IT.A.CÀ 

migranti e viaggiatori:

festival del Turismo Responsabile

“Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze!”
Kostantin Kavafis

Sono circa un miliardo i viaggiatori internazionali: in un anno, nel mondo, quasi una persona su sei realizza un viaggio a scopo turistico fuori dal proprio paese. In un’epoca di interrogativi drammatici sulla sostenibilità del nostro modello di sviluppo e sull’impatto socio-economico ed ambientale dei nostri stili di vita, il turismo diventa oggetto di analisi e dibattiti che mostrano luci ed ombre.

Il turismo rappresenta uno dei principali settori dell’economia mondiale, nonchè un’importante opportunità di sviluppo anche per i Paesi più svantaggiati. La crescita dell’industria ha tuttavia provocato anche impatti negativi su economie, culture, società e ambiente. La progressiva presa di coscienza dei limiti sociali e ambientali dello sviluppo turistico (e non solo) ha portato all’elaborazione e alla sperimentazione di modelli alternativi che valorizzano le potenzialità del turismo responsabile per lo sviluppo sostenibile, coinvolgendo istituzioni, operatori economici, turisti e comunità locali.

A partire dagli anni ‘70, è nata quindi una riflessione critica sullo sviluppo del turismo tradizionale di massa che si è intersecata con quella globale sulla sostenibilità e, in seguito, con gli obiettivi di sviluppo e riduzione della povertà adottati dalle Nazioni Unite per il nuovo Millennio.
Il turismo responsabile è una delle soluzioni individuate dalle Nazioni Unite per raggiungere gli Obiettivi del Millennio. Si tratta di un turismo attuato secondo i principi di giustizia sociale ed economica, nel rispetto dell’ambiente e delle culture in quanto:

  • Riconosce la centralità della comunità ospitante locale
  • Favorisce l’interazione fra industria turistica, comunità ospitante
  • Contribuisce allo sviluppo umano, sociale e civile delle persone e del territorio

La crescita di questo turismo in Italia, nell’ultimo decennio, si è rivelata alquanto costante: segno di un consolidamento più generale dei nuovi orientamenti del consumo turistico, più attento all’impatto ambientale e sociale, oltre che economico, generato attraverso il viaggio o la vacanza. Ma per far si che tutto il turismo diventi responsabile, è necessario sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza e l’incidenza che le nostre scelte quotidiane hanno sugli equilibri del pianeta, così come sul nostro territorio.

IL TURISMO COME INDUSTRIA “GLOCAL”, CON COMPETIZIONE INTERNAZIONALE, MA OFFERTA LOCALE

Oggi il turismo è un’attività che ha la stessa importanza dell’industria e del commercio, è interessato da esportazioni e investimenti giganteschi e si dimostra, come nessun’altra attività antropica, resistente alla crisi e ai disastri. Ciò nonostante, richiama ancora lo svago, il viaggio o il riposo e, per la maggioranza dei nostri contemporanei, “fare turismo” è solo sinonimo di vacanza.

San Fracisco

Malgrado una situazione di recessione prolungata, negli ultimi dieci anni il turismo rappresenta uno dei settori economici che ha avuto la crescita maggiore a livello mondiale. La spesa dei turisti per viaggi all’estero è raddoppiata e si prevede che nei prossimi dieci anni aumenti di un ulteriore 50%. Il trend di crescita che caratterizza il turismo internazionale è costante e di lungo periodo: se i dati evidenziano come nel 2012 più di un miliardo di persone ha compiuto un viaggio all’estero per turismo, non bisogna dimenticare che questa evidenza è in atto già dal 1980 e si attende che la crescita sarà̀ sostenuta anche nel prossimo ventennio. Considerando i flussi che si sono realizzati, dai circa 280 milioni di passeggeri del 1980 si è passati ai circa 900 milioni del 2010, e per il 2030 è atteso che i passeggeri raddoppino, fino a arrivare ai 1,8 miliardi annui. Si tratta dunque di un tasso di crescita attesa medio nel cinquantennio (1980 – 2030) del 4% annuo (UNWTO 2012).

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La crescita costante del turismo, fenomeno che interessa tutte le diverse aree del globo, si configura dunque come un elemento da non trascurare in un periodo di recessione grave come quella attuale. Tanto più per quei Paesi che fino ad oggi hanno mantenuto un primato indiscusso per numero di arrivi di turisti internazionali e che oggi si trovano a dover fare i conti con un processo di globalizzazione che vede l’ascesa incalzante di nuove destinazioni.

Ne è consapevole l’Unione Europea (UE) che annovera il turismo tra le nuove priorità stabilite nella strategia «Europa 2020» volte a far si che l’Europa possa mantenere il primato di principale destinazione turistica mondiale.

Consapevole del fatto che il turismo rappresenta la terza maggiore attività socio-economica dell’UE, generando più del 10% del PIL e fornendo circa il 12% dell’occupazione totale, la Commissione ha proposto un nuovo quadro di azioni coordinate in materia di turismo al fine di rafforzare la competitività e la capacità di crescita sostenibile del turismo europeo. Proprio così, la crescita sostenibile rappresenta uno dei quattro assi individuati dalla comunicazione 352/2010: nel nuovo quadro d’azione per il turismo europeo spicca infatti la necessità di «promuovere lo sviluppo di un turismo sostenibile, responsabile e di qualità».

Il turismo rappresenta un settore fondamentale anche per l’economia dell’Italia: anzitutto perché ha un forte peso sia in termini di PIL (circa il 9%) che di occupazione (circa il 10%); è inoltre un settore, forse l’unico, dove l’Italia ha un vantaggio competitivo forte e durevole nel tempo, da sfruttare per non perdere quote in un mercato internazionale che continuerà a essere positivo perché trainato dalla domanda delle economie ad alta crescita. Lo dimostra il primo Piano Strategico per lo sviluppo del turismo in Italia, intitolato «Turismo Italia 2020. Leadership, Lavoro, Sud» pubblicato nel gennaio 2013, in cui si denuncia la perdita di competitività del nostro settore turistico per rilevare come il Bel Paese abbia ancora un ruolo rilevante nel turismo internazionale. 

Infatti, nonostante l’Italia sia scivolata dal primo al quinto posto nella classifica mondiale delle destinazioni più visitate, il turismo rimane una risorsa importante sia in termini economici (le persone impegnate in questo settore sono circa 2,2 milioni, cioè mezzo milione in più di tutta la metalmeccanica), sia perché offre grandi opportunità per la valorizzazione del nostro patrimonio storico e artistico, sia rispetto alla comunicazione delle identità dei territori, e sia in termini di attrazione di nuove risorse per la loro conservazione e rivalutazione.

Basti dire che il Country Brand Index 2012-2013 elaborato da FutureBrand su 118 Paesi, il «marchio» Italia è il primo al mondo per «l’attrattività legata alla cultura», il primo per il cibo, il terzo per lo shopping e nel complesso rappresenta «la prima destinazione dove i turisti vorrebbero andare». Eppure nella classifica finale, a causa di molti altri fattori, tra cui il rapporto qualità-prezzo, siamo solo quindicesimi. 

Dal piano strategico elaborato dal Governo si evincono le criticità dell’industria turistica italiana: problemi di governance del settore, promozione all’estero estremamente frammentata, nanismo delle imprese, limiti nella capacità di costruire prodotti turistici competitivi, infrastrutture insufficienti, formazione del personale inadeguata al mercato globale, difficoltà ad attrarre investimenti internazionali. E, soprattutto, si rileva la necessità di avviare un cambiamento culturale in grado di focalizzare: «il turismo come un’industria “glocal”, con competizione internazionale ma offerta locale, per la quale è fondamentale un coordinamento forte ed efficace tra Governo, Regioni e Province Autonome».

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IT.A.CÀ: OSPITALITÀ DI QUALITÀ E CURA DEL BUON VIVERE 

Per quanto spetti a tutte le Regioni Italiane e al Ministero del Turismo e beni culturali [MIBACT] unire le forze per affermare il Brand Italia sui mercati internazionali, IT.A.CÀ – Migranti e viaggiatori, festival del turismo responsabile si pone in linea con alcune linee guida nazionali e regionali volte a migliorare la competitività del settore turistico. Nello specifico, il nutrito cartellone di eventi proposto ad ogni edizione mira a definire percorsi di promozione turistica locale in diverse città e province delle Regioni (Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige) sviluppando un’immagine del territorio di sostenibilità e responsabilità.

Attraverso tantissimi eventi – mostre, iniziative in piazza, convegni e concorsi, visite guidate e itinerari in bicicletta, degustazioni a Km 0, spettacoli – il festival mira a promuovere una nuova idea del turismo, più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive.

Dall’eco-turismo al trekking, dal cicloturismo agli agriturismi, IT.A.CÀ conduce istituzioni, operatori economici, turisti e intere comunità a sperimentare modelli alternativi, dimostrando che oggi un altro turismo è possibile. Il festival non vuole essere solo la vetrina di progetti italiani e internazionali, ma offrire la possibilità di vivere in prima persona esperienze di turismo sostenibile alla scoperta del territorio italiano. Superando la frammentazione che spesso caratterizza il comparto, abbiamo infatti creato una rete di strutture ricettive, enti e consorzi, che permettono di spostarsi da una città all’altra per conoscere in maniera autentica e sostenibile il territorio.

Inoltre, proponendo un progetto comune a larga scala che mette insieme pubblico e privato, il festival promuoveil territorio, dalla pianura alla montagna, anche con l’offerta di pacchetti turistici comprensivi di visite guidate, escursioni, degustazioni e pernottamenti in alberghi, bed & breakfast e agriturismi.

In questo modo si cerca di favorire il coordinamento tra gli Enti pubblici, le associazioni e gli imprenditori, costruendo un’offerta turistica mirata e una promozione integrata, in grado di valorizzare tutte le peculiarità culturali, artistiche, eno-gastronomiche, paesaggistiche ed economiche di un territorio che mira ad entrare a far parte dei grandi circuiti turistici.

OBIETTIVI

IT.A.CÀ mira a creare opportunità di riconsiderare il viaggio non più solo come semplice vacanza, trasgressione e svago, ma come un’esperienza capace di offrire una sfida, un rischio, il desiderio di conoscenza e scoperta del mondo, vicino e lontano da casa. Il viaggio responsabile, infatti, parte da casa e arriva a casa (ît a cà = sei a casa? in dialetto bolognese), una qualsiasi casa, una qualsiasi Itaca da raggiungere, dove più che la meta conta il percorso e il modo in cui ci si mette in cammino. [Abbiamo usato il dialetto Bolognese perchè il festival nasce a Bologna in Emilia, quindi con una forte connotazione nella lingua locale, ma anche Itaca: l’isola del grande viaggiatori Ulisse che navigò 10 anni il Mediterraneo per tornare a casa…. Avventure, incontri, disgrazie, amori, scoperte, crescita e coscienza nuova… il viaggio!]

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L’iniziativa nasce dall’esigenza di promuovere una nuova etica del turismo volta a sensibilizzare le istituzioni, i viaggiatori, l’industria e gli operatori turistici per uno sviluppo sostenibile e socialmente responsabile del territorio. Si parte dall’idea che l’esotismo è dietro l’angolo, che per sentirsi turisti responsabili non serve partecipare a lunghi viaggi organizzati: anche il viaggiatore fai-da-te, che non ama gli itinerari prefissati, può interiorizzare i valori del rispetto e del confronto. Viceversa, il turismo è considerato come un qualcosa di quotidiano: esperienza e tensione verso l’altrove, che non si riduce ad un periodo preciso di mobilità, né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. Il viaggio comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati. É come vivere in un’immobilità sospesa fra due viaggi, mescolando diversi mondi.

I diversi eventi del Festival sono pensati come momenti d’incontro e confronto per riflettere, in chiave critica, sul concetto di viaggio e di ospitalità, sull1004593_644378448924803_963155841_ne migrazioni e sulla cittadinanza globale, sulle disuguaglianze, sul concetto di sviluppo. Centralità verrà data a tematiche quali la sostenibilità e le modalità migliori per comunicarla.

La partenza è sempre nel  territorio emiliano romagnolo dove operano, infatti, molte realtà che, partendo da iniziative di sviluppo locale, propongono forme di turismo sostenibile in un’ottica di: valorizzazione delle risorse del territorio, conservazione del patrimonio naturale e salvaguardia delle tradizioni.

 Il Festival vuole essere la spinta propulsiva che concretizza ideali di giustizia, solidarietà e cooperazione, mettendo in rete le diverse realtà che si occupano di viaggi responsabili, al fine di coinvolgere le persone in un’esperienza multi-sensoriale. Ampia la scelta di visite guidate, tutte tendenti a valorizzare il patrimonio culturale e storico del territorio. Numerosi anche gli incontri con esperti del settore, libri, seminari, formazione, pranzi a Km 0, cene esperienziali, concorsi di scrittura e fotografia, mostre, concerti, teatro.

AMBITO TERRITORIALE

IT.A.CÀ propone attività su tutto il territorio nazionale. Diverse città dell’ Emilia Romagna (Bologna, Parma, Ferrara, Rimini, Reggio Emilia, Ravenna), del Veneto (Padova, Rovigo) e il territorio del Trentino e del Monferrato, durante la realizzazione del Festival, saranno lo scenario di tour ed eventi organizzati sul territorio locale (Alta via dei Parchi, Delta del Po, Appenino Tosco-Emiliano, Riviera Adriatica) da parte di realtà già consolidate nella organizzazione di itinerari sul turismo responsabile e non solo.

DESTINATARI

Cittadinanza, studenti, organizzazioni no profit, organizzazione non governative, agenzie viaggi, turisti, volontari, istituzioni ed enti locali, comunità di immigrati, artisti. Del progetto usufruiscono soprattutto le comunità locali la cui valorizzazione del territorio, nonché il patrimonio storico culturale e sociale, potrà beneficiare di un nuovo interesse che trae vantaggio dalla aumentata frequentazione turistica che il Festival innesca. Indiretti fruitori del progetto sono tutti coloro che verranno in contatto con i materiali informativi prodotti e soprattutto con la community di IT.A.CÀ che consentirà di raggiungere utenti interessati di ogni parte del mondo, mettendo anche in relazioni simili realtà e permettendo contatti e confronti.

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IT.A.CÀ è il primo e unico festival in Italia che si occupa di turismo responsabile e innovazione turistica. 

Il festival invita a scoprire luoghi e culture attraverso contest, presentazioni libri, convegni, formazione, incontri, laboratori, concorsi, documentari, libri, mostre spettacoli, musica, itinerari a piedi, a pedali e in barca. Un occasione unica per vivere l’emozione del viaggio in maniera autentica.

Direttori del festival 
Pierluigi Musarò | Sonia Bregoli 

Segreteria | Simona Zedda
info@festivalitaca.net
www.festivalitaca.net

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“Il sole non è mai così bello quanto nel giorno che ci si mette in cammino”
[Jean Giorno 1895 – 1970 scrittore francese]

BUON VIAGGIO

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