La community degli host bolognesi a IT.A.CÀ | Intervista a Mauro Bigi

Cari lettori e lettrici,Mauro Bigi

oggi per la nostra rubrica “In viaggio con IT.A.CÀ” intervistiamo Mauro Bigi, fondatore dell’associazione Local Pal, che ci parla di ospitalità turistica e home sharingScopriamo insieme come è nata e di cosa si occupa.

> Ci puoi spiegare che cosa intendi quando parli di  “community degli host bolognesi”?

Circa un anno fa Airbnb organizzò una open breakfast, un’occasione per incontrare altri host della propria città. Così proposi una colazione alle Serre dei Giardini Margherita di Bologna, pensando che sarebbero arrivati al massimo 5 o 6 host. Alla fine eravamo più di 50 ed è così che è nata prima una community facebook con oltre 300 partecipanti e ora l’associazione Local Pal.

Alessandro Palmacci

Local Pal significa “amico del posto” e come un amico fidato aiutiamo sia gli host, che mettono a disposizione dei turisti la propria casa, sia quei viaggiatori che desiderano vivere un’esperienza più autentica e qualificata possibile.

Quindi, da una parte, facciamo formazione e forniamo supporto agli host sulla normativa e sulle regole da seguire, su come migliorare la propria ospitalità e rendere la casa più accogliente; dall’altra, cerchiamo di mettere i viaggiatori in contatto con le tante realtà bolognesi attraverso le quali conoscere e amare la città: dai tour in bicicletta alla visite alle botteghe alimentari, ma anche consigli sui trasferimenti da e verso l’aeroporto.

> Quali difficoltà ci sono nell’affrontare il tema dell’Home Sharing?

Fare home-sharing in regola è molto complesso, ci muoviamo in una selva di norme e regole, spesso contraddittorie e obsolete. Anche chi come me affitta saltuariamente la stanza degli ospiti con la formula del b&b, si trova una quantità di adempimenti assurdi: denuncia degli ospiti in questura, tassa di soggiorno, comunicazione statistica alla Regione, oltre a dover pagare la TARI e il canone RAI maggiorato come se fosse un  hotel. Per non parlare delle tasse che ci tolgono circa la metà di quello che guadagniamo. Per questo stiamo dialogando con il Comune e le altre istituzioni locali. Da una parte chiediamo di rendere le norme più chiare e le procedure più semplici per far emergere chi oggi opera in modo informale e dall’altro vogliamo dare il nostro contributo allo sviluppo del turismo nella nostra Regione.

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> Come l’Home Sharing promuove il territorio a IT.A.CÀ?

I viaggiatori che scelgono di dormire nelle nostre case non cercano solo una sistemazione più economica, ma nella maggior parte dei casi vogliono sentirsi “bolognesi” per qualche giorno, vivendo un’esperienza più autentica di quella che avrebbero in città molto turistiche come Firenze o Venezia. Noi siamo un punto di accesso a questa autenticità per migliaia di turisti e la nostra capacità di accogliere e far scoprire Bologna e ciò che c’è intorno rappresentano il contributo che offriamo allo sviluppo del turismo.

Siamo molto felici di poter contribuire all’edizione 2017 di IT.A.CÀ. Per noi sarà un modo per farci conoscere e collaborare con le tante realtà che gravitano intorno al festival. Sarà anche un momento per riflettere insieme agli altri attori su dove sta andando il turismo e su come far crescere a Bologna un turismo che sia sostenibile. Del resto la sostenibilità è nel DNA dell’home-sharing: condividere una casa significa ridurre fortemente l’impatto ambientale dell’ospitalità. Non si costruiscono nuovi edifici, si sfruttano meglio gli spazi esistenti, si riducono i consumi.

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Ma l’home–sharing è sostenibile anche dal punto di vista sociale, perché crea molti più legami e connessioni tra viaggiatori e locali rispetto al turismo tradizionale.

Non dimentichiamo inoltre, che è una forma di integrazione del reddito che aiuta giovani coppie a pagarsi il mutuo e famiglie a pagare gli studi dei figli, ed è un’opportunità per tanti che si ritrovano senza lavoro o con difficoltà economiche dopo una separazione e condividendo le proprie case riescono a sopravvivere.

Ringraziamo Mauro Bigi e Local Pal che quest’anno arricchirà il festival con iniziative e laboratori rivolti a tutti coloro che sono interessati ad aprire le porte delle loro case ai turisti. A presto con nuove interviste 🙂

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÁ”
Irene Aprile
Cospe ONLUS

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