A scuola di turismo responsabile con Luigi Aloia

Dopo queste vacanze estive ritorniamo con le nostre interviste per la rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” dove la nostra Marirosa Iannelli ha intervistato per noi Luigi Aloia professore presso l’Istituto Ivo de Carnari di Civizzano Trento. 

Ecco la sua presentazione: “Salve a tutti sono Luigi Aloia e insegno Discipline Turistiche Aziendali, i miei temi preferiti, creatività, sostenibilità e innovazione. Mi sono sempre occupato di turismo, laurea in economia del turismo presso l’Università di Rimini. Dopo aver lavorato con importanti catene alberghiere Una Hotel, Roccoforte, Abitalia, Hilton, ho deciso di lasciarmi guidare dalla casualità, oggi sono felice di poter collaborare con l’istituto “Ivo De Carneri” di Civezzano (TN) e con “Sustainabily management school” di Ginevra (Svizzera)”.

Perché ha scelto di coinvolgere i ragazzi nella realizzazione di un progetto di turismo responsabile?

E’ evidente che il turismo in quanto tale rappresenta un formidabile strumento di comunicazione, di relazione tra popoli diversi, di conoscenza; quindi il turismo, se fatto in un certo modo, slega i pregiudizi, rende curiosi e disponibili all’incontro.

Dico che deve essere fatto in un certo modo per essere considerato positivo perché se tu vai in un paese e non hai relazione con la gente locale, ti chiudi in un circuito turistico esclusivo, in un villaggio, e non conosci la realtà locale, allora il turismo in sé non funziona. Se invece pensi che andare in giro per il mondo vuol dire conoscere le persone, relazionarsi, cercare di capire la situazione, non pretendere di portarsi dietro le proprie abitudini: non imporre ad esempio esigenze che siano in contrasto con la realtà locale, Un turismo responsabile è culturalmente uno dei veicoli più importanti di comunicazione e relazione.

Non bisogna dimenticare che questo settore coinvolge ambiti di azione sempre più vasti, come per esempio quello dell’educazione e formazione, senza il quale risulterebbe non sufficiente.
Per questo motivo ho deciso che i miei studenti vengano a conoscenza di tutto ciò che merita di essere visto e sperimentato, tramite la realizzazione di progetti di turismo responsabile, analizzando tutte le fasi di un vero viaggio, a partire dalle motivazioni della visita di un particolare luogo, all’ informazione sugli aspetti sociali, culturali, economici e ambientali che caratterizzano la destinazione, fino alla realizzazione di un prodotto turistico responsabile, che valorizzi l’Economia locale.

Perché è importante per la loro crescita conoscere le tematiche legate al turismo responsabile?

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Al fine di comprendere i mutamenti avvenuti nella domanda turistica contemporanea, tutti gli studenti, devono essere a conoscenza di cosa significhi Responsabilità”durante una vacanza, soprattutto conoscere i suoi principi fondamentali, il rispetto dell’ambiente, delle culture, della popolazione locale, per contribuire allo sviluppo e mantenimento di un turismo responsabile e allo stesso tempo contribuire ad un’azione sociale

Cosa hanno veramente imparato i ragazzi grazie al concorso “Una gita Responsabile” alla sua II° Edizione?

E’ un modo di apertura e di confronto con altre realtà scolastiche, inoltre ha aiutato noi docenti a conoscere il livello maturato da parte dei nostri studenti sul turismo responsabile. Sicuramente i ragazzi, tramite il concorso, sono venuti a conoscenza di nuovi modelli di vacanze che si stanno diffondendo tra i viaggiatori attuali. Mi auguro che a partire dalla prossima edizione, vengano coinvolte tutte le scuole italiane, e perché no anche scuole straniere che hanno già richiesto la possibilità di parteciparVi. Un ringraziamento per la fiducia e collaborazione che mi hanno dato, Vanni, Pierluigi, Samanta e Elisa.

Ringraziamo Luigi per la sua intervista e vi auguriamo come sempre tanti viaggi responsabili…

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Marirosa Iannelli

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