divulgativi, nei volumi da te pubblicati e nelle riviste con le quali hai collaborato?

Foto di Ivano Adversi

Per me viaggiare, nel senso più ampio del termine, ha sempre voluto dire ricercare soprattutto il contatto con culture, usanze, tradizioni, ambienti diversi dai nostri.

Ciò indipendentemente dalla fotografia. L’immagine è sempre stata un mezzo per trasmettere ad altri le mie esperienze, cercando di coinvolgerli e di farli partecipi delle emozioni e delle impressioni che quegli incontri avevano suscitato in me. In questo senso sono nate le prime mostre e i primi libri editati negli anni ’90, come Destini Incerti, su alcuni animali simbolo dell’estinzione di molte specie, o come Il respiro del fiume, un’esplorazione lungo alcuni grandi fiumi del mondo, per far capire l’importanza dell’acqua per le popolazioni e per combatterne lo spreco.

I due volumi furono realizzati in collaborazione con il Centro Antartide di Bologna, un centro studi e di comunicazione sui temi ambientali, che allora si occupava anche di problemi legati all’ambiente in campo internazionale. Ora mi dedico anche ad altri aspetti della fotografia, come la fotografia industriale, ma non ho mai abbandonato l’amore e la dedizione per la fotografia naturalistica e di reportage sociale

> Cristina, l’associazione TerzoTropico mette in collaborazione fotografi professionisti ed operatori culturali: ci puoi raccontare come agisce e di cosa si occupa?

TerzoTropico, come hai detto, è un’associazione che si occupa principalmente di fotografia. Nata più di vent’anni fa, da sempre ha impegnato i suoi soci su due aspetti: la realizzazione di progetti su vari temi e la presentazione di lavori di altri fotografi, con lo scopo di far conoscere non solo il nostro lavoro, ma anche quello di  altri fotografi che operano nei settori a cui più spesso ci dedichiamo: quello naturalistico e quello della fotografia di reportage sociale. Infatti abbiamo già presentato tantissimi autori, italiani e stranieri, e  organizzato innumerevoli mostre, sia a Bologna che in altre città. La nostra collaborazione si è estesa anche alle istituzioni, presso le quali abbiamo trovato, anche se, ultimamente, con sempre maggior difficoltà, una buona accoglienza in tutti questi anni.

Foto di Pino Ninfa

> Ivano, tu,  sei esperto nel campo della multivisione e delle applicazioni multimediali. Di che cosa si tratta e come lo applichi alla tua fotografia?

La multivisione è fotografia, cambia solo il modo di leggerla. Nata circa negli anni ’80, è sempre stata un settore delle arti visive, se così si possono chiamare, molto di nicchia. Per darne una definizione semplicistica, direi che potrebbe essere assimilata al cinema in quanto mescola idea, immagini, musica e parole, ma con una cadenza e con strumenti decisamente diversi. In quegli anni si utilizzavano proiettori di diapositive professionali (tipo Kodak Carousel, per intenderci), e gli strumenti per pilotarli e realizzare spettacoli a molti proiettori (6, 12 o più) erano abbastanza rudimentali e non semplici da usare. L’avvento del computer ci ha facilitato le cose, permettendoci di dedicare maggiore attenzione alla parte creativa. A questo proposito vorrei rammentare con orgoglio una multivisione da noi realizzata nell’ambito di Bologna 2000 nella chiesa di San Mattia, dove utilizzammo ben 45 proiettori, con le immagini proiettate  sulle pareti e sul soffitto della chiesa, lavoro complesso che ora, con il digitale, sarebbe ben più facile da realizzare.

> Ivano, dall’8 Maggio 2015 è aperto lo spazio QR PhotoGallery, presso il Quadriportico del complesso monumentale Roncati, in via S.Isaia 90, a Bologna. L’azione di TerzoTropico e la tua esperienza di fotografia e multivisione si uniscono in questo nuovo spazio: qual è la sua funzione?

Da sempre ci siamo occupati della realizzazione di mostre fotografiche. Ciò che ci ha sempre messo in difficoltà, oltre ai cronici problemi economici comuni a molte associazioni, sono stati gli spazi. Le sale non abbondano e quelle poche disponibili sono contese da molti soggetti.

Alcuni anni fa abbiamo iniziato la collaborazione con l’Azianda USL di Bologna, in occasione del festival “Voci dal Deserto”, del quale la nostra associazione curava la parte fotografica, visto il successo dell’iniziativa nello spazio  messoci a disposizione dell’ex Ospedale Roncati, in via Sant’Isaia 90,  proponemmo alla Azienda USL di Bologna una collaborazione più continuativa, è stata quindi firmata una convenzione, tengo a precisare a costo zero i per l’Azienda, per l’utilizzo di questo meraviglioso spazio espositivo, con l’intenzione di promuovere la fotografia a Bologna, presentando autori di respiro internazionale e collaborando anche con altre realtà. I curatori delle mostre sono due soci di TerzoTropico: Cristina Berselli e Alessandro Zanini.

> Ivano, per la IX Edizione di “IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile” ti occuperai di un progetto che riguarda la fotografia e Bologna: ce ne puoi dare un assaggio?

Lascerei per questo la parola a Cristina Berselli, presidente di TerzoTropico e curatrice, assieme ad Alessandro Zanini, delle mostre di QR Photogallery.

Cristina Berselli – presidentessa Ass. TerzoTropico

Anni fa Ivano aveva già collaborato come fotografo con il festival, IT.A.CÀ, condividendone gli intenti e confrontandosi con competenti organizzatori. Quando il festival ci ha contattati, quest’anno, siamo stati ben lieti di riprendere la collaborazione.

Abbiamo presentato un progetto di mostre con un taglio essenzialmente fotografico rientrando nello spirito della manifestazione e che, al tempo stesso, non si scostasse dalla linea di fotografia sociale che ci caratterizza. Negli spazi della QRPhotogallery, saranno presentate tre mostre: Fulvio Bugani, di Bologna, premiato al World Press Photo 2015; Stefano Stranges fotografo di Torino, che ha pubblicato su grandi testate internazionali, e una giovane interessante autrice, Giulia Mangione. Inoltre presenteremo un libro molto “forte” di Massimo Branca.

Abbiamo voluto coinvolgere anche altri prestigiosi spazi di Bologna, come la Galleria Vitale, in Via Riva Reno 77 all’interno di Palazzo Gnudi dove esporrà Ivano Adversi. Dal punto di vista del viaggio responsabile, tema del festival, tutti questi lavori esprimono proprio un modo molto particolare di viaggiare, con un occhio attento alle problematiche dei luoghi visitati e che, a volte, sono lo scopo principale del viaggio stesso   Per il programma esteso e preciso rimanderei al sito del festival.

Oltre alle bellissime mostre che potrete vedere durante IT.A.CÀ Bologna, a ottobre l’associazione  riunirà le foto di quindici fotografi bolognesi che hanno fotografato gli chef più conosciuti della città, mentre per Dicembre è previsto un ampio reportage sui Workers Buy Out, le cooperative nate dai lavoratori di fabbriche che stavano per chiudere e che invece hanno ripreso la produzione. 

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Arianna Piazzi

“Chi è Bologna”: una mostra fotografica per raccontare i migranti

Cari amici e amiche,

oggi per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”, siamo andati a esplorare, in compagnia della nostra intervistata Valentina Iadarola, il lavoro della Cooperativa Sociale Arca di Noé, e soprattutto, la rassegna fotografica “Chi è Bologna”, organizzata e curata per raccontare i migranti che vivono in città.   

Arca di Noè è una cooperativa sociale impegnata nell’inserimento lavorativo di persone in difficoltà e nella protezione, accoglienza e integrazione di richiedenti asilo e rifugiati.

Un team di operatori professionisti è impegnato nella gestione di servizi di accoglienza e protezione (tra i quali l’accoglienza nel progetto SPRAR, in cui è impegnato da quasi 10 anni, e nell’Hub regionale da 3 anni) garantisce supporto legale, sostegno psicologico,  conoscenza del territorio, insegnamento della lingua italiana, orientamento formativo e inserimento lavorativo. 

Dalla sua nascita, nel 2001, Arca di Noè ha sempre collaborato con istituzioni, associazioni e realtà del terzo settore in interventi per l’inclusione e l’autonomia con grande attenzione al territorio e alla comunità.

> Come è nata l’idea della mostra “Chi è Bologna”? Qual è il suo scopo?

Lo scopo della mostra Chi è Bologna è quello di mostrare la quotidianità delle persone accolte, per recuperare la loro dignità umana, dentro e fuori dai centri di accoglienza, così da mettere in luce la loro appartenenza alla città di Bologna, nonostante spesso siano rappresentate  come persone invisibili o di passaggio. Si vuole mettere in evidenza il lavoro di empowerement delle persone portato avanti dalla cooperativa nei centri, dando risalto all’incontro tra i mondi, tra le persone all’interno dei centri e con le persone fuori, quindi con la cittadinanza.

> Come la mostra ritrae la relazione tra migranti e bolognesi?

La campagna Chi è Bologna è concepita per sfidare il pregiudizio in favore della conoscenza.

Il  ritratto dei protagonisti permette di compiere un passo per superare la distanza e scoprire chi sono: i loro nomi, le provenienze, le loro competenze e le loro aspirazioni per integrarsi, attraverso il lavoro, in una società che proprio nel lavoro vede uno dei suoi principi fondanti.

La campagna, ideata e realizzata in collaborazione con Il Maestro e Margherita fotografia, ritrae i volti di 10 persone, ospiti presso centri di accoglienza del territorio bolognese, che vengono ritratte in una duplice versione: enigmatica la prima e inserita nel contesto cittadino la seconda.

Come viene declinata l’accoglienza a Bologna per migranti e viaggiatori?

Bologna è la città laboratorio dell’innovazione o la città delle vecchie cartoline? E’ la città da visitare vagando sotto i portici o la meta anelata e raggiunta dopo un lungo cammino? E’ la città autentica ed accogliente o è la città che innalza muri per nascondere le proprie paure?

Bologna è la città che rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina i suoi abitanti la attraversano e contribuiscono a trasformarla. Raja, Arta, Blessing, Rita, Yankuba, Sulayman, Cisse, Ouattara, Eric, Akbar, Hakim, Saran, Gassim sono tra questi: persone con storie e provenienze diverse, ma che vivono a Bologna e condividono lo stesso desiderio di partecipare alla sua trasformazione.

Ma chi sono queste persone? Da dove vengono? Cosa vogliono? Sono solo alcune delle domande alle quali, alcuni, rispondono con diffidenza e paura.

> Le istituzioni Bolognesi si mostrano propense a sviluppare e implementare politiche d’accoglienza?

Le istituzioni Bolognesi in questi anni hanno dato prova di grande lungimiranza proponendo politiche di accoglienza e integrazione coraggiose; basti pensare al bando metropolitano per un grande progetto SPRAR su questo territorio, a cui si sta lavorando proprio in queste settimane. In un contesto fertile e accogliente, quindi, è nata la campagna fotografica che è stata sviluppata in coerenza con la proposta lanciata dal Comune con il progetto “è Bologna”, allargando ai nuovi cittadini il messaggio di appartenenza alla città e raccontando così le molteplici forme e facce di Bologna.

C’è sempre stato grande sostegno da parte delle istituzioni locali nello sviluppare un lavoro articolato e complesso, sia dal punto di vista organizzativo e gestionale che nel supportare iniziative di promozione culturale. La campagna fotografica è stata, infatti, ospitata presso il Cortile d’onore di Palazzo d’Accursio e durante il Festival IT.A.CÀ, sarà inaugurata il 19 maggio h 19.00 presso Urban Center di Bologna (piazza Nettuno 3) e sarà aperta al pubblico fino al 28 maggio  > info qui 

> Secondo te perché la mostra si sposa con la filosofia del Festival IT.A.CÀ? Qual è il filo conduttore? C’è un obiettivo comune?

Il sottotitolo “migranti e viaggiatori” del Festival IT.A.CÀ si riferisce ad una comune esperienza del viaggio: quella di chi è costretto a partire senza una prospettiva di ritorno immediato e quella di chi invece sceglie di muoversi per godere di esperienze nuove. Credo che il valore di questo Festival sia nella sua capacità di esplorare le svariate dimensioni del viaggio e di esplicitarne le motivazioni e prospettive.

 Ringraziamo Valentina Iadarola, e l’Arca di Noè. Vi aspettiamo al festival IT.A.CA di Bologna dal 19 al 28 maggio e come sempre buon viaggio!  

Rubrica In viaggio verso IT.A.CÀ
Silvia Lazzari

IT.A.CÀ 2017 | viaggiate responsabili e felici

Chi viaggia ha scelto come mestiere quello del vento.
[Fabrizio Caramagna]

Anche per il 2017 ritorna IT.A.CÀ alla sua 9° edizione da maggio a ottobre 2017 con tantissimi eventi che coinvolgerà diverse città dell’Emilia Romagna, del Veneto, del Piemonte e del Trentino: ognuna di queste con eventi e temi differenti, in base alle specifiche peculiarità del proprio territorio.

Nello specifico, il nutrito cartellone di eventi proposto ad ogni edizione mira a definire percorsi di promozione turistica locale in diverse città e province italiane sviluppando un’immagine unitaria del territorio nazionale in chiave di sostenibilità e responsabilità. 

Dall’eco-turismo al trekking, dal cicloturismo agli agriturismi, IT.A.CÀ conduce istituzioni, operatori economici, turisti e intere comunità a sperimentare modelli alternativi, dimostrando che oggi un altro turismo è possibile. Il festival non vuole essere solo la vetrina di progetti italiani e internazionali, ma offrire la possibilità di vivere in prima persona esperienze di turismo sostenibile. 

Seguito le 10 tappe imperdibili del festival IT.A.CÀ 2017:

★ Bologna 19 – 28 maggio
★ Ferrara 29 – 31 maggio
★ Padova 1 – 4 giugno
★ Ravenna 4 – 11 giugno
★ Rimini 20 – 24 settembre
★ Trentino 25 settembre – 1 ottobre
★ Reggio Emilia 30 settembre – 2 ottobre
★ Parma 2 – 8 ottobre
★ Rovigo 13 – 15 ottobre
★ Monferrato 20 – 22 ottobre

Il festival si aprirà con la kermesse bolognese dal 19 al 28 maggio organizzata dall‘Associazione Yoda, COSPE onlus e Nexus E-R in collaborazione con Comune di Bologna, Bologna Welcome, Università di Bologna, Città Metropolitana di Bologna, Urban Center Bologna, Mibact e Regione Emilia Romagna, assieme a una rete formata da più di 200 realtà tra centro città, pianura e collina bolognese. 

Quest’anno il tema della 9° edizione Bolognese di IT.A.CÁ migranti e viaggiatori, che si terrà  a fine maggio 2017 è: Turismo Sostenibile per lo sviluppo.

Il 2017 è stato, infatti, dichiarato dall’ONU “L’anno del turismo sostenibile“, alla cui sensibilizzazione delle istituzioni e dell’opinione pubblica. Il turismo sostenibile gioca un ruolo centrale all’interno dei processi e delle politiche per lo sviluppo dei territori, promuovendo integrazione sociale e inclusione, valorizzando le risorse locali, arricchendo le relazioni tra turisti e cittadini ma anche tra cittadini e istituzioni. 

Uno sviluppo turistico sostenibile significa non solo migliorare l’esperienza dei turisti che visitano una destinazione, portando ricchezza economica e culturale, ma anche migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini e i rapporti che questi ultimi hanno con il proprio territorio. È per questo motivo che l’ONU ha dichiarato il 2017 come l’Anno del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo.

L’avventura del festival e delle diverse realtà che lo compongono è nella piena consapevolezza che una città attraente per i turisti non può esimersi dall’essere, in primis, attraente per i suoi cittadini! 

Come sempre seguiteci e a brevissimo inseriremo il programma e tutte le info: buon viaggio responsabile come sempre a tutti/e i nostri e le nostre viaggiatrici 🙂

Illustrazioni IT.A.CÀ 2017 realizzata da Rossana Bossù.

Responsabile Comunicazione IT.A.CÀ
Sonia Bregoli

 

MUVet – la cultura della danza e della diversità | Intervista a Gaia Germanà e Gennaio Iorio

Care amiche e amici

per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”, vi proponiamo un’intervista doppia in due puntate, con la quale Gaia Germanà e Gennaro Iorio ci illustreranno il proprio lavoro e l’evento che condurranno per il IT.A.CÀ Festival per il fine settimana 27 – 28 maggio 2017 a Bologna. 

Nella puntata di oggi, è Gaia Germanà a parlare, intervistata dalla nostra Arianna Piazzi. Gaia si occupa di promuovere la cultura della danza come strumento di conoscenza ed espressione personale, nonché mezzo di comunicazione; conduce, con professionisti di altre discipline artistiche e non professionisti di età ed esperienze differenti, sperimentazioni sui processi creativi e di composizione estemporanea tra movimento, spazi urbani e suono.

Gaia Germanà

> Come si svolge la sua attività di danzatrice ed educatrice? Su quali punti si focalizzano i suoi laboratori per bambini, disabili o principianti, dal punto di vista fisico ed emotivo?

Il mio lavoro di danzatrice si nutre dell’esperienza educativa e sociale che svolgo in diversi contesti. La danza contemporanea ha tante tecniche quante sono le persone che la praticano e lavorare con adulti e bambini con e senza disabilità ne amplia i confini e ne estende il linguaggio. 

Di solito comincio da semplici esercizi di ascolto e consapevolezza corporea, suggerendo nei miei laboratori di “infilarsi dentro al proprio corpo” per ascoltarlo davvero. La pelle, i tessuti e le ossa ci raccontano e raccontano molte cose. Ci si sintonizza così non solo con se stessi, ma anche con l’altro e il resto del gruppo, e si è agevolati nell’osservazione dell’ambiente in cui ci troviamo, notando come ci influenza e imparando che ci si può trasformare, adattarsi, scegliere anche solo di cambiare punto di vista sul contesto. Immaginarsi ogni volta diversi. 

Molte correnti del contemporaneo lavorano a partire dalla percezione e dalle sensazioni del corpo che è intelligente e non solo assorbe informazioni, ma produce senso. Non solo infatti ci si può autodeterminare nella danza, ma anche re-inventare attraverso il corpo che è soggetto e strumento del nostro agire.

A me piace muovermi in questa direzione, sia che incontri un gruppo di bambini, sia di adulti. Quello a cui si arriva di solito, in una classe, dopo alcune esplorazioni di possibilità di movimento differenti, sono brevi o più articolate composizioni, l’invenzione cioè di sequenze di gesti che esprimono un pensiero o anche solo distillano un sentire o uno stato emotivo, come in una poesia.  

> Come nasce l’associazione MUVet e come si configura la sua collaborazione con essa?

MUVet nasce a maggio 2016 dal desiderio di alcune danzatrici e insegnanti di danza che operano nel bolognese (tra cui io, Silvia Berti e Martina Malvasi) di proporre progetti negli spazi pubblici, per portare la cultura della danza e della diversità a più persone possibili. 

Foto di Susanna Recchia [ ph. Kaushik Chakravorty ]

Quello che ho fatto io nello specifico dall’inizio di questa esperienza è proporre laboratori e attività nei luoghi della città che frequentavo di solito, proponendo loro di accogliere la danza e alcuni esperimenti rivolti a professionisti, principianti, bambini…  Dynamo – La Velostazione di Bologna e le Serre dei Giardini Margherita ci hanno subito accolto e per noi la collaborazione con loro è diventata preziosa opportunità di ricerca e studio. Tutt’ora in corso. 

Germano Iorio

Una delle esperienze di cui ho fatto tesoro e ho portato in questi contesti anche presso l’Istituto Ciechi F. Cavazza (nella Palestra), coordinandomi con alcuni amici dell’Unione Ciechi di Bologna tra cui Gennaro Iorio, è stata l’esperienza in dialogo con persone non vedenti, alla ricerca di una metodologia flessibile di lavoro che includa tutti.

Gennaro mi ha accolto anche nella sua trasmissione in radio – R.O.C. radio oltre cultura – che conduce proprio dal Cavazza. Mi ha dato più volte l’opportunità di raccontare agli ascoltatori la mia esperienza, cominciata a Firenze in collaborazione con il coreografo Virgilio Sieni e proseguita a Venezia, alla Biennale Danza – negli spazi della Mostra di Architettura del 2014 – con Giuseppe Comuniello, danzatore non vedente, oggi attivo collaboratore di MUVet. 

> Nell’ambito della IX edizione di “IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori: Festival del Turismo Responsabile” presenterà in collaborazione con Gennaro Iorio l’innovativo “Tandem Filosofico”: ovvero una passeggiata in bici con chiacchiere di filosofia in tandem, aperto a persone vedenti e non vedenti. Ci può anticipare qualcosa in proposito?

Il “Tandem Filosofico” sarà una pedalata durante la quale chi condurrà i tandem o chi sarà portato avrà la scusa e un lungo percorso a disposizione per chiacchierare di argomenti a sfondo filosofico. Quando il corpo è in movimento, si mettono più volentieri in circolo i pensieri!

Per IT.A.CÀ stiamo anche organizzando un laboratorio di fotografia “tra vedere e non vedere” che si svolgerà negli spazi di Dynamo in collaborazione con le fotografe Beatrice Pavasini (studioblu di Ferrara) e Sonia Maccari (fotografa di scena) che inviteranno i partecipanti a un approccio tattile e cinestesico alla messa a fuoco e alla scelta del soggetto e dell’istante in cui scattare. Ci sarà da divertirsi… 

Quindi non resta che darsi appuntamento durante il festival bolognese dal 19 al 28 maggio: buon viaggio come sempre 🙂

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Arianna Piazzi

 

L’Università di Bologna incontra IT.A.CÀ | Intervista al Pro Rettore: Mirko Degli Esposti

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

mirkoDEoggi per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” la nostra Silvia Lazzari ha intervistato il Pro Rettore dell’Università di Bologna [Alma Mater Studiorum], Mirko Degli Esposti, che con la collaborazione del CAST, Centro studi avanzato turismo, e l’organo accademico, Unibo Sostenibile, ci ha parlato della collaborazione dell’Università di Bologna con il festival IT.A.CÀ e dell’impegno dell’Università rispetto al tema del turismo responsabile.

Ci potrebbe parlare di come e perché sia nata la collaborazione tra l’Università di Bologna e il Festival di IT.A.CÀ? 

L’Università di Bologna nelle sue sedi di Bologna, Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini, propone un modello multicampus che mette in movimento più di 100.000 persone tra studenti e personale e ha uno sviluppo insediativo maggiore di 1.000.0logo-unibo00 di mq. Consapevole del ruolo che le compete all’interno delle dinamiche territoriali cittadine, regionali e nazionali, per l’Alma Mater è naturale proporsi quale promotrice di innovazione e fungere da elemento trainante nel processo di transizione verso una società sostenibile. L’Ateneo intende pertanto collaboare con gli stakeholder del territorio, pubblici e privati, per dare vita ad un progetto comune volto al benessere dell’individuo e alla valorizzazione dei luoghi, rivestendo un ruolo determinante nella realtà economica locale

La collaborazione con IT.A.CÀ è una naturale conseguenza di ciò, vista la filosofia ispiratrice propria del Festival. Come si sviluppa quindi la collaborazione?  

Per promuovere l’innovazione e favorire la diffusione di una cultura realmente sostenibile, l’Università di Bologna ha fatto della sostenibilità la strategia conduttrice dell’Ateneo attraverso il progetto Multicampus Sostenibile. Esso declina l’impegno concreto dell’Ateneo per uno sviluppo sostenibile, riportando l’attenzione sui bisogni e abitudini della comunità universitaria, sull’ambiente e sul loro reciproco rapporto. Obiettivo finale delle azioni del progetto Multicampus Sostenibile è la creazione di un modello che soddisfi alcune delle istanze poste dall’approccio sostenibile inteso come principio di sviluppo di una società volta al rispetto dell’etica pubblica e del benessere dell’individuo.

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In questo contesto, la partecipazione dell’Ateneo al festival si concretizza attraverso iniziative esperienziali proprie dei diversi ambiti disciplinari al fine di mettere in luce la pluralità di aspetti che concorrono al raggiungimento di una concezione di turismo coerente con uno sviluppo sostenibile.

Il 2017 è stato indetto come anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo. L’Università di Bologna sta contribuendo affinché lo studio del turismo e in particolar modo del turismo sostenibile e responsabile sia presente e trattato in maniera efficiente ed efficace all’interno dei corsi di studio connessi allo sviluppo?

L’Università di Bologna ha da tempo compreso l’importanza della formazione specifica nell’ambito del turismo in generale e del turismo sostenibile in particolare, ma oltre che sulla formazione ha scelto di investire anche sulla ricerca di base e applicata. Nel Campus di Rimini, indatti,  da oltre vent’anni sono attivi i corsi di studio (certificati dall’UNWTO) in economia del turismo e più di recente l’ateneo ha ulteriormente affermato la propria volontà di promuovere la ricerca sul turismo sostenibile attraverso le attività promosse dal Centro di Studi Avanzati sul Turismo, che raccoglie coloro che all’interno dell’Ateneo hanno interesse e svolgono attività di ricerca e divulgazione su questo tema. Il CAST, Centro studi avanzato turismo, che ha sede nel Campus di Rimini, funge da struttura di raccordo e favorisce lo scambio di informazioni anche con il territorio, costruendo nuove opportunità di ricerca e innovazione.

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Inoltre il turismo sostenibile e responsabile è trattato in diversi corsi di laurea e diverse sedi dell’Ateneo, con approcci diversi a seconda dell’ambito disciplinare prevalente e delle finalità complessive della didattica erogata. A Rimini lo si ritrova all’interno dei corsi di Laurea triennale e magistrale in Economia del Turismo, a Bologna nei corsi di laurea magistrale di Geografia e processi territoriali, ma anche di Italianistica, culture letterarie europee, scienze linguistiche, in Sviluppo e cooperazione internazionale e in Sviluppo locale e globale, a Ravenna nella magistrale di Beni archeologici, artistici e del paesaggio e nel Master in Promozione turistica e gestione dei beni e degli eventi culturali. Al di fuori dei corsi di laurea tradizionali, il tema dello sviluppo sostenibile del turismo, in ognuna delle sue accezioni, è proposto anche all’interno di eventi saltuari quali cicli di seminari, Summer e Winter school, nella formazione continua erogata in collaborazione con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e in workshop internazionali rivolti a professionisti e ricercatori.

Attraverso quali modalità l’Università intende sviluppare una connessione tra studio e mondo del lavoro rispetto al turismo responsabile? Quali sono i tirocini convenzionati legati a questo ambito? 

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Il Campus di Rimini attiva ogni anno dal 2012 progetti volti a favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei suoi laureati, rafforzando i servizi di job placement offerti presso la sede di Bologna. Oltre ai numerosi laboratori interdisciplinari si organizzano eventi denominati job meeting e di norma uno di questi è dedicato al turismo con un focus particolare sul turismo responsabile: si tratta di momenti di incontro tra laureandi e professionisti che illustrano le competenze e abilità cruciali per l’ingresso nel mondo del lavoro.

Inoltre, al career day di Campus viene dato ogni anno spazio alla presenza di imprese sensibili al turismo responsabile come: Yalla Yalla, Easy Market Travel Solutions, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e molte altre. Presso queste e altre realtà lavorative si svolgono svariati tirocini per laureandi e laureati e sono in progettazione alcune collaborazioni per lo svolgimento in azienda di tesi aventi come oggetto temi sul turismo responsabile.

In che modo l’Università di Bologna promuove la ricerca sul turismo sostenibile? 

Il Project Design per il turismo sostenibile, equo e responsabile è un ambito di ricerca del Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST) che ne promuove e sostiene attività, ricerca ed eventi anche attraverso una stretta collaborazione con Legambiente, con l’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR) e attraverso di essa anche con la European Alliance for Responsible Tourism and Hospitality (EARTH), che a breve confluirà in ISTO (International Social Tourism Organisation). Il CAST è inoltre membro della rete UNESCO/UNITWIN “Cultura, Turismo, Svilupp0″ che svolge attività di ricerca in linea con il programma “Sustainable Tourism at World Heritage Sites” dell’UNESCO ed è l’unico centro di ricerca italiano che partecipa alla rete di università accreditate allo studio degli Itinerari Culturali riconosciuti dal Consiglio d’Europa, individuati dalla Commissione Europea come uno strumento chiave di promozione di forme di turismo sostenibile nelle aree meno frequentate.

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L’approccio del CAST al turismo sostenibile va dalla valutazione dell’impatto del turismo sulle strutture sociali delle comunità ospitanti, a quello sull’ambiente e le strategie di adattamento al cambiamento climatico. La ricerca legata al turismo sostenibile ha infatti come obiettivo generale quello di contribuire a prevenire gli effetti negativi che il turismo può produrre su ambienti, culture, società, economie dei paesi di destinazione.

Ringraziamo, quindi, il Pro Rettore Mirko Degli Esposti, il CAST e Unibo Sostenibile per la disponibilità e ci auguriamo che l’Università di Bologna continui a viaggiare insieme a noi nella strada del turismo sostenibile e responsabile 😀

… come sempre buon viaggio!

Blog IT.A.CÀ
Silvia Lazzari
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