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	<description>migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile</description>
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		<title>Ciclofficina popolare di Modena</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 08:45:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il blog]]></category>
		<category><![CDATA[IT.A.CÁ.]]></category>
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		<description><![CDATA[Continuano le interviste a realtà e associazioni che si occupano di turismo responsabile e sostenibilità in collaborazione con gli studenti del Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili, promosso da Ces.Co.Com, Università di Bologna. Oggi siamo in compagnia di Riccardo Tavernari, presidente della Ciclofficina popolare &#8220;Rimessa in movimento&#8221; di Modena. Se googlate Ciclofficina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Continuano le interviste a realtà e associazioni che si occupano di turismo responsabile e sostenibilità in collaborazione con gli studenti del <a href="http://marraiafura.com/comunicazione-e-marketing-dei-consumi-sostenibili-corso-di-alta-formazione-a-bologna/">Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili</a>, promosso da <a href="http://www.cescocom.eu/comunicazione-e-marketing-dei-consumi-sostenibili/">Ces.Co.Com</a>, <strong>Università di Bologna</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi siamo in compagnia di <strong>Riccardo Tavernari</strong>, presidente della <a href="http://sistemaciclofficinico.blogspot.it/">Ciclofficina popolare &#8220;Rimessa in movimento&#8221; di Modena</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Se googlate Ciclofficina popolare di Modena vi si aprirà una pagina molto interessante da motto <strong>“Rimessa in Movimento”</strong>. Abbiamo trovato geniale questa frase perchè la Ciclofficina è fisicamente una rimessa per bici ma in Movimento perchè dentro tutti sono attivi e partecipi. La bici si aggiusta e non si fa aggiustare, si impara un antico mestiere e si fa amicizia. La Ciclofficina promuove iniziative per tutti, molto interessanti, ecco l’intervista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1. La bici può essere considerato il mezzo per antonomasia del turismo responsabile?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certamente! E non solo per il basso impatto ambientale del mezzo, ma anche perchè consente un approccio completamente diverso al viaggio. <strong>Utilizzare la bicicletta, infatti, ti trasforma da &#8220;turista&#8221; a &#8220;viaggiatore&#8221;</strong>, poichè in questo modo tutti i luoghi che attraversi li puoi osservare, lentamente, ed inevitabilmente ti rimangono dentro. Questa peculiarità ti porta automaticamente ad avere molto più rispetto per il luogo in cui ti trovi, perchè in un certo senso ti appartiene, l&#8217;hai conquistato a forza di pedalare e magari hai pure conosciuto qualcuno del posto, mentre chiedevi indicazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ah, se posso permettermi un consiglio, <strong>lasciate a casa il GPS e portatevi solo una cartina e dello spirito d&#8217;iniziativa</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2. Come è cambiata negli anni la figura della nostra amica bicicletta?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Italia un tempo la bicicletta la usavano davvero tutti, ma con il passare del tempo è stata sempre più vissuta soltanto come sport agonistico, piuttosto che come pratico mezzo di trasporto (complici anche le politiche locali, volte ad assecondare esclusivamente gli spostamenti in automobile).</p>
<p style="text-align: justify;">Ultimamente, inutile dirlo, ci sono meno soldi e le persone sono più attente a come li spendono. Fa ben sperare che una delle spese maggiormente tagliate sia stata quella per l&#8217;automobile, a tutto vantaggio della bicicletta (<strong>l&#8217;anno scorso c&#8217;è stato uno storico sorpasso, nelle vendite di bici rispetto a quelle delle auto</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3. Raccontateci una giornata - tipo in Ciclofficina e come fanno i cittadini a venire a contatto con voi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alle 21.00 si apre la ciclofficina e subito dopo, a seconda della stagione, cominciano ad arrivare le persone, con le più svariate esigenze (o idee), si aiutano quelli che devono riparare qualcosa, si spiega ai neofiti come funziona le ciclofficina popolare, si ascolta chi vuole proporre un&#8217;iniziativa, ci si confronta mentre si beve una birra o una tazza di tè.. Il tutto è contornato da chiacchere, martellate e a volte pure musica! <strong>I nostri canali d&#8217;informazione sono prevalentemente su internet</strong>, attraverso il <a href="http://sistemaciclofficinico.blogspot.it/">blog</a>, la newsletter ed il <a href="https://www.facebook.com/ciclofficina.modena">profilo Facebook</a> comunichiamo le varie iniziative (anche quelle promosse da altri) e condividiamo ciò che succede durante le serate d&#8217;apertura. Spesso le persone vengono a conoscenza della ciclofficina anche tramite il passaparola o per via di alcuni eventi che hanno riscosso particolare successo, come le aste di beneficenza o i laboratori di ciclomeccanica in piazza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4. Quale viaggio in bicicletta consigliereste ai nostri lettori?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mah, a dir la verità non sono espertissimo di percorsi famosi e tour estenuanti. Quello che mi sento di consigliare a chiunque, soprattutto chi non ha mai ancora inforcato la bicicletta, se non per andare in centro o al parco, è semplicemente di farlo. Prendete la bici e andate a trovare qualcuno, fuori città (magari in un bel posto!). Oppure caricatela sul treno e andate a visitare un luogo nuovo, seguite un fiume, vagate senza meta per le strade della città che ancora non conoscete. <strong>Se alla fine proverete quella sensazione di conquista e sarete contenti delle cose che avete visto, allora è fatta, non fermatevi più!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5. In Italia esiste una coscienza politica/sociale sul ruolo della bicicletta come nei paesi del nord europa? piste ciclabili, cultura della bicicletta, concetto di movimento dolce ecc&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In passato non vi era ombra di politiche a supporto della cosiddetta &#8220;mobilità dolce&#8221;, anche perchè l&#8217;interesse dei cittadini era basso. Ultimamente le cose stanno cambiando: come ho detto prima, sempre più persone iniziano a muoversi in bicicletta, non più solo alla domenica, ci vanno al lavoro e a fare la spesa, tutti i giorni! Di conseguenza le amministrazioni pubbliche dovrebbero registrare il cambiamento e prendere provvedimenti, ma quasi mai è così. Per questo motivo, in questi ultimi due anni, sono sorti dei movimenti popolari organizzati, quali <a href="http://www.salvaiciclisti.it/">#salvaiciclisti</a> e il più recente <a href="http://www.mobilitanuova.it/">Rete Mobilità Nuova</a>, per chiedere ai governi, soprattutto locali, di rivedere i piani di mobilità tenendo in considerazione che le città (e le strade) non devono essere progettate solamente per i motori, ma anche per le persone e soprattutto per tutelarne la sicurezza.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/ciclofficina-modena-2.jpg"><img class="wp-image-6506 aligncenter" title="ciclofficina modena 2" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/ciclofficina-modena-2-1024x768.jpg" alt="" width="552" height="415" /></a></p>
<p style="text-align: right;">Blog IT.A.CA&#8217;<br />
<strong>Gli studenti del CAF </strong></p>
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		<title>WOMEN URBAN GAME</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 13:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[IT.A.CA'_Contest]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[couchsurfing]]></category>
		<category><![CDATA[IT.A.CA']]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[turismo responsabile]]></category>
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		<description><![CDATA[WOMEN URBAN GAME: maratona letteraria urbana al femminile Sabato 1 giugno 2013 &#8211; Piazza Maggiore (BO) Hai voglia di raccontare la tua visione di viaggio sperimentando un’esperienza in bilico tra storytelling e gioco? Prendi parte all’Urban Game che si terrà SABATO 1 GIUGNO 2013 nelle strade del centro di Bologna, organizzato nell’ambito della V Edizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">WOMEN URBAN GAME: maratona letteraria urbana al femminile</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Sabato 1 giugno 2013 &#8211; Piazza Maggiore (BO)</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Hai voglia di raccontare la tua visione di viaggio sperimentando un’esperienza in bilico tra storytelling e gioco?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/valigia-di-libri.jpg"><img class=" wp-image-6419 alignleft" title="valigia di libri" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/valigia-di-libri.jpg" alt="" width="298" height="384" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Prendi parte all’<em><strong>Urban Game</strong></em> che si terrà <strong>SABATO 1 GIUGNO 2013</strong> nelle strade del centro di Bologna, organizzato nell’ambito della V Edizione di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile</p>
<p style="text-align: justify;">Si partecipa in squadra facendo correre dei racconti attraverso le strade del centro storico di Bologna, dando vita a una narrazione a più voci, che si snoda di testimone in testimone, di strada in strada, di negozio in negozio, di bottega in bottega. Le squadre si confronteranno in un urban game che celebra l’unione di oralità e scrittura, racconto privato e pubblico, storie vissute, raccontate e scritte, il tutto filtrato attraverso lo sguardo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TEMA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Piazza Maggiore sarà la stazione di partenza e arrivo della maratona di lettura e scrittura collettiva interamente dedicata al racconto di viaggio femminile.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi mai le rappresentazioni del viaggio accendono le luci sulle donne, le narrazioni femminili continuano ad essere ancora oggi disperse, frammentate e marginali, nonostante le donne siano da sempre protagoniste di storie di viaggi: artiste, scrittrici, poetesse, registe, giornaliste, contribuiscono a leggere, interpretare e dar voce al viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">La maratona ha l’obiettivo di rintracciare e valorizzare sguardi ed esperienze di viaggio di donne attraverso itinerari letterari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PREMI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1 week end B&amp;B x 2 persone presso l&#8217;<a href="http://www.caravanserraglio.com" target="_blank">Agriturismo Caravanserraglio</a> di Serrapetrona (Marche)</p>
<p style="text-align: justify;">1 giornata e 1 notte negli alloggi dell’associazione <a href="http://www.ilvagabondo.org/" target="_blank">Il Vagabondo</a> presso la città di Matera (Basilicata)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>REGOLE DEL GIOCO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’Urban Game avrà come stazione di partenza e di arrivo P.zza Maggiore<br />
Inizierà alle ore 16.00 e si concluderà alle ore 20.00</p>
<p style="text-align: justify;">La maratona letteraria traccerà itinerari cittadini proposti dalle squadre, ricordando il gioco del “Cadavre Exquis Surrealista”: le lettrici e i lettori coinvolti proporranno un incipit per una storia e ogni gruppo avrà il compito di continuare la narrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni partecipante leggerà qualche pagina del libro scelto o del racconto prodotto di fronte a una platea improvvisata. Al termine della lettura, il testimone verrà passato a un altro lettore o lettrice. I testi e i racconti letti dovranno essere scritti da donne e le pagine lette dovranno avere attinenza con la tematica del viaggio e dell’incontro oppure con i temi di qeusta Edizione di IT.A.CÀ.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il gioco ogni squadra dovrà caricare su facebook, nella pagina dell’evento women urban game, le foto che segnano il passaggio dai luoghi inseriti nel percorso proposto e un inserire un commento oppure parte del racconto creato o un frammento del libro letto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gioco si concluderà con la “cattura” dei passanti e delle passanti: ogni squadra dovrà cedere il testimone al pubblico a cui sarà chiesto di leggere gli ultimi brani.</p>
<p style="text-align: justify;">I vincitori verranno sorteggiati tra gli iscritti all’urban game.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/donna-valigia-viaggio_550x574.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-6420" title="donna-valigia-viaggio_550x574" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/donna-valigia-viaggio_550x574.jpg" alt="" width="287" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>COME PARTECIPARE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Inviare l’iscrizione all’indirizzo e-mail <strong>womenurbangame@gmail.com</strong> entro il <strong><span style="color: #ff6600;">31 maggio 2013</span></strong> indicando:</p>
<ul>
<li>Il nome della squadra (nel caso in cui si partecipa con una squadra già formata)</li>
<li>Il nome di ogni partecipante della squadra/il nome del singolo partecipante</li>
<li>La sezione in cui si partecipa (lettura o scrittura)</li>
<li>Il titolo del percorso, l’itinerario e i testi scelti</li>
</ul>
<p><strong>EVENTO ORGANIZZATO DA</strong></p>
<table width="100%" border="0">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/Logo_CS_high_res.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6421" title="Logo_CS_high_res" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/Logo_CS_high_res.jpg" alt="" width="138" height="87" /></a></td>
<td><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/Manu-Logo.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6475" title="Manu - Logo" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/Manu-Logo-300x149.jpg" alt="" width="180" height="89" /></a></td>
<td><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/Logo-ITACA-new-OK.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-6423" title="Logo ITACA new OK" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/Logo-ITACA-new-OK-822x1024.jpg" alt="" width="88" height="109" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>SPONSOR</strong></p>
<p><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/ilVagabOrg54GREY.tif"><img class="alignleft  wp-image-6531" title="ilVagabOrg5,4GREY" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/ilVagabOrg54GREY.tif" alt="" width="139" height="67" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In viaggio verso IT.A.CÀ con Viaggiare Libera</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 10:52:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sonia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Buon lunedì a tutti voi cari amici IT.A.CÀ; iniziamo la settimana con l&#8217;intervista a Valentina, una blogger che dal 2004 lavora in un agriturismo dove si occupa di ricettività turistica. Scrive a tal proposito: &#8220;La mia vita è sempre stata caratterizzata dall&#8217;Ospitalità: quando sono nella mia terra ospito i viaggiatori, quando sono in viaggio vengo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Buon lunedì a tutti voi cari amici IT.A.CÀ; i</span><span style="color: #000000;">niziamo la settimana con l&#8217;intervista a Valentina, una blogger che dal 2004 lavora in un agriturismo dove si occupa di ricettività turistica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Scrive a tal proposito: &#8220;<em>La mia vita è sempre stata caratterizzata dall&#8217;Ospitalità: quando sono nella mia terra ospito i viaggiatori, quando sono in viaggio vengo ospitata</em>&#8220;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Valentina si racconta nel suo blog</span> <a href="http://www.viaggiarelibera.com/">Viaggiare libera</a><span style="color: #000000;">, e si descrive come una persona umile e semplice, che ama la natura, ama viaggiare ed esplorare il mondo entrando in contatto con i luoghi e la comunità ospitante. Non ama particolarmente la città e la vita caotica, piuttosto preferisce vivere  e spostarsi in zone rurali che si avvicinano maggiormente al suo stile di vita. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Vede nel viaggio un modo per acquisire conoscenze nonché un percorso di vita personale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>1. Secondo te c&#8217;è differenza tra turista e viaggiatore? In che consiste?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’opinione comune dipinge solitamente il viaggiatore come un personaggio amante dell’avventura mentre il turista è inteso come colui che predilige mete stanziali per relax o divertimento. Seguendo questa linea di pensiero occorre fare qualche precisazione: un viaggiatore non è necessariamente una persona avventurosa e intrepida. Anche un backpacker, facilmente &#8220;etichettato&#8221; come viaggiatore, potrebbe invece comportarsi come un turista se la sua principale preoccupazione è scattare foto per vantarsene con gli amici al ritorno. Ugualmente un sessantenne con berretto e macchina fotografica, facilmente &#8220;etichettato&#8221; come turista, potrebbe invece comportarsi da viaggiatore. La differenza sostanziale sta nell&#8217;approccio mentale al viaggio, nella presenza di curiosità. Il viaggiatore esplora l&#8217;ambiente circostante alla ricerca di esperienze, emozioni, incontri, è affascinato dall&#8217;ignoto, ricerca e accoglie la diversità e considera costruttive e parte del viaggio anche le esperienze negative. Un turista tende invece a fare una vacanza, a percorrere strade già preparate per lui, ricerca evasione dalla quotidianità e svago. Non è incuriosito dalla diversità, a volte cerca addirittura una riproduzione della sua cultura in altri continenti, sceglie un villaggio turistico o una crociera e pretende di mangiare le lasagne in Africa. Non vede il viaggio come un momento di apprendimento, ma come momento di consumo. In realtà la parola turista non è negativa, perchè include anche i viaggiatori (turista = chiunque viaggi in paesi diversi dalla residenza abituale per un periodo di almeno una notte) ma del resto le parole, anche se simili, servono proprio per distinguere. In questo caso evidenziano le diverse sfumature del concetto di viaggio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>2. Cosa significa, per te, viaggiare responsabile?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Fino a poco tempo fa il viaggiatore responsabile era, nell’ immaginario collettivo dei non addetti ai lavori, un avventuriero con zaino sulle spalle che rinunciava ai comforts, si lavava con acqua fredda, mangiava al mercato, faceva trekking stremanti e visitava o faceva volontariato in progetti di cooperazione. Ci ricordiamo di quel famoso articolo uscito su un quotidiano nazionale che, poco tempo fa, diceva “noi lo chiamiamo safari umano, altri, con più elegante linguaggio lo chiamano turismo consapevole”?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Fortunatamente negli ultimi tempi il concetto di turismo responsabile si è diffuso e oltre al turismo avventura, al turismo sociale e al turismo comunitario include anche l’ eco-turismo e il turismo rurale. Non ha importanza dunque il tipo di viaggio, il viaggiatore responsabile si distingue dagli altri perchè ha la consapevolezza che ogni destinazione è la casa di qualcun altro. Ciò che rende un viaggio responsabile è il comportamento dell&#8217;ospite nei confronti dei padroni di casa: ridurre al minimo il proprio impatto ambientale, rispettare le usanze del posto, scegliere strutture turistiche a gestione locale e adottare tutti gli accorgimenti che potrebbe avere un buon OSPITE, dovunque egli sia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>3) come può il turismo responsabile contribuire allo sviluppo economico e sociale di un territorio?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il turismo responsabile pone al centro l&#8217;economia locale che trae un vantaggio dalla presenza di turisti, cosa che spesso non accade nel turismo di massa. Il turismo responsabile, attuato correttamente, informa, sensibilizza e comunica facendo da ponte tra due mondi. Il viaggio diventa una forma di scambio, non di consumo passivo e questo non può che contribuire al miglioramento della situazione socio-economica di un territorio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>4) come dovrebbe essere utilizzata la creatività per promuovere il turismo responsabile in piccole comunità, città o grandi metropoli?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Prima di tutto educazione e comunicazione: spesso le persone non sanno quali sono gli effetti di un loro comportamento durante una vacanza o un viaggio. Educare le persone a scegliere il turismo responsabile promuoverà di conseguenza le proposte di chi crea l’offerta turistica di questo tipo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’Italia è ricca di tradizioni, spesso custodite in piccole comunità che faticano a promuoversi. I contadini non posso darsi al web-marketing, le agenzie di comunicazione costano troppo, le associazioni si basano troppo sul volontariato e questo non fa che limitare la promozione delle piccole realtà. Questo è un ostacolo che bisogna superare, deve nascere da parte di chi propone turismo la consapevolezza che bisogna investire per promuoversi, che basarsi esclusivamente sul volontariato dà discontinuità e inefficienza. Chi fa comunicazione invece deve rendersi conto che c’è un’altra fetta di mercato, i “piccoli”, a cui devono rivolgersi in modo diverso dai “grandi”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Parlando invece di turismo responsabile in “paesi in via di sviluppo”(così definiti, ma anche qui ci sarebbe tanto da dire sul concetto di sviluppo) credo che il turismo responsabile &#8211; per uscire dalla nicchia e ridurre concretamente il disastroso impatto del turismo di massa -dovrebbe ampliare il proprio target creando alternative per i turisti stanziali. Oltre agli itinerari per curiosi e avventurosi sarebbe utile conquistare l&#8217;altra &#8220;fetta di mercato&#8221; proponendo anche mete rilassanti. Ci ho pensato mentre cercavo un viaggio per i miei genitori che cercavano qualcosa di sostenibile, ma non troppo faticoso (data l’età) o costoso. La maggior parte della proposta turistica responsabile va dagli impegnativi viaggi itineranti ai costosi e lussuosi eco-resort&#8230; sarebbe bello creare una via di mezzo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>5) daresti un consiglio ai viaggiatori che ci stanno leggendo su come prepararsi al meglio per affrontare il viaggio?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>Un viaggio comincia prima della partenza</em>: informatevi, leggete guide, diari e letteratura di viaggio. Studiate la storia e la cultura del posto. Imparate qualche frase in lingua locale (non quella coloniale), la gente apprezzerà il vostro sforzo e comunicherete con più facilità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Una delle canzoni preferite da Valentina e che ascolta durante il suo viaggio &#8220;tipico&#8221; è: Don&#8217;t worry&#8221; Playing fo Change, Song around the World</span></p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tAjFnJuk1Aw"><img src="http://img.youtube.com/vi/tAjFnJuk1Aw/hqdefault.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tAjFnJuk1Aw">Click here</a> to view the video on YouTube.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La foto è stata scattata  in un villaggio sulle Ande centrali dell&#8217;Ecuador nel 2009</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/Valentina-004.jpg"><img class=" wp-image-6411 aligncenter" title="Valentina 004" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/Valentina-004-1024x768.jpg" alt="" width="645" height="484" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”<br />
</span><span style="color: #000000;"><strong>Angela Pizzi</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pedalalenta</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 09:34:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sonia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari amici di IT.A.CÀ come avevamo annunciato in un post precedente oggi pubblichiamo la prima intervista fatta dagli studenti del CAF - Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili, promosso da Ces.Co.Com (Università di Bologna) a realtà e associazioni che si occupano di turismo responsabile e sostenibilità. Quindi diamo il via a questa collaborazione lasciandovi al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari amici di IT.A.CÀ come avevamo annunciato in un post precedente oggi pubblichiamo la prima intervista fatta dagli studenti del CAF - <strong><a href="http://marraiafura.com/comunicazione-e-marketing-dei-consumi-sostenibili-corso-di-alta-formazione-a-bologna/" target="_blank">Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili</a></strong>, promosso da <strong><a href="http://www.cescocom.eu/comunicazione-e-marketing-dei-consumi-sostenibili/" target="_blank">Ces.Co.Com</a> </strong>(Università di Bologna) a realtà e associazioni che si occupano di turismo responsabile e sostenibilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi diamo il via a questa collaborazione lasciandovi al vostro weekend con un’intervista ad <strong>Andrea Ballandi</strong>, presidente dell’<strong>Associazione I Pedalalenta</strong> che dal 2001 promuovono sul territorio di Castel Maggiore (BO) l’uso della bicicletta lungo tragitti percorribili da tutti senza particolari doti agonistiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="3- renoPARCOFLUVIA LE2.JPG_713" href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/3-renoPARCOFLUVIA-LE2.JPG_713.jpg"><img class="aligncenter" title="3- renoPARCOFLUVIA LE2.JPG_713" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/3-renoPARCOFLUVIA-LE2.JPG_713-1024x766.jpg" alt="" width="368" height="276" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">I <a href="http://www.pedalalenta.it/">Pedalalenta</a> lavorano per tracciare percorsi, per ricavare itinerari nel paesaggio urbano, per una città pedalabile. Sostengono la bicicletta come mezzo di trasporto, di socializzazione, di rispetto e di cultura; non credono nell’agonismo fine a sé stesso, del primo che arriva, ma supportano la logica del gruppo, dell’esperienza condivisa e dell’aiuto reciproco. I Pedalalenta sono per la bicicletta quello che lo slow-food è per il cibo, il gusto del e nel fare, l’assaporare i momenti, il vivere ad un’altra velocità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1. La bici può essere considerato il mezzo per antonomasia del turismo responsabile?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Definirla “<strong>mezzo per antonomasia del turismo responsabile</strong>” potrebbe essere una visione decisamente egocentrica, pardon, ciclocentrica. E’ sicuramente candidata, per le sue caratteristiche di <strong>basso impatto ambientale ed alto impatto emozionale</strong>, ad uno dei ruoli di protagonista, in uno scenario nel quale tutti gli attori danno il meglio di sé proprio quando collaborano tra loro in una rete di reciproci scambi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2. Come è cambiata negli anni l’immagine della nostra amica bicicletta?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’immagine della bicicletta è in costante evoluzione e segue filoni molto differenti tra di loro. Uno dei filoni sui quali lavoriamo da sempre è la <strong>quotidianizzazione del mezzo ciclistico</strong>. La nostra missione, sottolineata anche nel nostro slogan ”<strong>ciclismo quotidiano</strong>“, è quella di dare un’immagine della bicicletta come di un mezzo utilizzabile a trecentosessanta gradi e perfetta trecentosessantacinque giorni l’anno, sia che ci si vada al lavoro, in vacanza, a scuola, a passeggio, a far compere, a prendere un aperitivo con gli amici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3. Si può parlare di turismo responsabile riferito ai vostri tour?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Speriamo proprio! Altrimenti saremmo sulla strada sbagliata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4. Quale viaggio in bicicletta consigliereste ai nostri lettori?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Decisamente “<strong>la via del Mare</strong>“, il percorso che proponiamo quasi ogni anno che unisce Bologna al Mare Adriatico in due giorni trascorsi a contatto con la natura, tra i fenicotteri e la storia (dai moti garibaldini alle bonifiche del delta padano). Percorso che poi, visto che tocca alcune fra le principali direttive ciclistiche Nord/Sud, può essere esteso da un lato fino a Ferrara e Venezia, dall’altro fino a Ravenna e a tutta la riviera romagnola e marchigiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5. In Italia esiste una coscienza politica/sociale sul ruolo della bicicletta come nei paesi del nord Europa? (piste ciclabili, cultura della bicicletta, concetto di movimento dolce ecc….)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I paesi del Nord Europa sono decisamente più avanzati di noi, sia dal punto di vista organizzativo (pensiamo all’immensa rete ciclabile tracciata da ANWB in Olanda) che culturale (basta vedere la strategicità che il trasporto ciclistico ricopre nella considerazione degli utenti della strada e dei politici dei paesi settentrionali e il rispetto che viene riservato ai ciclisti ed alle loro esigenze). Ma questo ci dà, anche se il ritardo è forte, un buon vantaggio: abbiamo tante esperienze alle quali ispirarci. C’è da dire che qualche timido segnale si sta vedendo anche da noi, pensiamo ai <strong>tentativi di pedonalizzazione del centro storico di Bologna</strong> (che dalla fase sperimentale dovrebbero entrare in una fase più organica) e le recentissime attenzioni che il Comune sta dedicando alla creazione di percorsi alternativi nel caso di indisponibilità delle ciclabili. Non è ancora abbastanza, ma crediamo che più la base dei cicloutenti si allargherà più le istituzioni non potranno fare a meno di iniziare a considerarci <strong>una grande opportunità da non trascurare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Foto che al meglio rappresenti la vostra realtà •• </strong><em>I Pedalalenta sulla Via del Mare, davanti all’Ostello di Campotto.</em></p>
<p style="text-align: center;"><a title="pedalalenta" href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/pedalalenta.jpg"><img class="aligncenter" title="pedalalenta" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/pedalalenta-1024x682.jpg" alt="" width="574" height="382" /></a></p>
<p style="text-align: right;">Blog IT.A.CÀ<br />
<strong>Gli studenti del CAF</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tra gli ulivi delle terre occupate in Palestina</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 10:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sonia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era il 10 Marzo 1948, quando a Tel Aviv, “in un freddo pomeriggio, un gruppo di undici uomini, dirigenti sionisti veterani insieme a giovani ufficiali militari ebrei, diedero il tocco finale al piano di pulizia etnica della Palestina” (Ilan Pappe,”La pulizia etnica della Palestina” 2008). Quel tocco finale venne chiamato Piano Dalet e, con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Era il 10 Marzo 1948, quando a Tel Aviv, “<em>in un freddo pomeriggio, un gruppo di undici uomini, dirigenti sionisti veterani insieme a giovani ufficiali militari ebrei, diedero il tocco finale al piano di pulizia etnica della Palestina</em>” (Ilan Pappe,”<a href="http://www.ibs.it/code/9788881129089/pappeacute/pulizia-etnica-della.html">La pulizia etnica della Palestina</a>” 2008).</p>
<p style="text-align: justify;">Quel tocco finale venne chiamato Piano Dalet e, con la sua attuazione sistematica ed efficiente a partire dalla sera stessa, i sionisti, che avevano già iniziato anni prima ad occupare la Palestina, diedero il via ufficialmente alla Pulizia Etnica dei suoi abitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Da allora sono trascorsi più di 60 anni di guerre in Palestina, corrispondenti a più di 60 anni di <em>quasi</em> ignoranza e <em>quasi</em> menefreghismo da parte nostra, come se non ne fossimo testimoni o responsabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi però è per quel “quasi” che voglio scrivere. C’è sempre un “quasi”, c’è sempre una piccola percentuale di chi è presente e resiste al fianco di chi combatte la sua lotta quotidiana. Come se fosse la propria.</p>
<div id="attachment_6371" class="wp-caption aligncenter" style="width: 562px"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/a.jpg"><img class=" wp-image-6371   " title="a" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/a-1024x464.jpg" alt="" width="552" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Deir Istiya, Area del Salfit, West Bank.</p></div>
<p style="text-align: justify;">L’associazione bolognese <a href="http://www.gruppoyoda.org/">Yoda</a> (<strong>Youths For Development Alchemy</strong>) fa parte di quella percentuale e, tra le tante attività di cooperazione, volontariato ed educazione, è impegnata nell’organizzazione di campi di volontariato di 2 settimane nelle terre Palestinesi occupate. Questi campi sono il frutto della collaborazione tra l’associazione Yoda e l’organizzazione non governativa <a href="http://www.gvc-italia.org/">GVC</a> che lavora da anni nei territori occupati, supportando le comunità agricole colpite dalla costruzione del muro nel nord della Cisgiordania con progetti sia d’emergenza che di sviluppo, finanziati da <strong>Commissione Europea</strong>, <strong>UTL</strong>, <strong>FAO</strong> e <strong>Regione Emilia Romagna</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la controparte locale, il campo è in collaborazione con <strong>Union of Agricultural Work Committees</strong> – <a href="http://www.uawc-pal.org/MainEn.aspx">UAWC</a> che vanta un’esperienza di lunga data nel settore agricolo in generale e olivicolo-oleicolo in particolare. La UAWC gestisce ed organizza i comitati di agricoltori, funge da intermediario a livello commerciale tra gli olivicoltori e i compratori internazionali ed è inoltre referente per la certificazione equo e solidale dell’olio prodotto (<strong>FLO International – Fairtrade Labelling Organisation</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">GVC e UAW hanno avviato dal 2008 un programma di sostegno all’innovazione del settore olivicolo e oleicolo, con particolare attenzione al miglioramento della qualità dell’olio d’oliva per il suo adeguamento ai parametri qualitativi internazionali. L’obiettivo di questa serie di interventi è quello di aumentare e rendere più stabili i redditi agricoli, favorendo l’accesso degli olivicoltori palestinesi, anche dei produttori più piccoli, ai mercati internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">I viaggiatori/volontari che partecipano ai viaggi di Yoda sono coinvolti proprio nella raccolta dello olive insieme alle famiglie locali, nella zona di <strong>Deir Istiya</strong> (<strong>Salfit area-West Bank</strong>), al fine di velocizzare le operazioni e di raggiungere in giornata le quantità minime che permettono la molitura al frantoio. Nel seguente video vengono spiegati accuratamente il contesto e le attività svolte dai volontari.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=qvNFb7fnpbc"><img src="http://img.youtube.com/vi/qvNFb7fnpbc/hqdefault.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=qvNFb7fnpbc">Click here</a> to view the video on YouTube.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i partecipanti ai campi c’è stato <strong>Roberto Frongia</strong>, ingegnere civile di Cagliari, il cui interesse per la geopolitica e le politiche economiche, ha fatto si che viaggiasse per due anni di seguito insieme a Yoda, prima come volontario nel 2011 e poi come accompagnatore l’anno successivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Con queste parole Roberto ci spiega le motivazioni che lo hanno spinto alla partenza :</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>La decisione di partecipare ad un campo di volontariato in Palestina è stata dettata dalla necessità di voler aprire gli occhi e di vivere in prima persona la realtà di un paese a cui viene impedito di esprimere la propria situazione. Avrei potuto rimanere a casa a leggere e ad informarmi sul conflitto arabo-israeliano, ma sentivo che non avrei mai raggiunto la giusta consapevolezza sulla questione. <strong>L’unico modo per “capire” era partire</strong></em>”.</p>
<div id="attachment_6372" class="wp-caption aligncenter" style="width: 440px"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/b.jpg"><img class=" wp-image-6372  " title="b" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/b-767x1024.jpg" alt="" width="430" height="574" /></a><p class="wp-caption-text">Mas’ha, 5 Km ad est della Green Line, West Bank. Hani Amer, una vita tra il Muro dell’Apartheid e la colonia illegale Elkana.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Roberto non nasconde le difficoltà di comprensione di una realtà tanto complessa ed eterogenea come quella Palestinese: “<em>Le due settimane trascorse tra gli agricoltori palestinesi mi hanno aperto un mondo su qualcosa che credevo di conoscere già abbastanza bene e devo ammettere che nonostante l’esperienza fatta ora ho le idee più confuse di prima. Infatti la Palestina è probabilmente una delle più eterogenee e complesse del pianeta e non basterebbe una vita per comprenderla appieno. Il conflitto, come conseguenza di un secolo di brutali politiche coloniali, ha condotto i popoli soggetti a tali violenze ad adattarsi, producendo degli effetti talmente variegati da destare confusione e smarrimento. In Palestina ci si può imbattere in persone talmente piene di odio da non riuscire a dissimularlo neanche in un semplice saluto, cosi come si possono incontrare ragazzi che ad una domanda sul conflitto riescono a risponderti solo che le persone, siano esse palestinesi o israeliane, avrebbero bisogno solo di tranquillità.</em>”</p>
<p style="text-align: justify;">Ma nonostante questo senso di turbamento Roberto ha ben chiaro ciò che noi possiamo e dobbiamo fare: “<em>Quello che possiamo fare noi è visitare quei luoghi e portare la nostra vicinanza, insieme alla promessa di dare voce alle loro battaglie anche nei nostri contesti.</em>” Il video successivo è un esempio di questa promessa di trasmissione. Si tratta di interviste compiute dai volontari dell’associazione Yoda a Gerusalemme riguardo il cosiddetto <strong>muro della vergogna</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ClIBnONFWWQ"><img src="http://img.youtube.com/vi/ClIBnONFWWQ/hqdefault.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ClIBnONFWWQ">Click here</a> to view the video on YouTube.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;">Roberto infine ci ricorda un aspetto molto importante: “<em>La Palestina è anche una terra di cui innamorarsi: non è possibile visitarla senza la prospettiva di ritornarci perché è talmente piena di vitalità da farti rimettere in discussione qualsiasi certezza</em>”. Palestina dunque non significa solo conflitto, e visitarla non significa solo attivismo socio-politico. Si tratta di un paese ricco di risorse naturalistiche ed artistiche, una terra meravigliosa da visitare, esplorare ed amare…. Ecco perché la seconda settimana di viaggio il gruppo si sposterà a Gerusalemme per la visita di diverse città e luoghi di interesse, tra cui Nablus, Qalqilya, Ramallah, Hebron e Jerico e per incontrare le associazioni e i movimenti pacifisti locali. Sfatiamo questo fastidioso mito per cui il turismo responsabile significa solo impegno, fatica, scomodità e lavoro!! Anche noi siamo umani, anche noi vogliamo un po’ di sano e utile turismo!! Tutto sta nell’unire questo aspetto all’ impegno sociale, politico ed economico. Una sottile differenza capace di trasformare noi e la nostra maniera di vedere e visitare il mondo.</p>
<div id="attachment_6373" class="wp-caption aligncenter" style="width: 452px"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/c.jpg"><img class=" wp-image-6373    " title="c" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/c-1024x745.jpg" alt="" width="442" height="321" /></a><p class="wp-caption-text">Deir Istiya, relax al Coffee Shop dopo una giornata di lavoro nei campi.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tra i campi a raccogliere le olive e a portarle tempestivamente al frantoio, c’era anche <strong>Elisa Tondo</strong>, 29 anni, di Taranto, partita per rispondere ad un’urgente bisogno interiore di fare finalmente chiarezza su una situazione troppo ardua da comprendere a distanza, soprattutto per via della falsificazione mediatica:</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Il viaggio in Palestina ha letteralmente cambiato la mia visione del conflitto: ascoltare le testimonianze di giovani palestinesi e le difficoltà che si riscontrano quotidianamente vivendo sotto un’occupazione violenta come quella sionista, mi ha realmente reso cosciente di quello che accade in quei luoghi, una realtà costantemente tenuta nascosta o mistificata dall’Occidente.</em>”</p>
<p style="text-align: justify;">Elisa ci racconta come quel viaggio , compiuto nel 2011, gli ha permesso di aprire gli occhi su una situazione tanto critica e delicata. Nelle sue parole possiamo percepire la durezza e l’amarezza di chi ha visto con i propri occhi la brutalità di quella realtà:</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Il viaggio in Palestina ha reso più chiaro tutto questo: il paradigma sionista al potere nel corso degli anni ha condotto ad una situazione insostenibile da molti paragonata al Sudafrica dell’apartheid. Una situazione nella quale la costruzione di una rete di strade per soli coloni, l’adozione di targhe automobilistiche di colore differente, la miriade di check point ed insediamenti illegali di coloni aggressivi e ultra-nazionalisti sparsi lungo l’intero territorio della West Bank e il muro della vergogna e dell’apartheid, rendono il territorio della Cisgiordania talmente frammentato e sconnesso che parlare di Two-State solution appare oggi quanto mai meschino</em>”.</p>
<div id="attachment_6374" class="wp-caption aligncenter" style="width: 462px"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/d.jpg"><img class=" wp-image-6374   " title="d" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/d.jpg" alt="" width="452" height="339" /></a><p class="wp-caption-text">Azzum Atma, West Bank. Giornata di mobilitazione con il PARC (Palestinian Agricultural Relief Committees) in sostegno degli agricoltori palestinesi.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Elisa sottolinea anche l’importanza della resistenza pacifica condotta con una sorprendente ed ammirevole perseveranza dai collettivi popolari, i quali, piuttosto che scegliere una facile risposta violenta preferiscono la forza delle loro parole e delle loro azioni di continua ricostruzione di ciò che viene loro distrutto:</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>L’incontro e la vicinanza di giovani palestinesi mi ha inoltre reso cosciente della centralità dei diritti umani, costantemente calpestati da un’occupazione brutale, alla quale i palestinesi rispondono attraverso una quotidiana resistenza non violenta, unica via per il raggiungimento della pace. E’ stato quindi un viaggio verso la consapevolezza e la comprensione di come, ognuno di noi possa compiere qualcosa di importante ed agire nel rispetto dell’Altro attraverso piccoli gesti quotidiani</em>”.</p>
<div id="attachment_6375" class="wp-caption aligncenter" style="width: 465px"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/e.jpg"><img class=" wp-image-6375   " title="e" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/e-738x1024.jpg" alt="" width="455" height="631" /></a><p class="wp-caption-text">Suk di Hebron. Rete posta sul mercato della città vecchia a causa del pericoloso lancio di oggetti da parte dei coloni residenti nelle abitazioni al di sopra del mercato arabo.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Anche lei, come Roberto ha perfettamente chiaro ciò che tutti noi potremmo, anzi dovremmo fare, nel nome di principi quali la difesa dei diritti umani, la libertà e la democrazia. Non ci sono mezzi termini, occorre scegliere da quale lato della civiltà si vuole stare:</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>E’ necessario a mio avviso visitare quei luoghi e divenire testimoni di quanto accade in quell’angolo di mondo. Supportare la resistenza palestinese, ovunque ci si trovi, è un dovere per chiunque abbia a cuore i diritti umani e il rispetto del diritto internazionale, è un atto di civiltà nei confronti di un popolo che vive sotto un’occupazione militare violenta, è una sfida nei confronti del gigante che si trova dalla parte del torto e dell’ingiustizia. La posta in gioco è alta e riguarda il nostro modo di vivere: si può rimanere indifferenti oppure mettersi in viaggio dalla parte della giustizia.</em>”</p>
<div id="attachment_6376" class="wp-caption aligncenter" style="width: 462px"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/f.jpg"><img class=" wp-image-6376   " title="f" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/f-1024x867.jpg" alt="" width="452" height="383" /></a><p class="wp-caption-text">Ingresso di Shuhada Street, la più importante strada di Hebron, chiusa dall’esercito israeliano per permettere ad un esiguo numero di coloni israeliani (600) di occupare il centro della città, costituita da circa 160.000 palestinesi.</p></div>
<p style="text-align: justify;">E’ vero, si tratta di scegliere. Scegliere tra un cammino di vita e di viaggio indifferenti e distruttivi e la via alternativa, quella in salita, quella più difficile, quella del turismo responsabile. Turismo responsabile non significa nient’altro che rendersi responsabili delle proprie azioni e in questo caso tali azioni sono riassumibili nell’aver permesso e nel permettere tutt’oggi ad Israele di perpetrare crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Andare in Palestina e raccontare ciò che si è visto, attraverso scritti, fotografie, video o qualsivoglia forma di espressione e condivisione, ci aiuta ad assumerci questa responsabilità, per noi e per le prossime generazioni. Per trasmettere loro che è possibile far parte di quel piccolo “quasi”, di quella piccola percentuale che non chiude gli occhi né tappa la bocca. Come ci dice Roberto: “<em>Ho imparato che anche se non ci sentiamo coinvolti, siamo comunque anche noi responsabili delle ingiustizie, e diventiamo colpevoli e complici se facciamo finta di non vederle. <strong>Quando si è capaci di assumersi queste responsabilità, solo allora si è veramente liberi</strong></em>”.</p>
<p style="text-align: right;">Redazione Blog IT.A.CA&#8217;<br />
<strong>Sara Petrozzi</strong></p>
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		<title>Il turismo responsabile come promotore di sviluppo locale</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 09:51:07 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>L’essere umano ha sempre viaggiato, e ancora oggi, nel mondo, una persona su sei realizza ogni anno un viaggio a scopo turistico fuori dal proprio paese, facendo così del turismo uno dei principali settori dell’economia mondiale. L’aumento del tempo libero e del reddito pro-capite disponibile, lo sviluppo delle comunicazioni e dei trasporti che permettono di raggiungere ogni angolo del pianeta in tempi brevi e a basso costo, l’espansione delle strutture di accoglienza e le migliorate condizioni sanitarie hanno fatto si che i turisti passassero da poche decine di milioni nell’immediato dopoguerra all’attuale miliardo.</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/libya-tuareg.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-6381" title="libya-tuareg" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/libya-tuareg.jpg" alt="" width="455" height="297" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il turismo è un’attività che ha la stessa importanza dell’industria e del commercio, è interessato da esportazioni e investimenti giganteschi e si dimostra, come nessun’altra attività antropica, resistente alla crisi e ai disastri. Ciò nonostante, richiama ancora lo svago, il viaggio o il riposo e, per la maggioranza dei nostri contemporanei, “fare turismo” è solo sinonimo di vacanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, nonostante una situazione di recessione prolungata, negli ultimi dieci anni il turismo rappresenta uno dei settori economici che ha avuto la crescita maggiore a livello mondiale. La spesa dei turisti per viaggi all’estero è raddoppiata e si prevede che nei prossimi dieci anni aumenti di un ulteriore 50%. Il trend di crescita che caratterizza il turismo internazionale è costante e di lungo periodo: se i dati evidenziano come nel 2012 più di un miliardo di persone ha compiuto un viaggio all’estero per turismo, non bisogna dimenticare che questa evidenza è in atto già dal 1980 e si attende che la crescita sarà̀ sostenuta anche nel prossimo ventennio. Considerando i flussi che si sono realizzati, dai circa 280 milioni di passeggeri del 1980 si è passati ai circa 900 del 2010, e per il 2030 è atteso che i passeggeri raddoppino, fino a arrivare ai 1,8 miliardi annui. Si tratta dunque di un tasso di crescita attesa medio nel cinquantennio (1980 – 2030) del 4% annuo (UNWTO 2012).</p>
<p style="text-align: justify;">La crescita costante del turismo, fenomeno che interessa tutte le diverse aree del globo, si configura dunque come un elemento da non trascurare in un periodo di recessione grave come quella attuale. Tanto più per quei Paesi che fino ad oggi hanno mantenuto un primato indiscusso per numero di arrivi di turisti internazionali e che oggi si trovano a dover fare i conti con un processo di globalizzazione che vede l’ascesa incalzante di nuove destinazioni. Ne è consapevole <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2010:0352:FIN:it:PDF" target="_blank">l’Unione Europea (UE)</a> che annovera il turismo tra le nuove priorità stabilite nella strategia «Europa 2020» volte a far si che l’Europa possa mantenere il primato di principale destinazione turistica mondiale. Consapevole del fatto che il turismo rappresenta la terza maggiore attività socio-economica dell’UE, generando più del 10% del PIL e fornendo circa il 12% dell’occupazione totale, la Commissione ha proposto un nuovo quadro di azioni coordinate in materia di turismo al fine di rafforzare la competitività e la capacità di crescita sostenibile del turismo europeo. Per quanto ad alcuni possa suonare come un ossimoro, la crescita sostenibile rappresenta uno dei quattro assi individuati dalla Commissione: nel nuovo quadro d’azione per il turismo europeo spicca infatti la necessità di «promuovere lo sviluppo di un turismo sostenibile, responsabile e di qualità».</p>
<p style="text-align: justify;">Il turismo rappresenta un settore fondamentale anche per l’economia del nostro Paese: anzitutto perché ha un forte peso sia in termini di PIL (circa il 9%) che di occupazione (circa il 10%); è inoltre un settore, forse l’unico, dove l’Italia ha un vantaggio competitivo forte e durevole nel tempo, da sfruttare per non perdere quote in un mercato internazionale che continuerà a essere positivo perché trainato dalla domanda delle economie ad alta crescita. Sembra essersene accorto finalmente anche il G<a href="http://www.governo.it/Mappa/" target="_blank">overno Italiano</a> che, dopo decenni caratterizzati dalla mancanza di un progetto politico sul turismo e da una governance turistica frammentata, ha pubblicato nel gennaio 2013 il primo Piano Strategico per lo sviluppo del turismo in Italia, intitolato «Turismo Italia 2020. Leadership, Lavoro, Sud». Il documento muove dall’evidente perdita di competitività̀ del nostro settore turistico, che ha visto scivolare l’Italia dal primo al quinto posto nella classifica mondiale delle destinazioni più visitate, per rilevare come il Bel Paese abbia ancora un ruolo rilevante nel turismo internazionale, sia in termini economici (le persone impegnate in questo settore sono circa 2,2 milioni, un lavoratore su dieci), sia perché offre grandi opportunità per la valorizzazione del nostro straordinario patrimonio storico e artistico, sia rispetto alla comunicazione delle identità dei territori, ma soprattutto in termini di attrazione di nuove risorse per la loro conservazione e rivalutazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il piano strategico elaborato dal Governo, pur mettendo in luce in luce le criticità dell’industria turistica italiana (problemi di governance del settore, promozione all’estero estremamente frammentata, nanismo delle imprese, limiti nella capacità di costruire prodotti turistici competitivi, infrastrutture insufficienti, formazione del personale inadeguata al mercato globale, difficoltà ad attrarre investimenti internazionali), propone alcune linee guida e individua un numero rilevante di azioni volte a migliorare la competitività del settore turistico nazionale. Su tutte, la necessità di avviare un cambiamento culturale in grado di focalizzare «il turismo come un’industria “glocal”, con competizione internazionale ma offerta locale, per la quale è fondamentale un coordinamento forte ed efficace tra Governo, Regioni e Province Autonome» (pag. 41). In Italia, la promozione turistica internazionale, che è svolta a livello regionale mediante le Agenzie di Promozione Turistica o gli Assessorati e a livello centrale mediante l’ENIT (Ente Nazionale del Turismo), si caratterizza per una bassa efficienza ed efficacia dovuta all’elevata frammentazione delle attività a cui non si associa un coordinamento centrale e un’architettura della promozione turistica strutturata su più livelli. Lo scenario italiano appare notevolmente differenziato e privo di una cabina di regia centrale che consenta il coordinamento necessario per competere in ambito internazionale. Lo stesso assetto legislativo e istituzionale non facilita lo sviluppo di un’immagine unitaria del sistema turistico italiano e, al contempo, la definizione di percorsi di sviluppo locale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/Luigi-Saqvino-Itinerari.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-6386" title="Luigi Saqvino Itinerari" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/Luigi-Saqvino-Itinerari.jpg" alt="" width="576" height="319" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Se consideriamo come il territorio mentale (immaginario, sogno, desiderio) nutre il territorio reale e promuove le buone pratiche turistiche – si pensi al paesaggio come realtà naturale e culturale al contempo – allora appare chiaro che per cogliere l’opportunità di sviluppo offerta dall’impareggiabile ricchezza di “risorse turistiche” del Bel Paese occorre comprendere a fondo la domanda ed essere in grado poi di offrire prodotti ad hoc. Per competere con successo nel mercato turistico internazionale è necessario tenere conto del fatto che l’esperienza di consumo turistico non si riduce a un periodo preciso di mobilità, ma comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati. Da considerare, inoltre, che la domanda registra: da un lato, uno sviluppo quantitativo complessivo, e dall’altro, una sostanziale evoluzione del comportamento di acquisto e di consumo dei turisti. Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), infatti, assistiamo oggi a fattori nuovi quali: modifica del sistema di preferenze dei servizi turistici, riduzione della durata della vacanza, aumento del numero di vacanze di breve durata, ricerca di nuove forme di turismo che abbiano una componente proattiva e maggiormente sostenibile all’interno di un contesto vacanziero più autentico, in linea con le nuove aspettative di coinvolgimento, conoscenza ed esperienza performativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono questi i trend che stanno incidendo sulla ridefinizione dei diversi prodotti turistici, con crescente rilevanza dei fattori di differenziazione legati ai contenuti “esperienziali” e “territoriali” delle destinazioni. Aspetti, questi, che richiedono un ripensamento del “concept” di vacanza in un’ottica di cambiamento paradigmatico del turismo, basato sulla necessità di un costante raccordo tra la dimensione globale e quella locale che metta al centro del dibattito i modelli di governance e i sistemi turistici locali, e soprattutto la capacità complessiva dei diversi attori locali di realizzare un’esperienza turistica globale basata sulla riscoperta del territorio e delle sue tradizioni. Secondo il piano strategico elaborato dal Governo, infatti, un ruolo centrale deve essere attribuito a modelli di governance territoriali che trasformino le istituzioni e gli attori locali da meri strumenti finanziari e di promozione turistica a forme di organizzazione e gestione delle risorse turistico-territoriali al fine di attivare un circolo sinergico di sviluppo locale. D’altra parte, se la dimensione globale, con i suoi squilibri e la sua instabilità trasforma il turista in un «pellegrino moderno», spasmodicamente in cerca dell’autenticità, come riflesso della totalità perduta, il genius loci, inteso come radicamento identitario al luogo e approccio responsabile al territorio, può divenire meta prediletta del pellegrinaggio e motivazione per conservare se stessi e il proprio patrimonio nello stesso tempo in cui si delinea un modello di sviluppo autonomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, le ripercussioni dei nuovi network globali sui contesti locali ci fanno comprendere come proprio nelle resistenze dei contesti locali all’omogeneizzazione sembrano rinvenibili le leve per la riorganizzazione dello sviluppo e del benessere del territorio. In effetti, considerato come ai processi globali di disembedding corrispondano processi opposti di re-embedding capaci di incidere fortemente sulla ridefinizione dei contesti locali (come affermava Giddens circa 20 anni or sono), risulta evidente che la riorganizzazione economica dei contesti locali attorno all’offerta turistica diventa l’opportunità di una gestione più ampia, più partecipativa e collaborativa dei territori, con ripercussioni positive sul piano sociale e culturale. Si tratta, in altri termini, di una rinnovata politicizzazione dell’ambito locale che vede la fattiva partecipazione cooperativistica degli stakeholder del territorio: soggetti economici, ma anche popolazione residente, amministrazioni locali e associazioni che possono riattivare, in un’ottica di responsabilità sociale condivisa, nuovi modelli di sviluppo locale inediti e maggiormente rivolti a un orizzonte di maggiore sostenibilità.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/foto-bici.jpeg"><img class="alignleft  wp-image-6387" title="foto bici" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/foto-bici.jpeg" alt="" width="362" height="471" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Avviene così che alle tradizionali 4 S del turismo (sun, sea, sex, sight), si aggiunga la S di sostenibilità e la S di “salviamo il mondo” che spinge da anni molte organizzazioni non-governative (ONG), cooperative, associazioni, realtà di artigiani e contadini vicini ai circuiti del commercio equo internazionale a sposare la causa del turismo responsabile per incentivare lo sviluppo locale sostenibile e la lotta alle disuguaglianze globali.</p>
<p style="text-align: justify;">Definito come un turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture, il turismo responsabile opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori (AITR)7. In questo contesto, la parola turismo si basa su un’accezione positiva, in cui il viaggio e la vacanza sono intesi sia come occasione di sviluppo economico, sia come opportunità di scambio culturale e strumento per favorire la reciproca comprensione tra persone, popoli e culture diverse che in tal modo vengono ad incontrarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">La posta in gioco del turismo responsabile è dunque potenzialmente politica, e come tale va gestita. Se l’accresciuta competizione internazionale ha fatto emergere la necessità di un raccordo tra la dimensione globale e quella locale per l’attrazione e la gestione dei flussi turistici, il turismo responsabile, con la riscoperta del territorio e delle sue tradizioni, aumenta le potenzialità di un’interazione virtuosa tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori. Ciò appare chiaro se focalizziamo il fenomeno in chiave “glocale”, rilevando come i soggetti delle comunità possano approfittare dei flussi turistici globali per rilanciare lo sviluppo locale sostenibile. In quest’ottica, in linea con il programma ST-EP promosso dall’OMT, si muovono da anni diversi soggetti transnazionali che operano nell’ambito della cooperazione allo sviluppo, promuovendo nei paesi poveri forme di turismo responsabile che permettono di conciliare la vacanza dei ricchi (stranieri o autoctoni che siano) con l’empowerment delle comunità locali più povere. Oppure, senza andare troppo lontano, si pensi alle tante proposte di turismo rurale, comunitario e responsabile promosse e gestite da alcune comunità locali italiane, quella dei Briganti di Cerreto in primis. Si tratta di un’offerta turistica organizzata in maniera cooperativa dalla comunità che vive il territorio, sostenibile e integrata con l’economia locale e con le dinamiche sociali della popolazione residente, volta a integrare le tradizionali fonti di reddito, attenuando la concentrazione del reddito nelle mani di investitori extra-territoriali. Strumento ottimale per evitare la “museificazione” e recuperare un’identità in continuità con la tradizione, il passato e la vocazione del luogo, il turismo di comunità risulta vincente anche per contenere fenomeni di isolamento sociale e territoriale, oltre che di degrado ambientale e socioculturale. Coniugando l’ethos dell’ospite con l’ethnos dell’ospitante, questo tipo di ospitalità offre al turista l’opportunità di esperire un arricchimento umano e culturale, sperimentando l’ospitalità in famiglie o nuclei sociali comunitari locali, condividendo con essi vita quotidiana, lavoro, momenti di aggregazione e di discussione, in un contesto in cui scambio e conoscenza reciproca diventano il vero valore aggiunto del turismo.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa direzione viaggia anche<strong> IT.A.CÁ, il Festival del Turismo Responsabile</strong> che si svolge dal <strong>25 maggio al 2 giugno 2013</strong> a Bologna e in altre città dell’Emilia-Romagna.</p>
<p><img class="wp-image-6388 alignleft" title="DSCN9316" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/DSCN9316-1024x767.jpg" alt="" width="294" height="221" /> Sono circa 150 gli eventi in programma (mostre, iniziative in piazza, convegni e concorsi, visite guidate e itinerari in bicicletta, pranzi a Km 0 e spettacoli) ideati per promuovere una nuova idea del turismo, più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive. In IT.A.CÁ convergono quelle forme di turismo che coniugano il tratto edonistico della vacanza con un’etica eudaimonistica incentrata sull’ospitalità di qualità e la cura del buon vivere, dove al centro c’è la gestione partecipata della vacanza attraverso un approccio responsabile al territorio. Un piccolo esempio di progetto turistico capace di mettere in rete a livello glocale e in modo sostenibile luoghi, territori, persone e imprese, coniugando felicità individuale e tutela del bene comune. Quello che manca al nostro Paese…</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Pierluigi Musarò<br />
</strong>Direttore  Artistico  IT.A.CÀ</p>
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		<title>In viaggio verso IT.A.CÀ con Viaggi Verdi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 09:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sonia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Buon lunedì a tutti voi&#8230; cari viaggiatori! Ci stiamo avvicinando all&#8217;inizio della nostra settimana sul turismo responsabile dal 25 maggio al 2 giugno 2013 a Bologna e altre città dell&#8217;Emilia Romanfa: tra le quali PARMA. Oggi, per la nostra rubrica che puntualmente dà inizio alla settimana, abbiamo intervistato Simone Ricciardi, ideatore di Viaggi Verdi, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Buon lunedì a tutti voi&#8230; cari viaggiatori!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ci stiamo avvicinando all&#8217;inizio della nostra settimana sul turismo responsabile dal 25 maggio al 2 giugno 2013 a Bologna e altre città dell&#8217;Emilia Romanfa: tra le quali PARMA.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Oggi, per la nostra rubrica che puntualmente dà inizio alla settimana, abbiamo intervistato Simone Ricciardi, ideatore di</span><a href="https://www.facebook.com/viaggiverdi?fref=ts"> Viaggi Verdi</a><span style="color: #000000;">, un progetto realizzato con l&#8217;intento di mettere in relazione turisti/viaggiatori e imprenditori locali che hanno deciso di investire le proprie risorse in  attività rispettose per l&#8217;ambiente e attente al futuro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.viaggiverdi.org/">Viaggi verdi</a> <span style="color: #000000;">è anche un blog dedicato al &#8220;<em>Viaggiare consapevole e responsabile</em>&#8220;, nel quale vengono trattati vari temi relativi alla sostenibilità e vengono date indicazioni circa gli eventi in programma e i concorsi a cui poter partecipare attivamente. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">A proposito di eventi: Viaggi Verdi partecipa ad IT.A.CÀ e promuove il festival. Alcuni post dedicati nel loro blog sono:</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><a href="http://blog.viaggiverdi.org/2013/04/it-a-ca-il-turismo-responsabile-in-festival/">It.a.cà, il Turismo Responsabile in Festival</a></li>
<li><a href="http://blog.viaggiverdi.org/2013/04/3-concorsi-per-viaggiare-gratis/">3 concorsi per viaggiare gratis</a></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Promuove inoltre gli itinerari  IT.A.CÀ a Parma e provincia dedicando un&#8217;intera sezione sul blog, alle offerte speciali di B&amp;B ecosostenibili, agriturismi&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>1) Secondo te c&#8217;è differenza tra turista e viaggiatore? In che consiste?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Sono certo che ci saranno capitoli interi di libri che descrivono questa differenza, a mio avviso la differenza sta nel metodo con cui si affronta una vacanza. Il turista ama qualcosa di preconfezionato, in scatola, con mete ben precise, mentre il viaggiatore ama costruirsi la vacanza da se lasciando ampio margine all&#8217;improvvisazione e alle varianti del caso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Siamo piu viaggiatori quando inseguiamo il nostro istinto primordiale alla scoperta, all&#8217;esplorazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Siamo piu turisti quando la vacanza diventa un momento di consumo come gli altri, quanto ci sentiamo &#8216;polli da spennare&#8217; in un luna park pensato dall&#8217;industria del turismo apposta per noi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L&#8217;uomo è viaggiatore da sempre, ma il turismo esiste da non più di 2 secoli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>2) Cosa significa, per te, viaggiare responsabile?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Tentare di rispettare persone e luoghi, senza disturbare, in punta di piedi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>3) Come può il turismo responsabile contribuire allo sviluppo economico e sociale di un territorio?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il turismo responsabile è quello che porta ricchezza al territorio senza disturbarlo, che arricchiesce le persone che lo abitano, sia a livello economico che umano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Certamente contribuisce allo sviluppo sociale nella misura in cui viene preso sul serio e non rimane solamente una bella coppia di parole.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>4) Come dovrebbe essere utilizzata la creatività per promuovere il turismo responsabile in piccole comunità, città o grandi metropoli?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La creatività è il carburante di qualsiasi attività ricettiva e turistica che in un mercato così competitivo riesce a mettere in luce chi ce l&#8217;ha da chi ne è privo. Ogni località ha le proprie peculiarità che possono essere riscoperte con uno sguardo creativo. ll consiglio che posso dare a chi si occupa di turismo responsabile, è quello di utilizzare la creatività per produrre offerte di viaggio uniche, che si distinguono chiaramente da quelle del turismo di massa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>5) Daresti un consiglio ai viaggiatori che ci stanno leggendo su come prepararsi al meglio per affrontare il viaggio?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Essersi fatti un quadro complessivo del luogo da visitare, in termini di clima, leggi, regole sociali. Personalmente amo viaggiare leggero, con poche cose; giusto uno spazzolino e un paio di cambi. Un modo bellissimo e altamente sostenibile di viaggiare che ho scoperto da un paio di anni è lo scambio casa. Consiglio di provarlo almeno una volta nella vita, si fanno veramente esperienze uniche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La canzone che lo accompagna al viaggio è: <em>&#8220;Centro di gravità permanente&#8221;</em> di Franco Battiato</span></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=hFGz-t5R0BE"><img src="http://img.youtube.com/vi/hFGz-t5R0BE/hqdefault.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=hFGz-t5R0BE">Click here</a> to view the video on YouTube.</p>

<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/image.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6323" title="**" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/image.jpeg" alt="" width="554" height="621" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”</span><br />
<span style="color: #000000;"><strong>Angela Pizzi</strong></span></p>
<div><span style="color: #000000;"><strong><br />
</strong></span></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Spezial Cycle: a pedali verso IT.A.CÀ</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 10:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sonia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per questa V edizione di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile, inizia la collaborazione con gli studenti del Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili, promosso da Ces.Co.Com, Università di Bologna, attraverso una serie di interviste a realtà e associazioni che si occupano di turismo responsabile e sostenibilità. Le interviste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per questa V edizione di <strong>IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile</strong>, inizia la collaborazione con gli studenti del <strong><a href="http://marraiafura.com/comunicazione-e-marketing-dei-consumi-sostenibili-corso-di-alta-formazione-a-bologna/" target="_blank">Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili</a></strong>, promosso da <strong><a href="http://www.cescocom.eu/comunicazione-e-marketing-dei-consumi-sostenibili/" target="_blank">Ces.Co.Com</a></strong>, <strong>Università di Bologna</strong>, attraverso una serie di interviste a realtà e associazioni che si occupano di turismo responsabile e sostenibilità. Le interviste verranno pubblicate nel nostro Blog ogni venerdì da adesso in poi&#8230;</p>
<p><a href="http://www.cescocom.eu/comunicazione-e-marketing-dei-consumi-sostenibili/" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6265" title="logo_CAF" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/04/logo_CAF1-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La parola agli studenti del Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili promosso da Ces.Co.Com, Università di Bologna:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“<strong>Il Festival IT.A.CÀ</strong> si avvicina e vogliamo attivarci sempre di più per ascoltare il viaggio verso le 9 giornate di incontri, itinerari, cultura e riflessione intorno al turismo responsabile. Anche noi studentesse e studenti del <strong>Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili promosso da Ces.co.com Università di Bologna</strong> viaggiamo verso IT.A.CÀ con l’intenzione di approfondire la sostenibilità e responsabilità non solo in tema di viaggi e territorio, ma anche di impresa e consumo, senza perdere di vista la comunicazione delle buone pratiche. E come parte delle attività previste, promuoveremo il Festival IT.A.CÀ usando i social media. Siamo in tante e abbiamo deciso che il vostro racconto di IT.A.CÀ è il punto di partenza per la narrazione di questa esperienza, vi ascolteremo attraverso i social media, la pagina Facebook e Twitter, ed anche qui sul Blog da ora e durante tutte le giornate del Festival. Scriveteci, noi vi risponderemo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quest’anno ci vedremo anche su Instagram. Attraverso il tag #itacainbici potrete partecipare al <strong>Contest #itacainbici dal 6 al 23 maggio 2013</strong> e promuovere con le vostre foto la mobilità sostenibile per rendere il viaggio ancora più colorato, sano e responsabile. <strong>Il traguardo per il vincitore del contest è una bicicletta speciale in palio!</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Crediamo che la vostra narrazione, di voi che affrontate il viaggio con la curiosità e desiderio di scoperta del mondo vicino e lontano da casa, sia fondamentale per innescare un nuovo modo di viaggiare e sarà la riprova che “il viaggio responsabile parte da casa e arriva a casa (ît a cà = sei a casa? in dialetto bolognese), una qualsiasi casa, una qualsiasi Itaca da raggiungere, dove più che la meta conta il percorso e il modo in cui ci si mette in cammino…”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito la 1° intervista a un personaggio chiave del Festival e del Contest #itacainbici - <strong>Lorenzo Calani,</strong> proprietario del 1° negozio di Spezial Cycle di Bologna!</p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Spezial Cycle: a pedali verso IT.A.CÀ</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">“Spezial Cycle nasce dalla voglia di portare anche nel nostro Paese una mobilità più attenta alle esigenze tanto del pedalatore quotidiano quanto di quello più maturo ed esigente, di chi fa propria la frequentazione della bici preferendola, quando può, ad altre forme di trasporto più convenzionali, per muoversi nei percorsi quotidiani in maniera leggera ed originale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Lorenzo Calani apre a Bologna il primo negozio vendita di <a href="http://www.spezialcycle.it/wordpress/" target="_blank">Spezial Cycle</a>: reclinate e pieghevoli!</p>
<p style="text-align: justify;">Gli studenti del corso CAF Unibo sono andati ad intervistarlo in vista del lancio del nostro concorso<strong> #itacainbici </strong>in collaborazione con SocialLAB, CAF, Spezial Cicle e istagramBO</p>
<p style="text-align: justify;"><em>1) hai fatto lunghi viaggi con la bicicletta negli ultimi anni?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Mi sento un viaggiatore della quotidianità, ogni giorno è un piccolo viaggio in cui cerco di mettere un po&#8217; di novità nella vita e nella attività che svolgo attraverso la passione per quello che faccio. L&#8217;ultimo viaggio in bici lo scorso anno sulla <a href="http://www.piste-ciclabili.com/itinerari/1049-ciclabile-della-drava-drauradweg" target="_blank">ciclabile della Drava</a>, una grande “classica” delle ciclabili europee, con la famiglia e gli amici reclinati bolognesi dell’associazione BentaBo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/04/dravaradweg-girolibero-d.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-6267" title="dravaradweg--girolibero--d" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/04/dravaradweg-girolibero-d.jpg" alt="" width="520" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mi piacerebbe realizzare viaggi più spesso e più lunghi ma con il lavoro e i bambini non è sempre facile organizzarli. È un percorso molto romantico adatto a tutti , si snoda lungo il fiume Drava da Dobbiacco (BZ) fino a Maribor, in Slovenia. Per organizzare lunghi viaggi in bicicletta è preferibile scegliere l&#8217;abbinamento treno + bici (anche con le bici reclinate quando le carrozze lo consentono). All’estero ci sono molti treni dedicati a chi si sposta su due ruote, in Italia è un po’ più difficile avere la certezza di trovare la carrozza giusta, meglio usare la bicicletta pieghevole.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>2) Perchè consiglieresti di viaggiare con la bicicletta?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il viaggio su due ruote è sempre affascinante e permette di recuperare la dimensione del “viaggiatore leggero”; si riscoprono i ritmi dei tempi passati e l&#8217;importanza del percorso del viaggio, che ne costituisce l&#8217;esperienza stessa, (il vento, gli odori, il cambiamento del paesaggio e del clima) e diventa ancor più interessante se si ha la fortuna di viverlo come un viaggio dentro se stessi. In questo caso sarà d’aiuto leggere prima di partire qualche bel libro di <a href="http://www.ibs.it/libri/rumiz+paolo/libri+di+paolo+rumiz.html" target="_blank">Paolo Rumiz</a> sui tanti viaggi fatti in bicicletta e a piedi, alla ricerca di una dimensione perduta del territorio e dell’approccio umano che spesso i mezzi a motore con la loro velocità e rumore ci rendono inaccessibili.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>3) C&#8217;è un percorso di viaggio particolare che consiglieresti ai lettori di IT.A.CÀ, o che desidereresti intraprendere?</em></p>
<p style="text-align: justify;">La Norvegia, Finlandia e Svezia sono luoghi meravigliosi da attraversare in bicicletta e sono paesi all&#8217;avanguardia per quanto riguarda il rispetto dei ciclisti e la cultura del Viaggio con la V maiuscola. Leggete ad esempio l’esperienza di Enrico Bonfatti, presidente di Nuova Mobilità, sul blog “<a href="http://sdraioalpolo.wordpress.com/un-mondo-reclinato/" target="_blank">Sdraio al Polo”</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>4)Hai notato negli ultimi anni un&#8217;evoluzione del mercato della bici? C&#8217;è una maggiore consapevolezza verso l&#8217;ambiente nella scelta dell&#8217;utente che acquista una bici?</em></p>
<p style="text-align: justify;">C’è voglia di sperimentare soluzioni nuove e diverse dal solito mezzo che serve solo per portarci da A a B senza chiederci cosa stiamo facendo. La bicicletta, da semplice mezzo di trasporto, diventa quasi una filosofia di vita e un modo per comunicare.</p>
<p style="text-align: justify;">A Bologna fino agli anni 70 un signore in via delle Lame offriva traslochi con le biciclette da carico a tre ruote. La necessità e la scarsità di risorse spesso si accompagna con la bellezza e la poesia. Certamente la crisi economica sta favorendo la riscoperta del mezzo a pedali anche con motivazioni più materiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo in Italia le persone hanno ancora troppo timore di arrivare al lavoro sporchi, di bagnarsi se piove e di prendere il raffreddore durante l’inverno, precludendosi la possibilità  di vivere la bicicletta durante tutto l’anno. La bicicletta in città a volte diventa più un fatto di moda e di “tendenza verde” che una strategia per migliorare la propria esistenza, siamo ancora indietro&#8230; Non esiste ancora una vera e propria cultura della life-bike nel nostro Paese, come troviamo in molti paesi del nord Europa, ma stiamo guadagnando terreno in fretta!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>5) Il tuo lavoro è nato da una passione?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Credo che ci sia stata una forte influenza della mia famiglia. Mio padre era un ciclista, e mia madre amante dei viaggi e della natura. Dopo l&#8217;università ho lavorato per associazioni e aziende attive nella salvaguardia dell&#8217;ambiente e nel risparmio energetico. Ho cercato quindi di coniugare la passione per i mezzi a pedali, specie quelli innovativi, e la ricerca eco-sostenibilità nel quotidiano. Tre anni fa ho aperto la filiale bolognese dell&#8217; <a href="http://www.ubmbologna.it/" target="_blank">Urban Bike Messenger</a> nato anni fa a Milano. Subito dopo venni a sapere che stava per chiudere una storica officina di riparazione e vendita cicli a Bologna e così, nell&#8217;aprile 2011, decisi di prendere le redini dall&#8217;ultima donna-meccanico di Bologna, la mitica Natalina!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>6) da dove proviene questa particolare passione per le bici reclinabili e le bici cargo da famiglia?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il tarlo si è formato durante la visita alle fiere europee, in special modo la Spezialradmesse di Germersheim in Renaia, la parte meridionale occidentale della Germania. Una specie di Woodstock della bicicletta innovativa! Mi sono innamorato di questi straordinari prodotti artigianali, assemblati a mano con grande cura, che garantiscono allargano di molto gli orizzonti per il pedalatore cittadino, vedi le bici cargo e pieghevoli ma soprattutto per il vero viaggiatore: la bicicletta reclinata consente di abbandonarti ore e ore sulla sella dimenticandoti delle tue articolazioni!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>7) come è nata la collaborazione con IT.A.CÀ? Perchè hai deciso di offrire in premio per il concorso #itacainbici una delle tue biciclette speciali?</em></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;anno scorso ho portato quasi per gioco le mie biciclette in Piazza Re Enzo e al Cortile del Pozzo durante le giornate del festival; c&#8217;è stato un grande riscontro da parte del pubblico. Molti curiosi ed amanti della bici si sono interessati a questi particolari modelli di reclinate, trike e bici da famiglia, utili strumenti per ogni viaggiatore responsabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Sposo le tematiche del festival quali la sostenibilità, lo slow travel, il rispetto per l&#8217;ambiente e il turismo responsabile locale, tutti aspetti coerenti con il mio stile di vita e i viaggiatori in bicicletta!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/04/amicisc.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6266" title="amicisc" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/04/amicisc.jpg" alt="" width="642" height="321" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Teatro Verdi di Ferrara: da luogo abbandonato a luogo di cultura della città</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 11:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sonia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi è capitato di leggere un po&#8217; di giorni fa un articolo de Il Post, sui luoghi abbandonati in giro per il mondo; le storie di questi luoghi, da intere cittadine a singoli edifici, sono moltissime e molto diverse tra di loro e l&#8217;articolo ne cita e illustra, con splendide foto, solo alcuni esempi. Anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Mi è capitato di leggere un po&#8217; di giorni fa un <span style="color: #000000;"><a href="http://www.ilpost.it/2013/04/22/foto-posti-abbandonati/">articolo de Il Post</a></span>, sui<strong> luoghi abbandonati</strong> in giro per il mondo; le storie di questi luoghi, da intere cittadine a singoli edifici, sono moltissime e molto diverse tra di loro e l&#8217;articolo ne cita e illustra, con splendide foto, solo alcuni esempi.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Anche l&#8217;Italia è piena di questi villaggi ed edifici, dismessi e non più usufruibili della gente, lasciati ad accumulare polvere e macerie. In questi ultimi anni ci si sta interrogando su come ridare un senso a questi luoghi, su come riuscire a riattivarli ed a riutilizzarli in modo intelligente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Quello che vi voglio segnalare oggi è il progetto <strong><span style="color: #000000;"><a href="http://culturadicitta.blogspot.it/2013/03/teatro-verdi-smart-land-ulule.html">&#8220;Teatro Verdi / Smart Land&#8221;</a></span></strong>, il <strong>primo progetto di Crowd Funding culturale dell’Emilia-Romagna</strong>, con il quale si intende operare per la riattivazione del Teatro Verdi di Ferrara. L’edificio, la cui datazione storica iniziale risale al XVI secolo con la nascita del “Teatro degli Intrepidi”, ha subito negli anni sia per mutate esigenze che per eventi catastrofici diverse trasformazioni, ultima delle quali il rifacimento del teatro nel 1912. Ci fu poi l&#8217;abbandono dopo la Seconda Guerra Mondiale e la riapertura come cinema erotico per qualche anno. A più di 30 anni dalla chiusura definitiva, nel 2003 sono iniziate le attività di recupero e riqualificazione, ora momentaneamente sospese.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/verdi_ulule_2_jpg_640x360_crop_upscale_q85.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="aligncenter  wp-image-6294" title="verdi_ulule_2_jpg_640x360_crop_upscale_q85" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/verdi_ulule_2_jpg_640x360_crop_upscale_q85.jpg" alt="" width="576" height="324" /></span></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">I fondi richiesti per questo progetto ammontano a <strong>12.000 €</strong>, e saranno utilizzati per permettere la riattivazione in modo temporaneo, durante il <strong>festival di &#8220;Internazionale a Ferrara&#8221;</strong>,<strong> edizione 2013</strong>, dello storico Teatro e della piazza antistante, attualmente utilizzata a parcheggio.</span><br />
<span style="color: #000000;"> L’obiettivo principale del progetto, organizzato dal collettivo di architetti <em>Cultura della Città</em>, è quello di riaprire questo luogo alla città di Ferrara, di renderlo funzionante per la durata del Festival e di renderlo nuovamente luogo in cui produrre cultura contemporanea.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Le attività che saranno realizzate saranno funzionali al <strong>riuso del Teatro come luogo in cui dialogare su territorio, città, turismo, imprese innovative e agricoltura</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/teatro-verdi-ferrara.jpg"><span style="color: #000000;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6296" title="teatro-verdi-ferrara" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/05/teatro-verdi-ferrara.jpg" alt="" width="555" height="483" /></span></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Per rastrellare i 12.000 € necessari al progetto, il collettivo<em> Cultura della Città</em> si è rivolto a un <strong>sito internet di Crowd Funding</strong>, specializzato cioè in raccolta di denaro per specifiche iniziative attraverso donazioni e piccoli investimenti collettivi. Il sito si chiama <strong>ULULE</strong>, ed ha una propria versione italiana, <strong><a href="http://it.ulule.com/">it.ulule.com</a></strong>.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Se non verrà raggiunto l&#8217;obiettivo i soldi torneranno ai donatori, ma questo progetto ha il merito di sperimentare nuove modalità per stimolare gli attori che concorrono alla costruzione sociale della città, rispetto alle tematiche della produzione di cultura, dell&#8217;innovazione e della creatività, e sarebbe un magnifico modo per far rivivere un luogo che molti non hanno neppure mai avuto la possibilità di conoscere.</span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">Redazione Blog IT.A.CÀ</span><br />
<span style="color: #000000;"> <strong>Alice Morotti</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>In viaggio verso IT.A.CÀ con Promappennino</title>
		<link>http://www.festivalitaca.net/2013/04/in-viaggio-verso-it-a-ca-con-promappennino/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 11:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sonia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari amici di IT.A.CÀ come di consueto iniziamo la settimana con un&#8217;intervista realizzata a Riccardo Solmi, presidente della Società Cooperativa Promappennino. La cooperativa con sede a Zocca, in provincia di Modena, ha come obiettivo la promozione del territorio “tra il Reno e il Panaro” e delle sue eccellenze ambientali, culturali ed enogastrononiche. La cooperativa nata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Cari amici di IT.A.CÀ c</span><span style="color: #000000;">ome di consueto iniziamo la settimana con un&#8217;intervista realizzata a Riccardo Solmi, presidente della Società Cooperativa</span> <a href="http://www.promappennino.it/">Promappennino</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La cooperativa con sede a Zocca, in provincia di Modena, ha come obiettivo la promozione del territorio “tra il Reno e il Panaro” e delle sue eccellenze ambientali, culturali ed enogastrononiche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La cooperativa nata nel 1981, è composta da circa 70 soci tra operatori turistici, comuni ed altri enti. Tra gli obiettivi prefissati dalla stessa, c&#8217;è quello di far crescere il territorio dell&#8217;Appennino Emiliano Romagnolo attraverso un&#8217;intensa attività promo-commerciale ed organizzando eventi di qualità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">A tal proposito segnaliamo che  dal 1 aprile, è ripartito</span> <a href="http://www.itinerandoemiliaromagna.it/">Itinerando 2013</a><span style="color: #000000;">, un progetto ventennale di attività all&#8217;aria aperta adatto a tutti, dai bambini agli adulti, che si compone di più di 200 iniziative e nel quale vengono proposte escursioni didattiche, campeggi estivi, trekking.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>1) Secondo te c&#8217;è differenza tra turista e viaggiatore? In che consiste?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Un turista è una persona distratta, che non prepara il viaggio ma segue le mode del momento. Un viaggiatore organizza meticolosamente il suo viaggio cercando posti che i turisti &#8220;tradizionali&#8221; non conoscono; un viaggiatore vive il proprio viaggio lentamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>2) Cosa significa, per te, viaggiare responsabile?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Cercare di non portare danni al luogo visitato, ma creare opportunità alle popolazioni ed ai territori visitati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>3) Come può il turismo responsabile contribuire allo sviluppo economico e sociale di un territorio?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Con il concetto del km zero nei pasti, nell&#8217;utilizzo di guide locali, nell&#8217;utilizzo di piccoli alloggi o piccoli alberghi e non soggiornando nelle grandi catene alberghiere.. di sicuro si dà una ricaduta importante all&#8217;economia del territorio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>4) Come dovrebbe essere utilizzata la creatività per promuovere il turismo responsabile in piccole comunità, città o grandi metropoli?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Con la semplicità del messaggio, che sembra così ovvio ma così banale da fare capire alla maggiorparte dei turisti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>5) daresti un consiglio ai viaggiatori che ci stanno leggendo su come prepararsi al meglio per affrontare il viaggio?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Per me la cosa più bella di un viaggio è pianificarlo, studiare gli usi e i costumi dei luoghi che si vanno a visitare, vedere ed entrare nella vita del popolo ospitante.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La canzone simbolo del viaggio di Riccardo è: <em>Libiamo nè lieti calici</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=yOhQlWFdiik"><img src="http://img.youtube.com/vi/yOhQlWFdiik/hqdefault.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=yOhQlWFdiik">Click here</a> to view the video on YouTube.</p>
</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La foto che allego è stata scattata a Zocca</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/04/IMG_99201.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-6256" title="IMG_9920" src="http://www.festivalitaca.net/wp-content/uploads/2013/04/IMG_99201.jpg" alt="" width="655" height="437" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”</span><br />
<span style="color: #000000;"><strong>Angela Pizzi</strong></span></p>
<div style="text-align: right;"><strong><br />
</strong></div>
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