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Il CAI Emilia-Romagna e la tutela della montagna bolognese. Intervista a Vinicio Ruggeri

Cari amici di IT.A.CÁ,

oggi per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÁ” abbiamo intervistato il presidente del CAI Emilia-Romagna, Vinicio Ruggeri, che ci ha parlato del  Club Alpino Italiano, della necessità FotoSella2013 (1)di tutelare la montana e allo stesso tempo favorirne lo sviluppo economico attraverso il turismo responsabile. Vogliamo ricordare a tutti/e voi l’importante scorso appuntamento dell’8 febbraio al cinema Kursaal di Porretta Terme: Nuovi impianti sul Corno alle Scale? No grazie, dove sono interverranno Marco Tamarri, Claudio Corticelli e Vinicio Ruggeri. Per saperne di più vi invitiamo a leggere il nostro post del 26 gennaio che si intitola proprio come la campagna per la tutela del Corno alle Scale. Buona lettura!

Il Club Alpino Italiano

Il CAI è un ente che,  fin dalla sua fondazione avvenuta nel 1863 ad opera di Quintino Sella, ha lo scopo di promuovere l’alpinismo, in ogni sua manifestazione,  e lo studio delle montagne. Con il tempo il CAI ha ampliato la sua attività sviluppando diverse “specialità”: dall’alpinismo e lo scialpinismo, all’arrampicata e l’escursionismo; soprattutto con quest’ultimo, negli ultimi decenni, ha allargato rapidamente la sua base sociale, che oggi conta oltre 300.000 soci.

Lo studio e l’amore per la montagna hanno naturalmente portato a posizioni di difesa dell’ambiente montano, sancite da un codice di comportamento; all’interno del codice di comportamento viene definita la posizione del CAI a favore della tutela dell’ambiente montano e sono illustrate le norme di autodisciplina dei soci.

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Il ruolo del CAI nella campagna “Nuovi impianti sul Corno delle scale”? No Grazie

Promuovere questa campagna per noi è stato un po’ un “dovere d’ufficio”. Nel nostro codice di comportamento si recita che

«Il CAI è di norma contrario alla realizzazione di nuove infrastrutture, di nuovi impianti o all’ampliamento di quelli esistenti, in particolare nelle aree protette e nei siti Natura 2000 (dove deve essere assolutamente vietato ogni intervento in tal senso) ed in ambiti altitudinali soggetti a condizioni climatiche che richiedano dispendio di risorse naturali ed energia per garantire l’innevamento artificiale».

Il CAI, perciò, si impegna a confermare a tutti i livelli la sua contrarietà̀a nuove opere a fune per raggiungere vette, ghiacciai, valichi, o territori che  superino i 1.600 metri sulle Alpi e i 1.200 metri sull’Appennino. Inoltre mi sembra necessario sottolineare che secondo le più recenti statistiche, effettuate dagli enti accreditati, il turismo invernale legato allo sci da discesa sia un settore in declino. Riteniamo che investire somme ingenti in un settore in declino sia un grave errore e una cattiva politica di gestione di risorse pubbliche, perché non sono affatto garantiti adeguati ritorni occupazionali; consideriamo, bensì, più utile, anche ai fini occupazionali, effettuare investimenti diffusi per promuovere i viaggi di scoperta e la mobilità dolce a basso impatto che sono settori in crescita e favoriscono l’incoming in tutte le stagioni, non solo in quella invernale. Inoltre, ci sono necessità turistico-territoriali prioritarie: riqualificare ed ampliare il sistema ricettivo in montagna, sviluppare il legame tra turismo e produzioni artigianali ed agroalimentari di qualità. Con questa iniziativa speriamo di attivare una discussione che porti ad una ridefinizione dei progetti da realizzare con queste risorse.

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Il rapporto tra il CAI e la promozione del turismo responsabile

Il CAI promuove un turismo di scoperta, legato alla valorizzazione dei territori e della cultura di chi li abita. Organizziamo continuamente escursioni, anche di più giorni, con questa impostazione. Questo tipo di turismo è in continua crescita e utilizza un sistema infrastrutturale leggero (i sentieri), ma solo se sostenuto da un adeguata rete ricettiva, collegata con le produzioni agroalimentari di montagna, può costituire una importante integrazione di reddito per le famiglie e generare un buon indotto.  Per questo, tempo fa, insieme ad altre realtà, tra cui anche IT.A.CÁ, abbiamo stilato un documento con le linee per uno sviluppo appropriato dell’economia delle aree interne e della montagna, fondato sul proficuo rapporto tra sostenibilità e sviluppo economico.

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Tra le linee di attività a basso impatto abbiamo indicato l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e lo sviluppo di servizi comparabili con quelli delle aree urbane per i vecchi  e nuovi abitanti della montagna. Su questo documento abbiamo chiesto un confronto con gli organi di governo regionale, ma ancora non vi è una buona ricezione da parte loro.

Tuttora abbiamo in corso anche un confronto con la Regione per la modifica della legge sulla rete escursionistica, in particolare sull’accesso ai sentieri anche ai mezzi motorizzati che disincentiva così quelle forme di turismo cui si accennava poco sopra. Purtroppo, però, la Regione sembra manifestare ancora una scarsa sensibilità a certe questioni legate al turismo di Montagna, basti pensare alle recenti scelte, di cui sopra, e al fatto che non venga dimostrata una particolare attenzione alla promozione dei cammini, nonostante la recente firma del protocollo d’Intesa del CAI con il Ministro dei Beni Ambientali, Culturali e del Turismo.

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L’impegno della popolazione emiliano-romagnola per la tutela delle aree protette.

In linea di massima credo che nell’ultimo decennio ci sia una maggiore attenzione per la tutela delle aree protette da parte degli emiliano-romagnoli. In alcune situazioni, dove la crisi occupazionale è maggiore, accadono però episodi che sembrano riproporre la vecchia ed errata contrapposizione lavoro vs ambiente. Sta anche all’associazionismo dimostrare che è possibile uno sviluppo economico che non sperperi il patrimonio ambientale e naturale, anche e soprattutto in montagna. Riguardo a questo, riteniamo necessario che la nostra azione di promozione dell’escursionismo vada in questa direzione.

Il ruolo di IT.A.CÁ nella promozione dello sviluppo sostenibile della montagna

Ho partecipato a diverse edizioni IT.A.CÁ, portando alcune nostre esperienze (come il TrenoTrekking), e mi è parso un festival molto efficace. Credo che il valore aggiunto di IT.A.CÁ sia quello di “catturare” l’attenzione degli amministratori locali argomentando e sostenendo quelle che sono anche le nostre posizioni e facendo emergere le buone pratiche e i fenomeni positivi in atto. È necessario raccogliere e diffondere i dati sull’andamento del turismo e sui tipi di turismo nelle diverse stagioni ed è utile anche sottolineare le buone pratiche e i fenomeni positivi in atto, come la frequentazione della Via degli Dei da Bologna a Firenze: nel 2016 si sono registrate 6.000 presenze e su quell’itinerario sono nati 19 nuove attività tra punti di ristoro, di pernottamento e attività commerciali varie che si rivolgono ai camminatori.

Ringraziamo Vinicio Ruggieri per averci dedicato questo tempo: buon viaggio come sempre 🙂

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÁ”
Silvia Lazzari
A.I.T.R Associazione Italiana Turismo Responsabile

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