Un viaggio tra benessere, cinema, bellezza e turismo – Associazione APUN. Intervista a Beatrice Balsamo

Care amiche e amici viaggiatori

oggi per la rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” vi presentiamo l’Associazione APUN, che nasce nel 2009 e si occupa di promuovere l’approccio della Psicanalisi, delle Scienze Umane, dell’Arte nella Cura del soggetto, in particolare per quanto riguarda i sintomi quali anoressie, bulimie, depressioni e dipendenze.

Lo strumento scelto dai membri dell’associazione per trattare questo tipo di problematiche è la narrazione, in forma di letteratura, fiabe e cinema.

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L’Associazione fornisce sostegno e insegna la prevenzione attraverso corsi, incontri di formazione aperti a tutti e iniziative culturali. Il loro metodo si basa sulla proposta di “umanizzazione”, in contrapposizione alla tendenza al consumismo della nostra epoca.

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In questa intervista a cura di Arianna Piazzi, le radici ed il metodo dell’APUN ci vengono illustrate dalla presidente dell’associazione Beatrice Balsamo, psicanalista, docente didatta alla scuola AION di Psicoterapia Analitica di Bologna di “Psicologia delle Narrazioni e del Cinema” e di “Psicanalisi, Cinema e Narrazioni” all’ALMED dell’Università Cattolica di Milano.

Come nasce l’Associazione Culturale e di Promozione Sociale “Psicologia Umanistica e delle Narrazioni: Psicoanalisi – Arte – Scienze Umane”?

L’Associazione APUN nasce nel 2009, poiché sente l’urgenza di trattare temi che riguardano il difficile rapporto con il cibo, ma soprattutto perché vuole porre una riflessione sulle relazioni, vista l’immaturità e la violenza che le dominano. L’Associazione è formata da psicanalisti, psicologi sociali, insegnanti, genitori e singoli. Vi sono iscritti anche soggetti che hanno sofferto delle difficoltà sopra indicate.

Come funziona il metodo di cui si serve l’Associazione nel rapporto tra i nuovi sintomi (anoressia, bulimia, panico, depressioni, dipendenze) e le narrazioni?

Poichè nei soggetti che privilegiano la compensazione con l’oggetto (cibo, inebrianti, alcolici etc..) vi è un pulsivo in eccesso e una non regolazione nelle capacità al pensiero e a sapere mettere in parola i propri stati d’animo, APUN promuove varie iniziative mirate a rinforzare le capacità cognitive e affettive attraverso la Bellezza e quindi attraverso l’uso del grande Cinema Classico e delle narrazioni (letteratura, fiabico, poesia).

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L’Associazione si occupa di organizzare diversi incontri, cinevisioni, rassegne che trattano diverse tematiche, ad esempio il bello, l’eleganza, i precursori della psicanalisi nel cinema: in che modo l’Associazione si serve della narrazione attraverso la pellicola? Con che criterio vengono scelti i titoli?

Il criterio di scelta, per il quale il nostro Cinema si chiama Cinema del Ristoro e della Cura, è quello di mettere a punto non semplici rassegne di storia del Cinema, bensì di operare una selezione di quei film dove prevale l’azione agente dei protagonisti con una particolare attenzione ai valori della premura, dell’ospitalità, dell’accogliere, ma pure della determinazione, del coraggio, del non convenzionale, ciò come stimolo per gli spettatori. Particolare rilevanza va alla bellezza formale, un equilibrio tra grammatica delle riprese, lavoro dell’attore e dialoghi. Tale bellezza formale svolge la funzione (secondo la psicanalisi) di lenire situazioni di crisi, ma anche di superare sconforto e incomprensioni, svolgendo la funzione di ‘oggetto trasformatore’. Lo scopo del nostro Cinema è pure quello di cerniera di contatto tra giovani e meno giovani, poiché anche lo ‘spigolo’ generazionale svolge quella funzione Terza che opera il passaggio dal pulsivo alla capacità al pensiero e a essere soggetti relazionali. 

Ristoro, convivialità ed arte nell’ambito dell’evento “Mens-a”: ci può descrivere come nasce l’idea di questo progetto e come funziona?

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L’Ass. APUN si divide in APUN Cinema, APUN Viaggi, esperienze del bello attraverso i luoghi e la letteratura, e APUN Mens-a, sulla cultura dell’Ospitalità. Incluse in Mens-a vi sono pure le Anteprime Leggere l’Uomo in una pagina.

Quest’ultimo progetto nasce per diffondere la cultura dell’Ospitalità e dell’Incontro, facendo retrocedere atteggiamenti disfunzionali o violenti. Il nostro intento è soprattutto quello culturale e formativo, attraverso incontri che aiutino a fare riflettere sui propri comportamenti e sulle priorità relazionali e comunicative nelle relazioni stesse, nella famiglia e negli ambiti sociali. Per noi è necessario prevenire situazioni disfunzionali del soggetto attraverso incontri formativi, come quelli di Mens-a, che stimolino al pensiero critico e alla costruzione dei rapporti umani condivisi.

Quest’anno, durante la 9° edizione di IT.A.CÁ – Bologna che si terrà a fine  maggio 2017, terrà la conferenza esperienziale e creativa su “Geografie dell’umano – Viaggio dai luoghi ai libri”: in che modo il viaggio e la cultura possono veicolare la coltivazione di nuove relazioni? Ritiene efficace dal punto di vista dell’instaurazione di relazioni “curative” l’importanza che IT.A.CÁ dà alla valorizzazione del patrimonio artistico culturale ed alla tradizione eno-gastronomica nell’ambito del turismo responsabile?

La proposta Geografie dell’Umano ha una sua importanza per come è strutturata. APUN organizza l’alloggio e il percorso artistico e ogni partecipante autonomamente provvede ad organizzare il proprio viaggio in treno. Anche i momenti di commensalità sono scelti privilegiando i momenti comunitari, ma con leggerezza. Ciò che guida l’intenzione del viaggio è un racconto (quest’anno sarà lUlysses di James Joyce) che, come ‘spazio potenziale’, consente di potere narrare di sè ai partecipanti aggiungendo considerazioni e pensieri attraverso il testo.

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Inoltre, ogni partecipante porterà pure una pagina di un proprio libro della maturità (essendo l’Ulysses il romanzo della maturità di Joyce).

Tale pagina verrà condivisa con i partecipanti, esplorando quei luoghi delle due città, Berna e Lucerna, che più si addicono alla narrazione.

L’intenzione è quella di creare momenti epifanici, della riscoperta di sè, in modo che sia la parola viva a unire i partecipanti e non la parola vuota o la semplice chiacchiera. L’intento è pure quello di coltivare amicizie.

Per noi elemento fondamentale è la bellezza artistica dei luoghi poichè, come già spiegato anche per il Cinema, la bellezza è una forza unitiva e trasformativa. Ma il gusto, che sa discernere del Bello, è anche collegato al sapere appetire i cibi e le bevande in modo consapevole e conviviale. Anche questo è uno scopo del viaggio.

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Ci teniamo in modo particolare a questa occasione di IT.A.CÀ per meglio presentare le nostre modalità di viaggio e perché riteniamo si tratti di un evento che valorizza molto le tematiche di cui noi ci occupiamo, fondamentali anche all’interno della rivalutazione e valorizzazione del patrimonio artistico culturale e della tradizione enogastronomica.

Benissimo, non vediamo l’ora di partecipare a questo interessante incontro, intanto buon viaggio tra cinema e benessere 😉

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Arianna Piazzi

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