Lampedusa, l’isola che c’è > venerdì 6 giugno a IT.A.CÀ

In questa VI Edizione di IT.A.CÀ avremo la presentazione di Lampedusa. Guida per un turismo umano e responsabile un libro di Ivanna Rossi presso il Centro Documentazione Cooperazione, via Mentana 2  alle  ore 16.00 a Bologna nella giornata di venerdì 6 giugno 2014.

Ospiti all’evento di presentazione l’autrice Ivanna Rossi, il fotografo Giovanni Gilli, e il presidente di Aitr, Associazione italiana turismo responsabile, Maurizio Davolio.
Introduce Massimo Acanfora, editor di Altreconomia.

Il libro ci racconta e ci illustra un’altra Lampedusa lontana dal turismo di massa e spesso a occhi chiusi è la guida di Ivanna Rossi pubblicata da Altreconomia il cui sottotitolo parla chiaro: guida per un turismo umano e responsabile.

Oltre gli sbarchi c’è di più in quel di Lampedusa. E non solo nei mesi di luglio e agosto.

A raccontare la ricchezza di un’isola e di un popolo candidati insieme al Premio Nobel per la pace, Ivanna Rossi in una guida di viaggio alternativa pubblicata da Altreconomia (€14,50; pp. 192) che prova ad andare al di là dei luoghi comuni provando a guardare l’isola con occhi diversi.

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«Con questa guida vogliamo invitare le persone a non andare a Lampedusa nei mesi clou di luglio e agosto in cui la realtà che si tocca non è autentica e gli stessi abitanti dell’isola sono immersi in un contesto diverso dal consueto. Scoprire l’isola e gli isolani in condizioni di normalità è il primo passo per andare oltre luoghi comuni fatti di terrore» spiega Ivanna Rossi che per scrivere la guida è stata sull’isola per una settimana parlando con pescatori innamorati del proprio lavoro e intellettuali, gente qualunque e sindaci che amano raccontare cosa davvero significa vivere a Lampedusa, cosa l’isola rappresenta per i suoi ospiti e non l’incubo emergenza.

«Il turismo è nato una trentina d’anni fa, forse possiamo parlare di un turismo di seconda generazione fatto di cultura e tradizioni autoctone povere ma volte a valorizzare tutto ciò che si può avere dalla terra. Lampedusa e Linosa non sono solo isole, oltre al mare ci sono anche le montagne, c’è la terra e la campagna, sono un luogo ideale per svariati tipi di vacanza che vanno oltre la spiaggia.»

Ivanna ci racconta di un’isola fatta di tesori nascosti, tracce importanti di epoca preistorica, relitti sottomarini di navi Fenice e uscite in mare aperto alla scoperta delle balene, verso fine marzo, vero e proprio esempio di whale watching incredibilmente sul Mediterraneo e non in acque fredde: queste e molte altre sono le proposte di turismo “alternativo” che si può fare sull’isola. Un’isola che però, e sarebbe sciocco negarlo, soffre anche l’emergenza degli sbarchi. Un’emergenza molto diversa da quella raccontata dai media e che non intacca minimamente il turismo:

«La verità è che il turista che arriva sull’isola di migranti o emigrati non vede neanche l’ombra. È come se fossero confinati in una specie di realtà parallela… hanno un punto di raccolta per poi essere trasferiti altrove, quando si applica la legge. Lampedusa è in realtà un luogo di transito e non un punto d’arrivo. Transito che lascia tracce indelebili negli ospiti come il Lampedusa Football club, una squadra di calcio ad Amburgo fatta da persone che sono passate per l’isola.»

La vera bellezza dell’isola però «è l’onestà con cui gli abitanti raccontano questo disastro, abbandonati a loro stessi e senza alcun aiuto concreto da parte dello Stato o della Comunità Europea. Un signore mi disse che li aiutano perché gli viene spontaneo ma anche perché la disgrazia e la miseria non inducano i migranti a cedere il passo alla disperazione, costituendo un problema per chi gli abitanti del posto».

Non c’è ostilità preconcetta tra le persone del posto e migranti, c’è solo la paura che un servizio di mala informazione volto a dipingere i drammi del terrore umano spinga a scoraggiare il turismo, vero motore economico dell’isola.

«C’è stato il caso di alcuni signori del nord Italia che dopo aver visto un servizio al telegiornale hanno chiamato l’albergatore per chiedere se c’era davvero un problema, se dovevano preoccuparsi o se potevano stare al sicuro».

Con questa guida e tramite le testimonianze dirette degli abitanti del posto, Altreconomia propone di guardare Lampedusa con altri occhi, più consapevoli, e di provare a immergersi in ciò che di davvero autentico gli abitanti del posto possono offrire.

Moreno Scorpioni

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