Una montagna di gusto: enogastronomia dell’Appennino bolognese

Continuano le interviste ai vincitori e alle vincitrici del Premio Turismo Sostenibile 2016 in compagnia di Tania Landini, che con la sua iniziativa Una Montagna di Gusto si è meritata il primo premio nella categoria “progetti enogastronomici realizzati”.

La storia di Tania ha inizio a Vidiciatico, un bellissimo paese di montagna lungo la strada che porta al Corno alle Scale; tra l’amore per la cucina e la sua formazione storica Tania è giunta alla progettazione di itinerari e percorsi per gustare e conoscere l’Appennino bolognese, studiati e realizzati insieme alla sua amica e collaboratrice Linda Gasperini, finalista della prima edizione del Premio nella categoria “progetti culturali da realizzare”.
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La storia di Una montagna di gusto

Mia mamma è cuoca e ha un piccolo albergo a Vidiciatico, sull’Appennino tosco-emiliano. Io ho sempre collaborato con lei in cucina e, dopo essermi laureata in Storia Contemporanea all’Università di Bologna, ho deciso di seguire le orme materne. Ho da sempre la passione per la cucina e per il cibo, ma quello sano e naturale. Nella mia zona, ultimamente, molti giovani sono tornati a coltivare la terra usando tecniche di agricoltura bio-dinamica e cercando di recuperare colture autoctone abbandonate da anni. Dove vivo abbiamo acqua purissima, un bassissimo tasso di inquinamento, un parco naturale meraviglioso e prodotti gastronomici superbi. Ho pensato: «perchè non promuovere insieme queste eccellenze?!»

Una montagna di gusto nasce all’interno di un progetto inaugurato nel 2014 dal Gal BolognAppennino. Il Progetto GAL si chiama Destinazione Appenninoun’app e  il relativo sito web fungono da gigantesca guida interattiva dell’Appennino bolognese (luoghi da visitari, ospitalità, etc.)  nei 18 Comuni che fanno parte dell’Unione Alto Reno e dell’Unione Appennino Bolognese.

Il nostro lavoro consisteva nell’ ampliare Destinazione Appennino con la categoria “enogastronomia” con il mapping delle aziende agricole, delle eccellenze enogastronomiche e delle realtà che coordinano le visite presso le aziende dei produttori locali. Gli utenti possono segnalare nuove attrazioni o aziende, facendo in modo che il tutto rimanga sempre aggionato. I lavori al momento sono terminati (nel senso che app e sito sono operativi), però restano sempre in evoluzione a seconda delle nuove segnalazioni degli utenti.

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*Corno alle Scale, gregge

Gli itinerari

i viaggiatori possono svolgere gli itinerari tra un’azienda e l’altra in modo del tutto autonomo, servendosi dell’app e del sito, oppure con una guida ambientale che mettiamo a disposizione. Chi effettua questi percorsi può scegliere un mezzo di trasporto sostenibile: i piedi o la MTB. In loco è possibile affittare una MTB con pedalata assistita che rende la pedalata agevole anche per i meno sportivi o i bambini. Presso gli Uffici IAT si può ritirare una cartina con le aziende che aderiscono al progetto e gli itinerari percorribili. Oppure si puo stampare la cartina direttamente dal sito o scaricare gratuitamente la app su tablet e smartphone.

Le aziende che hanno aderito al progetto hanno, per la maggior parte, aperto le porte al turismo enogastronomico da diverso tempo; per esempio al Caaseificio Sociale di Querciola (Lizzano in Belvedere) il casaro in persona vi accompagna lungo tutto il percorso che compie il latte per diventare il pluripemiato Parmigiano Reggiano. La maggior parte delle aziende sono piccole e a conduzione familiare; chi ci lavora è spesso molto motivato, più dalla passione che dai risultati economici; questa passione emerge fortemente quando si trovano a dover raccontare quello che fanno quotianamente e quali prodotti lavorano.

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*Appennino Bolognese, raccolta piccoli frutti

Enogastronomia e sostenibilità

Il nostro progetto segue una filosofia di “sostenibilità” per cui difficilmente risulta attrattivo da parte di chi non abbraccia i principi promossi da IT.A.CÁ. In primis credo che chi prediliga grossi ipermercati, cibo omologato o prodotti di bassa qualità, non spenda il suo tempo a conoscere i produttori e a gustare i prodotti locali tanto da salire in montagna e percorrere il territorio da una fattoria all’altra;

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È di primaria importanza incentivare i piccoli produttori, la cultura del buon cibo e del buon vivere e diffondere le esperienze legate al gusto del nostro territorio che ha un patrimonio enogastronomico di altissima qualità; senza contare che si entra nel vivo della produzione, a contatto con chi vive e lavora sul territorio, insomma, a contatto con la comunità locale.

Nel percorrere il territorio si dovrebbe prediligere sempre la mobilità lenta: noi mettiamo a disposizione i mezzi per poter raggiungere le aziende senza inquinare il territorio perché crediamo che vivere il territorio a passo lento sia fondamentale per conoscerlo profondamente. C’è anche chi si sposta da un’azienda all’altra in macchina, semplicemente per fare la spesa, ma noi non promuoviamo questo tipo di esperienza.

Ringraziamo Tania Landini per essere stata con noi oggi e come sempre vi auguriamo buon viaggio e in questo caso buona lettura: noi comunque li andremo a trovare di persona 🙂

Blog IT.A.CÀ
Simona Zedda

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