IT.A.CÀ non è solo un festival che trasforma e rivitalizza il territorio, facendolo diventare una rete di luoghi e comportamenti significativi. Per quanto sia un veicolo privilegiato che contribuisce allo sviluppo sociale, culturale ed economico dei territori su cui si innesta, il festival ha un inizio e una fine.
IT.A.CÀ e’ un festival che continua a (far) viaggiare, creando un legame narrativo tra persone e luoghi così forte da modificare radicalmente il modo di fare turismo. E il nostro blog è lo strumento ideale per continuare a interagire con la comunità di viaggiatori e con quanti si adoperano per lo sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio.
Per questo continuiamo a raccontarvi di storie che riguardano turisti e viaggiatori, delle pratiche di produzione creativa che riguardano il rapporto tra turismo e territorio, di come fare la valigia e disfare i pregiudizi che rischiamo di metterci dentro. Tutto l’anno…

Perchè il viaggio responsabile
parte da casa e arriva a casa
(Ît-a-cà = sei a casa? in dialetto bolognese)
Una qualsiasi casa
una qualsiasi Itaca da raggiungere.
Dove più che la meta conta il percorso
e il modo in cui ci si mette in cammino…

[youtube]http://youtu.be/mxTzhRA2FBE[/youtube]

Siamo Tutti Pedoni | Campagna nazionale per la sicurezza degli utenti vulnerabili della strada

Torna anche quest’anno la campagna nazionale per la sicurezza degli utenti vulnerabili della strada Siamo Tutti Pedoni, promossa dal Centro Antartide di Bologna e dai sindacati pensionati SPI Cgil, FNP Cisl e UILP Uil con il patrocinio di: Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Anci e Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale della Regione Emilia-Romagna.

Nonostante la diminuzione del numero di morti e di incidenti stradali complessivo degli ultimi 5 anni, le nostre città si rivelano spazi ancora pericolosi e di difficile convivenza tra i diversi utenti della strada. Quasi la metà delle vittime della strada complessive (il 44,5 %) tra pedoni, ciclisti, automobilisti e motociclisti perde la vita nei nostri centri urbani. Tra le persone che ogni anno perdono la vita in incidenti stradali in Italia, i pedoni continuano ad essere un gruppo particolarmente vulnerabile e rappresentano più di un sesto del totale: sono 570 le persone che solo nel 2016 sono rimaste vittima di incidenti stradali mentre si spostavano a piedi. Un numero, per intenderci, equivalente al totale di tutti i passeggeri di un treno ad alta velocità, a pieno carico. Di questi il 62% ha più di 65 anni, a dimostrazione che i più anziani sono la categoria a maggiore rischio. 275 sono invece le vittime tra i ciclisti per il 2016. Tra l’altro le prime anticipazioni sui dati 2017 sembrano segnare un nuovo dato negativo.

Si conferma quindi la necessità di proseguire questa iniziativa, giunta quest’anno alla sua nona edizione a cui hanno aderito decine di soggetti su tutto il territorio nazionale tra amministrazioni comunali, associazioni, aziende sanitarie locali e portali di informazione, ma si è deciso di allargare lo sguardo dalla sicurezza stradale ad una più ampia visione sulle nostre città e sulla vita negli spazi pubblici. Da qui il tema “Rigeneriamo la città” di questa edizione che si concentra proprio sul tema della rigenerazione urbana.Per garantire un sano sviluppo delle nostre comunità è infatti necessario modificare le città nel profondo, immaginando nuove visioni ed infrastrutture che incentivino e facilitino gli spostamenti a piedi, in bicicletta o con i mezzi di trasporto pubblico, mettendo in discussione la priorità avuta finora dall’auto privata nella progettazione,  e promuovendo parallelamente la riscoperta della vita di comunità negli spazi pubblici e di prossimità. Cominciando a parlare ma anche applicare gli indicatori del benessere in strada per migliorare, nella sua interezza, la vita in tutti gli spazi della città dal punto di vista della sicurezza ma anche della salute e della coesione sociale. Elementi chiave questi dell’Agenda 2030 o delle linee guida sullo sviluppo urbano dell’ONU come driver per la prosperità delle città. 

Il simbolo scelto per condensare questa visione è la panchina, immagine caratterizzante di questa edizione, luogo di relazioni, di fruizione sostenibile delle città e anche, parlando di anziani, elemento essenziale per permettere a chi ha difficoltà negli spostamenti di muoversi in autonomia con qualche piacevole sosta. 

La campagna, che parte in questi giorni di passaggio tra autunno e inverno che rappresentano il periodo più pericoloso dell’anno per gli utenti vulnerabili, si compone di una serie di azioni, a partire dalla diffusione nazionale della pubblicazione “Rigeneriamo la città” che include approfondimenti sul rapporto tra mobilità in città, salute sicurezza e vivibilità, dati dell’OMS su bambini e movimento autonomo in città, accanto ai consigli dei testimonial, primo fra tutti Piero Angela, vignette, illustrazioni e infografiche sulla mobilità pedonale. 

Siamo Tutti Pedoni proseguirà con eventi dedicati nelle varie città aderenti, con l’attività sulla pagina Facebook e sui social, e soprattutto culminerà in primavera con la realizzazione di una serie di interventi di “urbanismo tattico” in alcune città proprio per sperimentare sul territorio nazionale pratiche di rigenerazione urbana temporanee e a basso costo che coinvolgeranno i cittadini nella riappropriazione di alcuni spazi dedicati alla mobilità dolce e alla socialità urbana.
Rigeneriamo le città per rigenerare le nostre comunità!  

www.siamotuttipedoni.it
www.facebook.com/SiamoTuttiPedoni
Scarica Comunciato Stampa > Siamo Tutti PedoniCS DEF

Una best-practice culturale: la Card Musei Metropolitani di Bologna

Uno degli ideali che “IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: Festival del Turismo Responsabile” ha sempre promosso in questi anni di attività è il networking, ovvero la stretta collaborazione fra diverse entità turistiche e culturali per fornire al viaggiatore un’esperienza completa e sostenibile. Da poco tempo esiste una nuova iniziativa in questo senso, che ha lo scopo di valorizzare il patrimonio museale del suo territorio: la Card Musei Metropolitani di Bologna. Nata nell’Aprile 2016 per la promozione dell’accessibilità alla cultura, si tratta di un un abbonamento di un anno che offre ingressi gratuiti e riduzioni speciali per musei, mostre, teatri, cinema e festival a Bologna e nell’area metropolitana.

Conferenza Stampa – Card Musei

 

Il sistema museale del territorio di Bologna e provincia è estremamente complesso, quindi l’iniziativa della Card non è stata facile da avviare, ma alla sua base c’è la coprogettazione tra diverse istituzioni per riscoprire un’identità culturale comune. Con trenta musei ad ingresso gratuito e dodici ad ingresso ridotto, il patrimonio culturale diventa non solo fonte di studio, ma un luogo pubblico di incontro, immerso nella bellezza.

Inoltre, l’utilizzo della Card permette di raccogliere dati sul tipo di pubblico che oggi frequenta maggiormente i musei: ad esempio, la mostra Edward Hopper a Palazzo Fava e la mostra David Bowie Is al MamBo sono state ammirate soprattutto da donne, mentre più uomini hanno visitato il Museo del Risorgimento. Con questi dati le istituzioni hanno la possibilità di migliorare ed ampliare i servizi a disposizione.

La rete della Card è fatta per aumentare la comunicazione, quindi le informazioni sui diversi eventi vengono raccolte ed illustrate in un’Agenda sul sito della Card, tramite la Newsletter e sui Social; mentre i rappresentanti delle diverse istituzioni entrano in contatto fra loro durante le riunioni organizzative, per discutere le nuove proposte. Fra gli oltre cento soggetti coinvolti nel circuito, ci sono anche l’Università di Bologna ed il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La Card è in continua evoluzione ed estensione: oltre a tutte le principali istituzioni e realtà culturali di Bologna metropolitana, hanno aderito alcuni importanti musei e spazi espositivi di Ferrara, Faenza, Forlì, Modena, Parma e Reggio Emilia.

I nuovi obiettivi 2017/2018 riguardano l’ampliamento del pubblico verso i giovani tra i venti e i trent’anni insieme alla fidelizzazione dei visitatori che hanno già utilizzato la Card, la sottoscrizione di nuove convenzioni e la costruzione di incontri intermuseali.

Venerdì 1 Dicembre 2017, presso la sala Savonuzzi di Palazzo D’Accursio, è stata indetta una conferenza stampa con l’assessore alla cultura Bruna Gambarelli, dove sono state presentate le novità relative alle attività di comunicazione e promozione per la Card, come l’implementazione del nuovo sistema di strumenti specifici di comunicazione digitale, la realizzazione della campagna di promozione natalizia “A Natale regala la Card Musei” e, soprattutto, l’attivazione dell’acquisto on line, che permette di gestire una Card online dal proprio smartphone rendendo l’operazione totalmente ecosostenibile.

Quindi buone visite e regaliamoci molta cultura per questo Natale 😉

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi
 

Intervista a Luca Vivan | Inspirational Travel Designer

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

Luca Vivan

oggi nel nostro blog siamo in compagnia di Luca Vivan, viaggiatore e Inspirational Travel Designer che si racconta attraverso le sue esperienze e la sua filosofia di vita. Ideatore del progetto Travel Mind: un format per facilitare relazioni tra tutti gli operatori di uno specifico territorio, per dare valore all’Italia fuori dai circuiti del turismo di massa.

> Salve Luca, prima di tutto ti ringraziamo di aver accettato questa intervista, potresti presentarti ai nostri lettori e raccontarci da dove nasce questa tua passione per i viaggi? 

Ciao a tutti e a tutte, sono un blogger, un copy writer, uno storyteller, ma soprattutto sono una persona, che ha sempre cercato una propria strada. Il viaggio è metafora della vita, partire per luoghi e persone che non si conoscono, affrontare delle sfide, cadere, essere  bloccati da una tempesta o da un imprevisto e sempre ripartire, in cerca di quello che un amico chiama un “porto di terra”, un’oasi in mezzo alla confusione del mondo, dove sentirsi veramente a casa.

> Nel tuo profilo ti definisci con queste parole: “Un narratore che scrive ed immagina viaggi, che sogna realisticamente una relazione più profonda con la natura, attraverso i social network e nei sentieri del mattino”. Che cosa intendi con questo pensiero profondo dal punto di vista esistenziale?.

Credo che le parole siano importanti, che abbiano il potere di dare forma al nostro mondo. Notizie negative ci spingono a chiuderci nelle nostre paure, nelle nostre rabbie. Le buone storie invece, ci spingono ad aprirci al mondo. La mia passione, ciò di cui mi nutro, sono i racconti che possono aiutarci a ritrovare il contatto con la natura, con l’essenzialità, perso inseguendo chimere e nevrosi. L’uso consapevole del web, dei social media, per raccontare un mondo che è già qui, possibile, è quindi una missione, non solo un lavoro.

> Da questa frase che hai descritto sopra: quanto per te sono importanti oggi giorno i social network nell’ambito del turismo? che cosa hanno cambiato nel modo di viaggiare e di fare turismo? 

I social network sono il terreno in cui mi muovo ogni giorno, i sentieri che percorro, che utilizzo per raccontare ma anche per incontrare altri viandanti consapevoli, per costruire reti reali. Sono strumenti molto potenti, quasi una sorta di sistema nervoso di questa epoca di forte cambiamento. Hanno avvicinato i luoghi e le persone, ci permettono di conoscere destinazioni turistiche e progetti affini ai nostri valori, mondi spesso esclusi dalla comunicazione piramidale di pochi anni fa. 

> Attraverso questa passione sei riuscito a crearti una lavoro oppure è semplicemente una passione per il viaggio e la scoperta, per poi raccontarlo al mondo? 

La passione è il fuoco che alimenta il mio desiderio di scoprire e di raccontare il mondo. Poiché sono uno spirito libero, non avrei mai potuto contenerla in un ruolo predefinito all’interno di una vecchia azienda. Ho voluto che questo fuoco diventasse anche la forza che sostiene il mio lavoro di professionista.

> Nel tuo blog parli di “viaggi ispirazionali” – che cosa intendi quando parli di essere un “Inspirational Travel Designer”? come si può diventarlo? c’è un percorso di studi specifico? ci sono delle esperienze da fare prima di definirsi in tale maniera?

FESTinVAL, un festival folk che riempie di suoni e di gioia Tramonti di Sotto, un borgo del Friuli occidentale.

Cosa ci rimane di un viaggio? Spesso sono gli incontri con le persone, le intuizioni che ci colgono sul cammino, magari delle nuove abilità acquisite. I viaggi ispirazionali sono la risposta al viaggiatore che non cerca più solo la “vacanza”, il dolce far niente, che cerca delle risposte a delle fasi particolari della sua vita, che vuole esplorare il mondo per conoscere e per conoscersi meglio. L’ Inspirational Travel Designer è colui o colei che crea questi percorsi, che ascolta il futuro viaggiatore e sa consigliargli il viaggio giusto, una risposta concreta ai suoi bisogni profondi. Per diventarlo bisogna prima di tutto allenarsi all’ascolto di se stessi, la vera chiave per poter essere veramente empatici. Bisogna infatti aprirsi all’altro senza l’idea della vecchia economia di dover piazzare un pacchetto a tutti i costi. Questi strumenti e il supporto per poter crescere in questo ruolo vengono forniti da specifici corsi organizzati dal tour operator ispirazionale Destinazione Umana.

> Ci racconti questo tuo ultimo progetto a cui stai lavorando “Travel Mind”? qual’è il tuo obiettivo? e come si sta sviluppando?

Travel Mind è nato da una telefonata estiva di Filippo Giustini, un imprenditore visionario del Mugello. L’idea era quella di un evento sul settore turistico ma presto è diventato qualcosa di più. Come travel blogger ho partecipato a vari eventi sul turismo, in cui ho sempre avvertito una forte mancanza, quella del giusto tempo e del giusto spazio per ascoltarsi e relazionarsi veramente. Siamo tutti sempre di corsa, dietro alle notifiche dei nostri telefoni o ad impegni che si accavallano. Abbiamo bisogno di tempo per ritrovare il piacere di un sano confronto. Solo dedicandoci questa opportunità possiamo sviluppare dei progetti che abbiano senso, al di là della pura e semplice vendita. Travel Mind è stato un evento nel Mugello, il 27-28 ottobre 2017, ora vuole diventare un format per facilitare relazioni tra tutti gli operatori di uno specifico territorio, per dare valore all’Italia fuori dai circuiti del turismo di massa, per riscoprire il tesoro su cui siamo seduti tutti e poterlo fare nel modo più sostenibile e consapevole possibile.

Casentino, una valle della Toscana poco conosciuta dove esistono molti progetti di tutela e di valorizzazione del territorio.

Qui riportiamo le parole con cui descrivi il progetto Travel Mind: “è un crocevia di sognatori, di creativi della nuova era, non dei “prenditori”, impresari che guardano unicamente al profitto, ma persone che si muovono animate da una passione strana e un po’ assurda per chi li guarda da fuori, sempre con il telefono in mano, sempre attivi di giorno e di notte, con la mente ed il cuore che vanno ad un’altra velocità – si verrebbe da dire contraria – ma è proprio diversa, rispetto alla frenesia della negatività imperante, dell’Italia mal comune e vuoto gaudio”. E’ un manifesto positivo: un quadro emozionale dell’Italia di oggi. 

> Che cosa intendi quando parli di crocevia di sognatori? crede che si possa sconfiggere questa emozione negativa tutta italiana di interpretare la realtà, anche attraverso una nuova visione di turismo locale?

Abbiamo sempre più bisogno di quei porti di terra di cui parlavo prima, spazi e momenti in cui uscire dai social network e dalla frenesia per parlarci davvero. L’Italia che io leggo, che incontro nei viaggi è fatta di persone che non solo non si arrendono ma che con gioiosa determinazione stanno sviluppando dei progetti di grande valore, non solo nel turismo. Spesso questi sogni crescono all’ombra di piccoli borghi, di boschi e montagne lontane dal clamore dei mass media ufficiali. Il turismo allora diventa l’opportunità per incontrare produttori di cibo davvero naturale, artisti che danno vita a paesi abbandonati, imprenditori che pensano costantemente alla ricaduta sociale ed ambientale delle loro azioni, associazioni che non fanno solo volontariato ma reinventano i rapporti nei quartieri. C’è un tesoro di creatività, di tradizioni, di umanità in questo paese, delle risorse pienamente rinnovabili.

> Un consiglio da dare ai nostri lettori: qualsiasi cosa, un viaggio, un libro, un itinerario, una citazione, un augurio… quello che vuole…

Adoro viaggiare con la musica, incontrare sonorità di altre culture, evocare mondi lontani o semplicemente perdermi nei suoni, per cui vorrei consigliare dei mix realizzati da Six Degrees Records, un’etichetta indipendente di San Francisco, per viaggiare nel mondo.

Un invito è poi quello di riscoprire i luoghi dietro casa, di farlo con attenzione, liberi da distrazioni e da pensieri. L’altro è di non stancarsi mai di ripartire, dopo ogni caduta. Le crisi sono opportunità di cambiare davvero, nella direzione di una vita autentica.

Ringraziamo tantissimo Luca [ www.lucavivan.com ] per aver accettato di raccontarsi nel nostro blog, grazie e buon viaggio amici e amiche viaggiatrici 🙂

Responsabile comunicazione ITACA
Sonia Bregoli

Il festival IT.A.CÀ finalista al UNWTO Awards for Innovation in Tourism 2018

Dietro ogni traguardo raggiunto, c’è una storia.

9 anni fa a Bologna, IT.A.CÀ  ha iniziato il suo viaggio per promuovere una nuova filosofia del viaggiare, portando con sé luoghi e persone. Non ha avuto una crescita veloce, si è radicato anno dopo anno  nel tessuto dei territori coinvolti. È entrato con discrezione, adattandosi a quello che trovava nei diversi territori. 

È cresciuto dal basso, “facendosi le ossa” e facendosi conoscere per i propri valori, il coinvolgimento e l’innovazione che stava portando. Ancora in pochi si parlava di turismo responsabile; una nicchia per gli “intellettuali di turno” per cui il viaggio è autenticità, sviluppo e incontro con la comunità locale.

E dopo 9 anni, è diventato grande, coinvolgendo attivamente 10 territori (Bologna, Parma, Rimini, Ferrara, Reggio Emilia, Ravenna, Padova, Rovigo, Trentino e Monferrato) e più di 600 realtà in un modo o nell’altro connesse al turismo responsabile e allo sviluppo locale. 

E con la 9° edizione, IT.A.CÀ è riuscito a farsi riconoscere anche all’estero.

Accade così che quest’anno, nell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo,  alcuni degli eventi del festival vengono inseriti nel calendario degli appuntamenti di rilevanza a livello mondiale per promuovere un turismo che fa bene all’economia, all’ambiente e alle comunità locali. 

A Rimini viene ospitato il Green Destination Day Italy, in cui i presidenti dei principali network internazionali quali EARTH, Green Destinations e EDEN network, si sono incontrati per trovare i punti di sinergia. Ed IT.A.CÀ, ancora piccolo, ma coscienzioso, ha abbracciato tutte queste iniziative proponendosi come quell’anello mancante per sviluppare le sinergie. Quello che comunica dal basso, che si fa semplice e coinvolge gli attori locali, i residenti ed i turisti in iniziative di turismo responsabile per scoprire di cosa si tratta, ma anche l’Italia da un altro punto di vista. Ha guidato i partecipanti mano nella mano al di fuori dei sentieri battuti. Ha supportato le piccole realtà con un grande potenziale a mettersi in gioco. Ha dato l’opportunità ai territori di svilupparsi come destinazioni turistiche.

Insomma, è diventato uno strumento di sviluppo locale, di generazione di reti e di co-progettazione. È diventato formazione e supporto, un luogo di incontro. 

Non è sempre tutto facile, alcuni territori sono cresciuti con lui, altri devono ancora capirlo bene. Alcuni sono incuriositi e lo guardano con interesse. Altri sono ancora spaventati dal grande lavoro di coinvolgimento e di organizzazione che richiede. Ma lui va avanti, cercando sempre più di dare un’immagine unitaria ai territori coinvolti.

E dopo tutto questo viaggio insieme, ci prepariamo ad aprire la decima edizione nel 2018 con una grande soddisfazione:

IT.A.CÀ è tra i finalisti degli UNWTO Awards for Innovation in Tourism nella categoria “Non – Governamental Organizations” per aver contribuito in modo innovativo, competitivo e sostenibile allo sviluppo del turismo.

Un traguardo che per il team di IT.A.CÀ è una vittoria. Il riconoscimento di un percorso non facile, di un cammino tortuoso su strade non del tutto conosciute. Su sentieri affascinanti, da immaginare e poi scoprire,  raccontare e far conoscere. 

È la soddisfazione di sapere che l’impegno messo in un progetto partito spontaneamente dal basso, un vero caso di innovazione sociale, venga riconosciuto dall’ente massimo esponente del turismo a livello mondiale. Ci prepariamo ora a partecipare a Gennaio a Madrid, con la nostra storia da portare, senza pretese e con entusiasmo, perché per noi, questo è già un traguardo che vogliamo condividere con tutti i partner, gli amici e supporter del festival che lo hanno reso possibile.

“La meta si raggiunge, quando si pedala insieme”. 

Con questo messaggio da parte di uno dei partner della rete IT.A.CÀ vi salutiamo e vi auguriamo buon viaggio, sempre, fino alla prossima meta. 

Coordinamento IT.A.CÀ Rimini 
Annalisa Spalazzi 

Il festival IT.A.CÀ sostiene la campagna: “Divieto di transito motorizzato su sentieri, mulattiere e tratturi”

Carissimi amici e amiche di IT.A.CÀ     

come realtà nazionale che si occupa di promuovere un turismo lento e rispettoso dell’ambiente in cui viviamo, condividiamo pienamente la campagna che il CAI sta portando avanti sul divieto di transito per i motorizzati su sentieri e mulattiere. 

Il Club alpino italiano (Cai), da sempre impegnato nella salvaguardia dell’ambiente montano, anche attraverso  una frequentazione sostenibile che non procuri, o limiti al massimo, i danni delle attività antropiche all’ecosistema, sottolinea che «Il traffico motorizzato sui sentieri produce un alto impatto ambientale sulla fauna, sulla flora e sul fondo dei di mulattiere e sentieri che i volontari Cai  mantengono faticosamente e senza oneri pubblici (60.000 km di sentieri). Moto e quad rappresentano inoltre un pericolo per gli escursionisti ponendo un problema di sicurezza: chi si muove a piedi si trova ad essere l’utente debole anche sui sentieri. Tutto ciò si trasforma in un disincentivo alla frequentazione non motorizzata della montagna e, quindi, un ostacolo allo sviluppo, alla valorizzazione e alla tutela del territorio montano, oltre al danno ambientale».                                                                                                                

RIPORTIAMO QUA SOTTO LA CAMPAGNA 

Oggetto: Modifiche al Codice della Strada – Atto Camera n. 423-A e proposte abbinate –   Esplicitazione del divieto di transito motorizzato su sentieri, mulattiere e tratturi – Proposta di invio congiunto di lettera di sostegno e sollecito all’approvazione.        

L’assemblea dei rappresentanti delle associazioni aderenti a questa Consulta per l’Escursionismo Naturalistico ed Ambientalistico dell’Area Metropolitana di Bologna (in breve, Consulta Escursionismo Bologna) ha recentemente deliberato iniziative di sollecitazione ad una celere approvazione della proposta di legge, in corso di esame alla Camera dei Deputati, che introduce alcune modifiche al Codice della Strada, tra le quali l’esplicitazione del generalizzato divieto di percorrenza motorizzata di sentieri e mulattiere (vedasi resoconto Camera allegato) > Comm. Trasporti Camera resoconto 26.7.2017

Si tratta di un intervento legislativo di assoluta rilevanza ed urgenza, al fine di un più efficace contrasto al diffondersi della pratica motoristica di un cosiddetto escursionismo su ruote (enduro, quoad, trial….), in sempre più vaste aree del territorio montano e collinare italiano.

É purtroppo esperienza comune il constatare come su numerosissimi sentieri e mulattiere, segnati e tabellati da gran tempo come percorsi escursionistici CAI, sempre più frequentemente si debba assistere al transito rombante di frotte di motocrossisti, che sfrecciano e compiono ardite evoluzioni malgrado sullo stesso percorso stiano contemporaneamente camminando malcapitati escursionisti.

E questa montante invasione delle moto sui sentieri montani e collinari dà luogo – come del resto riteniamo già essere ben noto ed anzi fonte di preoccupazione ed allarme per ciascuno degli Enti, Associazioni ed Organizzazioni in indirizzo – a gravi problemi sotto più di un profilo, e precisamente:

  • di sicurezza personale;
  • di tutela ambientale;
  • di negativo impatto sullo sviluppo turistico ed economico dei territori montani e collinari.

QUI POTETE TROVARE DELLE INFO > http://www.cailombardia.org/?p=641 | Articolo dire.it 

Per aderire alla campagna come organizzazione (associazioni, cooperative, aziende ecc..) dovete inviare una e-mail di adesione a info@consultaescursionismobologna.it specificando la vostra denominazione e allegando il logo della vostra realtà/ente. 

Camminare per me significa entrare nella natura.
Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai.
La Natura per me non è un campo da ginnastica.
Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi.
Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori.
Le alte montagne sono per me un sentimento.
(Reinhold Messner)

Foto di Guido Mamoli

IT.A.CÀ investe 4.000 euro sul network del turismo accessibile bolognese

 Cari amici e care amiche di IT.A.CÀ,

oggi vogliamo aggiornarvi sul percorso che stiamo portando avanti, insieme alla community bolognese del turismo accessibile,  per migliorare la fruizione di tutta la Città Metropolitana da parte dei city users disabili.

Bike Trek – Val di Zena 2017

Il turismo accessibile è un tema molto sentito da noi del festival e vorremo continuare a sensibilizzare la società civile e le istituzioni riguardo alle esigenze delle persone disabili che percorrono ogni giorno il territorio metropolitano.

Per declinare questo tema, così importante non solo in ambito turistico, ma anche al livello sociale e culturale, IT.A.CÀ organizzerà una serie di iniziative volte a promuovere, far emergere e valorizzare il lavoro portato avanti dalle realtà che operano nel mondo della disabilità.

Oltre ad avere un impatto importante sul benessere cittadino e costituire un diritto indiscutibile di tutti, la necessità di garantire l’accessibilità universale emerge anche dai dati e dalle stime di ordine economico-turistico; infatti, secondo l’indagine “Osservatorio Vacanze Italiani” condotta da Doxa Europcar nel 2015,  quasi 10 milioni di persone in Italia riscontrano problemi di accessibilità. Si tratta di una domanda che al momento non trova una risposta adeguata da parte degli operatori turistici e il cui impatto sul PIL ammonterebbe a 11,7 miliardi di euro.

Mappa tattile della città di Bologna

IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile è risultato tra i progetti vincitori del PTPL 2017 a Bologna. Il direttivo ha deciso di usare queste risorse economiche per valorizzare la rete del turismo accessibile, costituita dai partner che, da diversi anni, si occupano di realizzare gli eventi accessibili e inclusivi del festival.

Si tratta di 4.000 euro da investire nella realizzazione e la promozione di iniziative e  itinerari accessibili per diversi tipi di disabilità (motoria, visiva e uditiva). La valorizzazione di tali iniziative comporterebbe infatti, un miglioramento della fruizione della Città Metropolitana da parte di tutti i city users: sia da parte dei residenti che dei turisti.

La Skarozzata 2017

Nello specifico si intende ideare, realizzare e promuovere

  • Itinerari urbani ed extra urbani percorribili da persone in sedia a rotelle, attraverso mappe che riportino anche luoghi di interesse storico-artistico in grado di accogliere questo tipo di viaggiatori e viaggiatrici
  • Itinerari e visite guidate destinate a persone non udenti condotte da guide turistiche in grado di servirsi della lingua dei segni (LIS)
  • Itinerari per non vedenti e ipovedenti, con la creazione di apposite mappe e audio guide in cui siano segnalati anche i luoghi di interesse storico-artistico fruibili
  • Campagna comunicativa volta a rendere visibile la sensibilità della “Destinazione Bologna” nei confronti dei diversi portatori di disabilità

Mygrantour a cura di Next Generation Italy in collaborazione con La Girobussola

Vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi del lavoro della rete del turismo accessibile bolognese; in cantiere ci sono tante idee e iniziative: laboratori, workshop, seminari, itinerari e performance che saranno realizzati incentivando la collaborazione di tutta la community del turismo responsabile bolognese, grazie ad un network sempre più coeso, il cui obiettivo è quello di creare iniziative, eventi e spazi accessibili e inclusivi, perché l’accessibilità e l’inclusione sono diritti indiscutibili e non scelte opzionali!

Il blog di IT.A.CÁ
Simona Zedda

Segreteria IT.A.CÁ

 

Concorso per immagine festival IT.A.CÀ 2018

10 anni di IT.A.CÀ: celebriamo un turismo ad accessibilità universale!

Concorso illustrazione e fotografia per la creazione della nuova immagine del festival IT.A.CÀ 2018.

REGOLAMENTO 

Premessa 
IT.A.CÁ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile è il primo e unico festival in Italia che si occupa di turismo sostenibile e innovazione turistica. Nato a Bologna nove anni fa è oggi presente in 10 città/territori: Bologna, Ferrara, Padova, Ravenna, Rimini, Parma, Reggio Emilia, Trentino, Rovigo e Monferrato. Coinvolgendo 4 regioni: Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Piemonte e una rete di oltre 600 realtà tra operatori, istituzioni, università, ONG, agenzie viaggi, associazioni, comunità turistiche, strutture ricettive,  scrittori, artisti e viaggiatori. 

Il nutrito cartellone di eventi proposto ad ogni edizione mira a definire percorsi di promozione turistica locale in diverse città e province italiane sviluppando un’immagine unitaria del territorio nazionale in chiave di sostenibilità e responsabilità. Dall’eco-turismo al trekking, dal cicloturismo agli agriturismi, IT.A.CÀ conduce istituzioni, operatori economici, turisti e intere comunità a sperimentare modelli alternativi, dimostrando che oggi un altro turismo è possibile. 

Tema del concorso per creare immagine/illustrazione del festival 2018
Da 10 anni IT.A.CÀ è il miglior compagno di viaggio, anzi tanti compagni in un soggetto collettivo. Creando una sinergia tra centinaia di soggetti sul territorio, IT.A.CÁ è divenuta una piattaforma strategica che coniuga sviluppo del territorio in chiave sostenibile e innovazione sociale e culturale. 

Un festival che nasce a Bologna e ne diffonde la creatività e la cultura innovativa a livello nazionale. Una meta a cui tendere, come la cantava il poeta Kavafis, che da 10 anni crea occasioni per vivere l’emozione del viaggio in maniera autentica e incentivare pratiche turistiche più sostenibili. 

Il turismo sostenibile gioca infatti un ruolo centrale nei processi e nelle politiche per lo sviluppo dei territori, promuovendo integrazione sociale e inclusione, valorizzando le risorse locali, arricchendo le relazioni tra turisti e cittadini, o tra questi e i diversi attori del territorio. 

Per questo, vogliamo celebrare il nostro decimo anniversario con una edizione dedicata all’accessibilità universale, con l’obiettivo di valorizzare il mosaico della diversità umana e del dialogo come volano di una nuova economia del benessere diffuso. Riconoscere il diritto alla mobilità, che vada oltre ogni muro o gradino, è il nostro modo di rivalutare il confine, come luogo di incontro e non di esclusione o conflitto. Proviamo a farlo da 10 anni, e quest’anno vogliamo celebrarlo insieme a te.

A chi si rivolge il concorso
Viaggiatori, turisti, migranti, artisti, illustratori, fotografi, studenti e tutti coloro che hanno voglia di raccontare la propria visione della nuova immagine del festival 2018 con una fotografia e/o illustrazione seguendo il tema sopra indicato.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE 

La partecipazione al concorso è gratuita, aperta a tutti i fotografi e illustratori amatori o professionisti senza limiti d’età.

Inviare la propria opera (fotografia, illustrazione) in allegato a una e-mail con rispettiva scheda di iscrizione, all’indirizzo: itacacontest@gmail.com

Nominare il file dell’opera con il proprio nome_cognome (Es: ulisse_nessuno.doc).

Qui potete scaricare la scheda d’iscrizione che deve essere inviata obbligatoriamente alla e-mail sopra descritta:

Formato word < Scheda Iscrizione Concorso festival IT.A.CÀ 2018
Formato pdf < Scheda Iscrizione Concorso festival IT.A.CÀ 2018

Data scadenza
La scadenza ultima per l’invio delle opere è il 31 gennaio 2018

CARATTERISTICHE DELLE OPERE CHE VERRANNO VALUTATE

Fotografia
Dimensioni dell’immagine: 1920×1280 pixel
Formato del file: jpg
N.B. Agli autori selezionati verrà richiesta un’immagine a risoluzione maggiore, adatta per la stampa (300 dpi, lato lungo 40 cm)

Illustrazione
Dimensioni dell’immagine: 1920×1280 pixel
Formato del file: jpg
N.B. Gli autori possono concorrere anche per più di una sezione, sottoponendo però non più di un’opera per tipo.

L’utilizzo delle opere è limitato alla riproduzione delle stesse, complete di credits, della comunicazione web e cartacea, no – profit, finalizzata esclusivamente alla promozione del festival IT.A.CÁ nelle differenti tappe italiane. 

Giuria 
La giuria è composta dai coordinatori delle singole città dove si svolgono le tappe del festival IT.A.CÁ e selezionerà l’opera che rappresenterà l’immagine 2018. I giudizi espressi dalla giuria si baseranno sui seguenti parametri:

· creatività
· originalità
· aderenza al tema [10 anni di IT.A.CÀ: celebriamo un turismo ad accessibilità universale!] 

Il giudizio della giuria è insindacabile. 

Premio 
Un fine settimana tutto spesato (viaggio e alloggio) in una delle tappe del festival, oltre alla promozione nazionale (con credits annessi/obbligatori del vincitore) dell’opera stessa all’interno della piattaforma di IT.A.CÁ per quanto riguarda la grafica del festival 2018 (sito, prodotti per la promozione sui social network, stampa, cartoline, programmi, locandine, cartelloni, flayer, banner, immagine per conferenza stampa, articoli on-line e cartacei).

L’invio delle opere implica l’autorizzazione non in esclusiva agli organizzatori del festival di diffondere e mettere a disposizione del pubblico – attraverso il proprio sito internet e con ogni altro mezzo o forma conosciuta le immagini/illustrazioni e informazioni riguardanti le opere in concorso con credits dell’autore.

Privacy
La partecipazione al festival implica l’aver letto e dunque implicitamente approvato quanto riportato dall’organizzazione nelle informazioni relative al trattamento dei dati personali 

I dati di ogni partecipante saranno trattati dal festivalIT.A.CÁ per lo sviluppo delle diverse fasi del concorso e per le comunicazioni ai vincitori. Gli interessati possono chiedere, ai sensi dell’art. 7 del D.Lgs 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, l’aggiornamento, la rettifica, l’integrazione, nonché la cancellazione o il blocco dei dati personali trattati in violazione della legge.

Le richieste dovranno essere indirizzate a Associazione Yoda, via Pietralata 73 – 40122 Bologna. 

Responsabilità dell’autore e facoltà di esclusione
Ogni partecipante è responsabile del materiale da lui presentato al concorso. Pertanto si impegna ad escludere ogni responsabilità degli organizzatori del suddetto nei confronti di terzi, anche nei confronti di eventuali soggetti raffigurati nelle fotografie. Il concorrente dovrà informare gli eventuali interessati (persone ritratte) nei casi e nei modi previsti dal D. Lg. 30 giugno 2003 n. 196, nonché procurarsi il consenso alla diffusione degli stessi. In nessun caso le immagini inviate potranno contenere dati qualificabili come sensibili. Ogni partecipante dichiara inoltre di essere unico autore delle immagini inviate e che esse sono originali, inedite e non in corso di pubblicazione, che non ledono diritti di terzi e che qualora ritraggano soggetti per i quali è necessario il consenso o l’autorizzazione egli l’abbia ottenuto. 

Gli organizzatori si riservano, inoltre, di escludere dal concorso e non pubblicare le foto non conformi nella forma e nel soggetto a quanto indicato nel presente bando oppure alle regole comunemente riconosciute in materia di pubblica moralità, etica e decenza, a tutela dei partecipanti e dei visitatori. Non saranno perciò ammesse le immagini ritenute offensive, improprie e lesive dei diritti umani e sociali.

Diritti d’autore e utilizzo del materiale in concorso
I diritti sulle opere rimangono di proprietà esclusiva dell’autore che le ha prodotte, il quale ne autorizza l’utilizzo per eventi o pubblicazioni connesse al concorso stesso e per attività relative alle finalità istituzionali o promozionali del festival IT.A.CÁ comunque senza la finalità di lucro. Ogni autore è personalmente responsabile delle opere presentate, salvo espresso divieto scritto si autorizza l’organizzazione alla riproduzione su catalogo, pubblicazioni, cd e su internet senza finalità di lucro e con citazione del nome dell’autore. Ad ogni loro utilizzo le foto saranno accompagnate dal nome dell’autore. Il materiale inviato non sarà restituito.

In vacanza a Vienna per riscoprire la magia del Natale

 Cari amici e care amiche di IT.A.CÀ

oggi passeggeremo con voi tra le strade di Vienna, una città che in questo periodo dell’anno ci regala un’atmosfera molto affascinante, quasi incantata. Oltre a scoprire il suo immenso patrimonio artistico, vi consigliamo di vivere la città a passo lento mischiandovi tra i suoi abitanti, percorrendo le vie dei mercati e delle botteghe. 

Nei mesi autunnali e invernali andare in vacanza a Vienna significa immergersi nell’atmosfera calda ed elegante di una città sospesa tra il fascino  della nobiltà e la magica atmosfera delle fiabe. Sotto le feste poi, quell’allure di raffinatezza e magia si moltiplica e si respira ovunque nelle strade, tra i negozi, i mercatini di Natale e i tipici caffè viennesi. Le Kaffeehäuser sono un invito costante a sedersi al caldo per assaporare una profumata cioccolata calda e gustare i dolci della alta pasticceria viennese – dallo strudel di mele (Apfelstrudel) alla torta Sacher passando per i tradizionali Keiserschmarn, una via di mezzo tra una crêpe ed un pancake – mentre si osserva la gente fuori sfilare tra bancarelle e chioschi di caldarroste come se fosse alle prese con passi di valzer, danza che da sempre qui è un’istituzione. Chi cerca una destinazione romantica e intima per le feste o per regalarsi un weekend diverso dal solito può organizzare un viaggio a Vienna, con la certezza di avere preso la decisione giusta.

Andare a Vienna in inverno ti permette di immergerti in un’atmosfera ovattata che rende ancora più fiabeschi palazzi sontuosi e strade eleganti che riservano sorprese dietro a ogni angolo. Basta arrivare nella piazza centrale, dove si erge in tutta la sua maestosità la magnifica Cattedrale di Santo Stefano, con il suo campanile gotico tra i più alti al mondo, per rimanere abbagliati. E la sensazione si ripete quando ci si trova al cospetto delll’Hofburg il Palazzo Reale di Vienna, dimora degli Asburgo che governarono l’impero Austro-Ungarico. La visita degli appartamenti privati di Sissi e Francesco Giuseppe è molto interessante perché permette di vedere gli arredi originali e anche gli oggetti personali dell’imperatrice. Che dire poi del Belvedere? Non si può visitare Vienna e non fare tappa a una delle dimore reali più affascinanti del nostro continente.

Il castello del Belvedere, che risale agli inizi del Settecento, è composto da due palazzi affacciati su un splendido parco decorato con scalinate, fontane e statue e che veniva usato come elegante location per i ricevimenti. Ma la vera chicca è al suo interno: il Belvedere ospita infatti la Galleria dell’Arte Austriaca che tra i tanti capolavori di diverse epoche, conta anche numerosi dipinti del XX secolo da “La morte e la fanciulla” di Schiele a un’opera che è diventata simbolo dell’amore appassionato: il famoso “Bacio” di Gustav Klimt.

I parchi non sono di certo una rarità a Vienna. Basti pensare al Prater, il famoso parco nel cuore della città considerato uno dei più belli al mondo. Con i suoi viali alberati punteggiati di ristoranti, chioschi e caffè è un luogo piacevole in cui passeggiare in ogni momento dell’anno. E poi c’è il famoso Luna Park con l’antichissima Wiener Riesenrad, la ruota panoramica ormai simbolo di Vienna. Un giro per godersi la città dall’alto e fotografare con calma i tetti della capitale austriaca è una di quelle esperienze di rito da incasellare tra i ricordi di viaggio. E poi ci sono le bancarelle.
Andare in vacanza a Vienna è una scelta indovinata quando si sogna di visitare i mercatini di Natale più belli. Le piazze della capitale sono la location perfetta per gli stand addobbati e per le decorazioni luminose di questi mercatini della tradizione:

  • Il Mercatino di Natale più magico e strabiliante è quello nella Piazza del Municipio: con oltre 100 bancarelle e decorazioni di Natale meravigliose trasforma Rathausplatz in un paese uscito dalle fiabe.
  • I regali più originali si trovano tra le bancarelle di artigianato tradizionale che compongono il Villaggio di Natale di Maria Theresien platz, tra il Museo delle Belle Arti e il Museo di Storia Naturale.
  • Il più giovane è il Mercatino di Natale di Al Altes Akh, famoso per la sua atmosfera accogliente e perché è il preferito dai ragazzi che si danno appuntamento in un’atmosfera vivace di suoni, profumi e colori.
  • II più antico Mercatino di Natale è senza dubbio quello della Vecchia Vienna che dal 1772 si tiene in Freyung platz, nel centro storico. Questo è il posto giusto per comperare oggetti di artigianato sorprendenti, decorazioni in vetro, ceramiche e soprattutto trovare tutto quello che occorre per allestire i tradizionali presepi.

Quindi non resta che augurarvi buon viaggio, come sempre 🙂

Report IT.A.CÀ 2017 | Turismo Sostenibile per lo Sviluppo

IT.A.CÀ Migranti e viaggiatori: festival del turismo Responsabile
9° edizione 2017

Anche per questa edizione 2017 il festival IT.A.CÀ, primo e unico festival in Italia che si occupa di turismo responsabile, ha chiuso le sue tappe (maggio – ottobre 2017) coinvolgendo 10 città/territori: Bologna, Ferrara, Padova, Ravenna, Rimini, Parma, Reggio Emilia, Trentino, Rovigo, Monferrato e 4 regioni italiane: Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Piemonte con appuntamenti diluiti in diversi periodi dell’anno.

Tema di questo IX edizione 2017 
Turismo Sostenibile per lo Sviluppo: destinazione IT.A.CÁ

L’ONU ha dichiarato il 2017 Anno del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo. Il turismo sostenibile gioca infatti un ruolo centrale nei processi e nelle politiche per lo sviluppo dei territori, promuovendo integrazione sociale e inclusione, valorizzando le risorse locali, arricchendo le relazioni tra turisti e cittadini, o tra questi e i diversi attori del territorio. 

Sviluppo turistico sostenibile significa non solo migliorare l’esperienza dei turisti che visitano una destinazione, portando ricchezza economica e culturale, ma anche migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini e i rapporti che questi ultimi hanno con il proprio territorio.

Questa è la filosofia che anima da nove anni IT.A.CÁ, il primo e unico festival sul turismo responsabile in Europa. 

Creando una sinergia tra centinaia di soggetti sul territorio, IT.A.CÁ è divenuta una piattaforma di innovazione sociale strategica per una città come Bologna (dove il festival nasce) che quest’anno è diventata Destinazione Turistica Metropolitana e vede nel turismo un’opportunità per rigenerare il tessuto economico e sociale della sua area. Ma il Maggio bolognese è stata la prima tappa di un ricco programma di eventi che si sono snodati sino a Ottobre tra Padova, Ferrara, Ravenna, Rimini, Rovigo, Parma, Reggio Emilia, Trentino e Monferrato. 

Occasioni per vivere l’emozione del viaggio in maniera autentica e incentivare pratiche turistiche più sostenibili.

RASSEGNA STAMPA NAZIONALE >  Rassegna Stampa Nazionale – IX edizione IT.A.CÀ

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Qui potete trovare i report delle singole città e relativa rassegna stampa 

Report IT.A.CÀ Bologna > Report IT.A.CÀ Bologna 2017
Rassegna stampa IT.A.CÀ Bologna > Rassegna Stampa Bologna IT.A.CÀ 2017

Report IT.A.CÀ Ferrara > Report IT.A.CÀ Ferrara 2017

Rassegna Stampa IT.A.CÀ Padova > Rassegna Stampa IT.A.CÀ Padova 2017

Report IT.A.CÀ Rimini > Report IT.A.CÀ Rimini 2017
Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rimini > Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rimini 2017

Report IT.A.CÀ Parma > Rassegna stampa IT.A.CÀ Parma 2017
Rassegna Stampa IT.A.CÀ Parma > Report IT.A.CÀ Parma 2017

Report IT.A.CÀ Trentino > Report IT.A.CÀ Trentino 2017

Report IT.A.CÀ Reggio Emilia > Report IT.A.CÀ Reggio Emilia 2017

Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rovigo > Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rovig0 2017

Per info contattateci alla e-mail: info@festivalitaca.net 

Buon viaggio come sempre 🙂

Co-direttore del festival  IT.A.CÀ
Responsabile comunicazione 
Sonia Bregoli 

Bike Food Stories | Intervista a Davide Pagani

Cari viaggiatori e care viaggiatrici 

Davide Pagani

oggi nel nostro blog ci trasferiamo a Parma dove Andrea Merusi intervista per noi Davide Pagani, cuoco, gastronomo, accompagnatore turistico e guida ambientale escursionista, che sarà uno degli ospiti dei seminari che si terranno mercoledì 4 ottobre al Palazzo del Governatore di Parma per la V tappa di IT.A.CÀ Parma. Ideatore e fondatore del progetto Bike Food Stories gli abbiamo chiesto di anticiparci qualcosa del suo intervento e di raccontarci cosa è per lui il turismo responsabile.

> L’estate è appena trascorsa e solitamente è il periodo dell’anno dove la gente viaggia e conosce nuovi posti. Ci racconti il tuo ultimo viaggio?

Il mio ultimo viaggio risale all’agosto 2016, quando con un mio carissimo amico (Gianluca Campanella) siamo partiti da Parma e abbiamo raggiunto Santa Maria di Leuca dopo 15 giorni di viaggio in bici. Per un totale di 1005km. Il filo conduttore dell’intero viaggio è stata la SOSTENIBILITÀ: ambientale, alimentare, economica e sociale. Ad ogni tappa siamo andati a conoscere le persone e i produttori locali, i cui valori di rispetto dell’uomo, tutela dell’ambiente e della biodiversità sono per loro principi imprescindibili. In questo modo abbiamo scoperto la cultura territoriale più genuina e nascosta, che non si trova sulle guide turistiche. Per noi le persone che vivono, lavorano e tutelano il territorio sono i veri custodi della cultura gastronomica.

> Al festival IT.A.CÀ Parma presenterai il tuo progetto “Bike Food Stories”, ci puoi anticipare di cosa si tratta e perché hai deciso di realizzarlo?

Molto semplicemente Bike Food Stories si propone di accompagnare in bicicletta i turisti coniugando cicloturismo e conoscenza del patrimonio enogastronomico locale. Tutto questo per scoprire ed “assaporare” lentamente il territorio: quello di Parma, capitale della Food Valley e città creativa della gastronomia UNESCO. 
Ad ogni tour si scoprono i segreti per realizzare i prodotti tipici. Si visitano i luoghi di produzione e, dopo aver pedalato, c’è il giusto “premio” in un locale selezionato per assaggiare i piatti della nostra tradizione approfondendo il tema culturale legato al patrimonio enogastronomico.

Il mio obiettivo è donare al mio “ospite del territorio” un’esperienza concreta, emozioni e ricordi che lo possano legare al nostro territorio, alla nostra cultura gastronomica e alla nostra comunità di persone che, attraverso il loro lavoro artigianale quotidiano ci regalano dei prodotti unici. Il viaggio è inteso come la scoperta e la conoscenza di un territorio a impatto zero per l’ambiente, puntando su un modello di sviluppo turistico che considera il tema della sostenibilità ambientale un valore centrale.

> Quali sono state le difficoltà e quali le soddisfazioni che hai incontrato nel tuo progetto?

La difficoltà più grande è stata quella di capire la strada giusta da intraprendere per realizzare quello che un tempo era soltanto un giorno: ostacoli, burocrazia, ansie e paure. Però oggi, se ci penso, mi viene un po’ da ridere e sono orgoglioso di quello che fino ad ora ho realizzato.
La soddisfazione più grande l’ho avuta quando ho ricevuto le prime e-mail da turisti stranieri che si sono messi in contatto con me usando il form di prenotazione del mio sito www.bikefoodstories.it . In quella occasione mi sono emozionato tantissimo anche se alla fine non hanno accettato il mio preventivo. Però voleva dire che gli sforzi fatti nei due anni precedenti stavano iniziando a dare i loro frutti. 
Altre soddisfazioni ce le ho quando torno a casa rilassato con il sorriso stampato sulla faccia dopo aver accompagnato i turisti in bicicletta e ricevuto il loro grazie per l’esperienza.

> Cosa vuol dire per te viaggiare e cosa significa per te il termine “Turismo Responsabile”?

Mi permetto di citare qui una frase del grande Mario Soldati (primo giornalista enogastronomo) estrapolata da un programma televisivo del 1957

“Che cosa è viaggiare? Viaggiare è conoscere luoghi, genti, paesi. E quale è il modo più semplice, elementare di viaggiare? Mangiando, praticando la cucina di quel paese in cui si viaggia. Perché se voi ci pensate bene, nella cucina c’è tutto: c’è la natura del luogo, il clima, l’agricoltura, la pastorizia, la caccia e la pesca. Nel modo di cucinare, invece, c’è la tradizione di un popolo, la storia, la civiltà!”.

Oltre a questo bellissimo pensiero io voglio aggiungere che oggi nel 2017 il turismo deve essere sostenibile, responsabile, da un punto di vista ambientale. Questo è il problema più grande che dovremmo affrontare da subito. Vi posso garantire che quest’anno, lavorando in bicicletta, mi sono reso conto in prima persona dei problemi legati alla mancanza di acqua nella nostra provincia; l’eccezionale caldo e la siccità; gli improvvisi temporali; la cappa di smog che si può vedere dai nostri appennini verso la Pianura Padana.

Il nostro territorio è decisamente ammalato!

> Cosa ti aspetti dalla partecipazione al festival IT.A.CÀ Parma? Quale messaggio vorresti portare? 

Mi aspetto di poter tessere delle reti con la città di Parma. Dopo più di un anno ammetto che non mi sento integrato completamente con il tessuto sociale ed economico di Parma. Sarei contentissimo di poter incontrare nuovi parmigiani con il quale iniziare nuove collaborazioni. Vorrei consigliare ai parmigiani di ritornare a scoprire il loro territorio dietro a casa perché non sanno che ci sono delle piccole chicche che probabilmente non si aspettano neanche!

Ringraziamo Davide per essere stato con noi e vi aspettiamo per la tappa parmense del primo primo festival in Italia che si occupa di turismo responsabile 😉

Qui per consultare il programma dal 2 all’ 8 ottobre 

Blog IT.A.CÀ
Andrea Merusi
Staff IT.A.CÀ Parma

In cammino sulla via Francigena di Montagna | Intervista a Oreste Verrini

Cari viaggiatori e care viaggiatrici,

Oreste Verrini

oggi nel nostro blog Silvia Ombrellini di Ecobnb (partner della tappa parmense) intervista per noi Oreste Verrini  che è uno tra i numerosi ospiti della tappa di IT.A.CÀ Parma (dal 2 all’ 8 ottobre). Professore dell’Università degli Studi di Pisa, da alcuni anni impegnato nelle riscoperta e valorizzazione di antichi percorsi tra la Lunigiana e la Garfagnana, autore dei libri “La via Francigena di Montagna” e “La via del volto santo. A piedi in Lunigiana e Garfagnana“.

Oreste, che sarà tra i protagonisti della giornata di Mercoledì 4 Ottobre 2017 dedicata al Turismo Sostenibile, ci ha dato la possibilità di scambiare con lui due chiacchiere in anticipo. Ecco cosa ci ha raccontato. 

Leggendo la biografia di Oreste Verrini, da sempre appassionato di storia e di archeologia, professore di Economia presso l’Università di Pisa, la prima curiosità è stata com’è nata la sua grande passione per i cammini. «La passione dei cammini, ma più in generale dei viaggi, nasce lontano, ai tempi dell’università con le letture di Bruce Chatwin, Alex Roggero, Giorgio Bettinelli» – ha raccontato Oreste.

Proprio da quest’ultimo autore, Oreste ha tratto le sensazioni più importanti, custodendole dentro di sé per molti anni fino a quando sono riemerse nella sua passione per i viaggi a piedi. IT.A.CÀ propone un modo di viaggiare diverso, dove più della meta conta il percorso e il modo con cui ci si mette in cammino.

> Qual’è per te il senso del camminare?

«Il camminare è dettato prima dalla curiosità, dalla ricerca di nuove luoghi da visitare o da scoprire, alla lettera, e dopo anche dalla ricerca di me stesso. Di alcuni punti fermi sui quali costruire il mio nuovo modo di essere ed il mio modo di approcciarmi alla vita. Parole impegnative – me ne rendo conto – ma le uniche in grado di far capire l’importanza di un gesto naturale e quasi scontato ma, che scontato non lo è, per nulla.»

> Condividiamo pienamente questa passione per i cammini, che raccontiamo spesso attraverso il blog di Ecobnb, e chiediamo ad Oreste qual è per lui il senso e il bello di viaggiare a piedi.

«Per me, come ho avuto spesso modo di scrivere, serve per ricollocarmi nel mondo. Per trasmettermi la giusta posizione in esso. Troppo spesso il progresso, seppur con l’enorme potenziale e gli indubbi vantaggi qualitativi, ci estrania dal ciclo naturale della vita, trasmettendoci una sensazione di “invincibilità” dannosa. Camminare mi fa capire come in realtà siamo parte di qualcosa di più grande, che va al di là dell’animale uomo, un qualcosa che va nuovamente scoperto e assimilato. E questo, assieme alla possibilità di avere punti di vista differenti, angolature nuove di osservazione – arrivare in un paese con uno zaino e niente di più ci rende nudi, pronti per assimilare quanto incontreremo – rappresenta il bello del camminare.»

Groppodalosio Inferiore, Pontremoli (MS), Toscana, Italia, Europa

Con Oreste abbiamo anche parlato dei modi per valorizzare il paesaggio Italiano attraverso i cammini e il viaggio sostenibile, potete leggere l’intervista completa a questo linkDurante il Festival IT.A.CÀ Parma Oreste ci racconterà della Via Francigena di Montagna o Via del Volto Santo, alla quale ha dedicato due bellissimi libri.

> Potresti anticparci le caratteristiche di questo cammino e di raccontarci quali elementi lo rendono unico?

«Sicuramente la genuinità dei posti ancora poco abituati alla presenza dei camminatori. Borghi medievali attentamente conservati, una natura, selvaggia e imponente, buon cibo e accoglienza. Una serie di fattori intriganti e pregevoli».

> Quali sono i tratti più belli e le tappe da non perdere?

«È difficile fare una classifica dei luoghi più belli. Sicuramente i borghi più importanti come Pontremoli, Bagnone, Fivizzano, Castelnuovo di Garfagnana, Barga, cittadine probabilmente già conosciute ai più. Ma, per me, sono i piccoli borghi a sorprendere, le piazze inaspettate con lavatoi che hanno decine e decine di anni, i selciati originari ed intatti con muretti a secco che sembrano “tirati su” da pochi anni ed invece conservano i ricordi di centinaia di vite. Camminare con le Apuane sullo sfondo e sempre più vicine, una vista ogni volta sorprendente e ricca di fascino. Poter immergere i piedi, o fare il bagno nella stagione giusta, in pozze di torrenti impetuosi o placidi. Come sempre, sono le piccole cose ad entusiasmare e a rendere indimenticabile il cammino ».

E noi non vediamo l’ora di metterci in viaggio, a piedi naturalmente! Ringraziamo Oreste per l’intervista e vi diamo appuntamento a Parma mercoledì 4 Ottobre in occasione dell’incontro e della quinta edizione parmigiana di IT.A.CÀ – Festival del turismo responsabile > Consulta il Programma


Blog IT.A.CÀ
Silvia Ombellini
Ecobnb founder e team IT.A.CÀ Parma

Nuovi modi di viaggiare nell’anno del turismo sostenbile > Intervista a Cristina Pagetti

Cari viaggiatori e care viaggiatrici 

Cristina Pagetti

tra i numerosi ospiti della tappa di IT.A.CÀ Parma ( dal 2 all’ 8 ottobre) c’è Cristina Pagetti – responsabile italiana di HomeExchange ed autrice del libro “Benvenuto a casa tua” – che sarà tra i protagonisti della giornata di Mercoledì 4 Ottobre e con la quale abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere in anticipo, che vi proponiamo di seguito. 

> Leggendo la sua biografia la prima cosa che mi ha colpito e mi ha dato lo spunto per iniziare l’intervista è questa, come ha fatto una laureata in informatica a diventare la referente italiana di Home Exchange?

La passione per la scrittura innanzitutto che mi ha sempre accompagnato e – ovviamente – quella per i viaggi che mi ha permesso di avvicinarmi a questo meraviglioso mondo dello scambio casa, diventandone quasi subito la referente italiana.

> Domanda che sicuramente le hanno già fatto in molti, quanti scambi di casa ha fatto?

(Ride) Dopo il quindicesimo ho smesso di contarli ma direi oltre venti, più di uno all’anno.

> Il posto che le è piaciuto di più tra quelli che ha visto, almeno fino ad ora, e la meta del suo prossimo viaggio?
Ce ne sono molti, però direi la California per i paesaggi incantevoli, il Portogallo per i contatti umani intessuti e poi Londra in cui sono andata con i miei figli per 3 settimane vivendola appieno fino a sentirci parte integrante di questa straordinaria città che ha così tanto da offrire.

Per quanto riguarda il mio prossimo viaggio è ovviamente già organizzato, a Dicembre andrò a Palermo, città che ho già visitato, ma che sono curiosa di rivedere visto che nel 2018 sarà città italiana della cultura e mi hanno detto esserci molto fermento intorno a questo evento.

> Un episodio “particolare” che le è capitato con lo ScambioCasa e che difficilmente sarebbe stato possibile viaggiando in modo, per così dire, tradizionale?

In Finlandia dove i vicini di casa mi hanno ospitato a cena e – sapendo che nella vita sono insegnante – hanno pensato di portarmi a visitare una scuola.

> Perché consiglierebbe lo Scambio Casa come modalità di viaggio?

Perché è semplicissimo entrare a far parte della nostra Community, basta infatti collegarsi al sito e creare il proprio profilo e poi si può iniziare immediatamente a cercare scambi di viaggio. E poi è un modo davvero diverso di viaggiare sentendosi a casa anche quando si è lontani da casa, immergendosi pienamente in una cultura diversa dalla nostra – o anche uguale – ma vivendola con gli occhi delle persone del posto e non con quelli del turista “mordi e fuggi”.

Ringraziamo Cristina per l’intervista e vi diamo appuntamento a Parma dal 2 all‘ 8 Ottobre per la terza edizione parmigiana di IT.A.CÀ – Festival del turismo responsabile > Consulta il Programma

Blog IT.A.CÀ 
Elena Bocciarelli
Team IT.A.CÀ Parma