Report IT.A.CÀ 2012

Report finale

“Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze!”
Kostantin Kavafis

La IV edizione di IT.A.CÀ. migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile si è svolta a Bologna e dintorni, dal 26 maggio al 3 giugno 2012, in collaborazione con un network di oltre 100 realtà attive sul territorio locale, nazionale ed internazionale. Ad arricchire questa quarta edizione, la nascita di nuove partnership con altri festival affini per tematiche e filosofia: Green Social Festival, Festival Porte Aperte, Terra Equa_Festival del Commercio Equo e dell’Economia Solidale, Slow Food Day_Mercato della Terra. Inoltre, grazie alla collaborazione con Indica, le emissioni di Co2 prodotte dal Festival IT.A.CÁ 2012 sono state neutralizzate grazie all’acquisto di certificati Gold Standard.

IT.A.CÀ migranti e viaggiatori nasce dall’esigenza di promuovere una nuova etica del turismo, che sensibilizzi la forma mentis delle istituzioni come dei viaggiatori, dell’industria turistica come degli operatori impegnati sul campo. IT.A.CA’ nasce dall’idea che l’esotismo è dietro l’angolo, che per sentirsi turisti responsabili non serve partecipare a lunghi viaggi organizzati: anche il viaggiatore fai-da-te, che non ama gli itinerari prefissati, può interiorizzare i valori del rispetto e del confronto. D’altra parte il turismo è quotidiano: esperienza e tensione verso l’altrove, il turismo non si riduce a un periodo preciso di mobilità, né il viaggio finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati. E’ come vivere in un’immobilità sospesa fra due viaggi, mescolando diversi mondi.

Gli oltre 100 eventi che sono stati realizzati durante le 9 giornate della manifestazione hanno costituito momenti d’incontro e confronto per riflettere in chiave critica sul concetto di viaggio, sulle migrazioni e la cittadinanza globale, sulle disuguaglianze, e sul concetto di sviluppo, sul ruolo dell’educazione, sulla sostenibilità e i modi migliori per comunicarla. I tanti itinerari dentro e fuori mura alla scoperta delle diverse facce del viaggio, della natura e del patrimonio locale, insieme a concorsi internazionali, laboratori didattici e formativi, seminari e convegni, workshop e presentazione di libri, mostre fotografiche e concerti sono scaturiti dalla messa in rete delle diverse realtà che si occupano di viaggi sostenibili e responsabili, e sono stati in grado di coinvolgere attivamente oltre 8000 persone in un’esperienza multisensoriale.

Il festival è stato realizzato da: YODA, COSPE, CESTAS, NEXUS Emilia Romagna.

Con il contributo di: Provincia di Bologna, Coop Adriatica, Coonger, APT Emilia Romagna

Con la compartecipazione di: AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), GVC, Iscos, Couchsurfing, Manitese, Arcs_Culture solidali, Terradituttifilmfestival, APT Emilia Romagna.

Con il patrocinio di: Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna, Università di Bologna, Comune di Zola Predosa, Comune di Casalecchio di Reno

Media partners: ViaemiliaNet, Radio Città del Capo, Radio Città Fujiko, TagBoLab, Socialidarity, Flashvideo, PureTourism, Vivi Sostenibile, Vacanzefaidate.com

Partner Tecnici: Icea, Icea Eco Bio Turismo, Start_Laboratorio di culture creative, Indica, SocialLab, Leggere Strutture, Montangola, NaturaSi, Step4inclusion

Gemellato con: Green Social Festival, Slow Food Bologna, Mercato della Terra Bologna, Festival Porte Aperte, Terra Equa: Festival dell’economia solidale

International Partner: Pentales, New York (USA); Escuela Nacional Arte Visual – Maputo (Mozambico)

In collaborazione con: Compagnia Teatro dell’Argine, Biblioteca Amical Cabral, Polisportiva Giardini Margherita, Biblioteca Vivente-BVBO, Deep, XM 24, Sopra i ponti, Z.I.A, Millenuvole, Burchiarello, Offelleria Sorelle Fosser, Remida_Terre d’Acqua, Professione Colore, Trame Urbane, Biodiversity, SpecialCycle, Propulsione Umana, Ces.Co.Com, Handala Project, Palatifini_Genova, Cineasti Arcobaleno, Gramigna, Il Teatrino degli Illusi.

Gli itinerari sono in collaborazione: Vitruvio Monte, Sole Bike Group / FIAB Bologna Cai Bologna, I.A.T Zola Predosa, Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa, Fondazione Villa Ghigi/Consulta per l’Escursionismo, Cooperativa Sociale l’Orto, CDLM Bologna, Archivio Storico CGIL Bologna “Paolo Pedrelli”, Azienda la Rovella, Landamed, Le Torri dell’Acqua di Budrio/Amici del consorziale, TrekkingItalia, CurioCityTriddle, Fattoria Didattica Pimpinella, Percorsi di Pace/Casalecchio Insieme, Proloco Casalecchio, Primavera Urbana/Bi-Bo, CAI.

Le scuole secondarie di II grado di Bologna che collaborano con il festival: Liceo Copernico, Istituto Tecnico Commerciale Statale Rosa Luxemburg, Istituto Professionale per i Servizi Commerciali, Turistici e della Pubblicità Aldrovandi Rubbiani

Da segnalare la realizzazione di alcuni eventi che hanno anticipato la realizzazione della manifestazione, tra gli altri: Piazza IT.A.CÀ a Palazzo Gnudi, all’interno del Green Social Festival, che si è svolto a Bologna dal 2 al 5 maggio. In partnership con il Green Social Festival è stata allestita una piazza in un palazzo antico: una piazza che richiama l’idea
del viaggio per antonomasia, quello di Ulisse. IT.A.CÀ è lo spazio
dedicato a discutere di turismo responsabile, a mostrare il mondo rappresentato e fissato da altrettanti viaggiatori responsabili,
che hanno a cuore il destino della terra e della sua fragilità. Per tre pomeriggi, nella Casa del Social, ovvero palazzo Gnudi, si è concretizzata questa isola particolare, visitata
con curiosità. Il 2 maggio dalle 16 alle 18 “In viaggio verso IT.A.CÀ: appunti di turismo responsabile”, una tavola rotonda con Alberti di Cestas, Davolio di AITR, Laurenzi del Cospe, Musarò di Yoda, Sandra Pareschi di Nexus E-R, Prantoni assessore provinciale al turismo. Il 3 maggio sempre dalle 16 alle 18, proiezione del film “Indian Flow” di Giuseppe Petruzzellis (un particolare viaggio in India).
Il 4 maggio, ancora dalle 16 alle 18, “Ostinato e contrario”, incontro con il fotografo “sociale” Giulio Di Meo. L’autore ha mostrato, inoltre, alcuni dei sui lavori: da “Riflessi Cubani”, uno spaccato della vita cubana, a “Tra cielo e terra”, sugli abitanti delle favelas brasiliane di Rio de Janeiro; da “Avenida Dandara”, un’occupazione urbana nella periferia di Belo Horizonte, dove vivono 900 famiglie che rischiano di essere sfrattate a causa della speculazione immobiliaria, a “Slowly”, un lavoro sul popolo saharawi costretto a vivere in campi profughi da 30 anni.

Tra le novità di questa quarta edizione, l’ideazione di quattro fili conduttori: turismo scolastico, political tourism, sostenibilità e marketing territoriale, viaggio migrante.
Lungo il viaggio proposto durante il festival, per esplorare in maniera esperienziale e creativa i diritti e rovesci del viaggio, per orientare meglio i partecipanti all’interno dei molteplici percorsi offerti, il festival ha individuato quattro fili conduttori: turismo scolastico, political tourism, sostenibilità e marketing territoriale, viaggio migrante. Il “turismo scolastico” è volto a promuovere tra gli studenti di diversi istituti superiori di Bologna e provincia i valori legati al turismo responsabile attraverso percorsi laboratoriali che vedono il coinvolgimento degli stessi studenti, i quali valorizzano le loro esperienze dirette raccontando, attraverso diari, blog, filmati e fotografie, le loro gite scolastiche responsabili o i progetti di gemellaggio che li vedono coinvolti.

Il “turismo politico” – riguarda viaggi di conoscenza o di volontariato (anche detto volontourism) volti a condividere la realtà quotidiana di popolazioni e luoghi che spesso soffrono situazioni di guerra o post-conflitto, piuttosto che di isolamento: Israele e Palestina, Chiapas, ex Jugoslavia, campi profughi Saharawi (Algeria), sono alcune delle mete. Organizzati spesso in collaborazione con Ong che lavorano in loco, questi viaggi rappresentano un’esperienza volta a comprendere l’importanza dei diritti umani e civili, per poi impegnarsi nella loro promozione al ritorno a casa.
Il filone “sostenibilità e marketing territoriale” rispecchia l’obiettivo di incentivare una tipologia di viaggio lenta, dal ritmo umano, diffondendo anche tra i neofiti di questo settore i valori che stanno alla base del turismo responsabile. Oltre ai momenti di riflessione teorica, il festival propone molti itinerari alla scoperta della città e dei dintorni di Bologna: dai parchi naturali alle fattorie didattiche, dalle feste in campagna volte a valorizzare il territorio locale alla presentazione di prodotti e ricette tipiche del territorio. Importanti, inoltre, gli strumenti per le promozioni del prodotto del territorio, attraverso una comunicazione capace di valorizzarne le potenzialità di sviluppo e le caratteristiche socioeconomiche e ambientali e di incentivare l’imprenditorialità locale, nazionale ed estera.
Infine, la tematica del “viaggio migrante”, vuole rispondere a domande del tipo: Ulisse era un turista o un migrante? E che tipo di viaggiatore era Marco Polo o Cristoforo Colombo? Quanti italiani sono sbarcati in America e quanti migranti entrano oggi in Europa con il visto turistico? Quanti migranti sono protagonisti dello sviluppo del turismo responsabile nei loro paesi? Che l’essere umano venga definito turista, vagabondo, pellegrino, esule, nomade, migrante ha poca importanza: si tratta di tipologie diverse accomunate dal viaggio e dalla condizione di risultare straniero. Categorie che condividono la condizione delle vite sospese, dove l’identità è in trasformazione, plasmata dal viaggio: mondi che si incontrano e talvolta si scontrano, nei luoghi di frontiera, quali sono le nostre coste, dove ci si bagna felicemente e al contempo si muore nell’indifferenza generale. Basti pensare alla tragedia della Costa Crociera dovuta all’inchino del capitano Schettino amplificata dagli stessi media che nulla o quasi hanno riportato delle oltre 1.500 vittime morte nel Mediterraneo nel solo 2011.

Il festival ha proposto di focalizzare il viaggiare responsabile come una fenomenologia che va oltre la “somma” di queste pratiche. L’obiettivo della manifestazione è infatti sensibilizzare i cittadini all’idea del viaggio non solo come semplice vacanza, trasgressione, svago, ma come un’esperienza dove si possa trovare la sfida, il rischio, il desiderio di conoscenza e scoperta del mondo vicino e lontano da casa. Perché il viaggio responsabile parte da casa e arriva a casa (“ît a cà?” che in dialetto bolognese significa “sei a casa?”), una qualsiasi casa, una qualsiasi Itaca da raggiungere, dove più che la meta conta il percorso e il modo in cui ci si mette in cammino.

 La realizzazione del festival ha rafforzato la rete operativa tra differenti realtà (tour operator, istituzioni, associazioni, Ong) che si occupano di turismo responsabile sul territorio locale, nazionale e internazionale. Le azioni proposte all’interno del progetto hanno visto l’attiva collaborazione di oltre 100 soggetti che sono stati coinvolti fin dalla fase di progettazione. Si è trattato di un intenso lavoro di rete e condivisione di obiettivi e strategie che ha portato all’ampliamento del network con l’aggiunta di nuove realtà che operano sul territorio. Sia il lavoro di progettazione partecipata che la realizzazione del festival ha rappresentato un’occasione di apprendimento e confronto, all’interno del quale i diversi attori coinvolti nelle attività turistiche responsabili come utenti, istituzioni, tour operator, agenzie viaggio, associazioni, cooperative, hanno potuto scambiare le proprie conoscenze, condividere le proprie esperienze e chiarire i propri dubbi, con l’obiettivo di incentivare sempre maggiormente questa tipologia di viaggio, diffondendo anche tra i “neofiti” di questo settore i valori che stanno alla base del turismo responsabile.

Di seguito alcuni eventi importanti che hanno caratterizzato questa Edizione 2012

Sabato 26 maggio
(Piazza Re Enzo, Quadrilatero, Via degli Orefici)
9.00 – 20.00 La nostra partenza, in contemporanea con Terra Equa: Festival del Commercio Equo e dell’Economia Solidale (Palazzo Re Enzo) e Slow Food Day/Mercato della Terra (Cortile del pozzo) coincide con l’arrivo in porto di Porte Aperte (Ass.ne Naufragi). Tra i momenti previsti per onorare il passaggio di testimone con questi soggetti che condividono una filosofia comune:

Sala Anziani (Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore, 6) (Viag Migrante)
16.00- 18.00 Viaggio da paura. Diritti e rovesci dell’avventura migrante con l’intervento di Amelia Frascaroli (Assessore ai Servizi Sociali, Comune di Bologna), Flaviano Bianchini (Autore di “In Tibet. Un viaggio clandestino”), Bernardo Venturi (Università di Bologna) e tre testimonianze dirette di profughi provenienti dal Nord- Africa. Conduce: FabrizioBinacchi (Giornalista, Direttore RAI Emilia-Romagna)

Entrambi questi momenti, realizzati in collaborazione con l’associazione NAUFRAGI, hanno rappresentato un fondamentale momento di condivisione per ri-mettere al centro i margini. Durante la biciclettata, dormitori, residenze per immigrati, strutture per l’accoglienza madre bambino e per persone con disabilità diventano luoghi di incontro e di cultura: lo sguardo e le parole di chi le vive ogni giorno aiutano a rileggere l’immagine di queste “terre di mezzo”, rimosse dal racconto della città pubblica. Il fuori s’incontra con il dentro, in un confronto inedito e stimolante tra un noi e un loro non più necessariamente lontani e rimossi. L’incontro con il Festival Porte Aperte ha rappresentato la condivisione di un percorso culturale che parte dal “basso”: dalla terra, dalla strada, dal cammino, dalla fatica quotidiana. Un “basso” che interroga l’”alto”; la cultura, il sapere, il benessere. Un margine che vuole mettersi in mostra, in gioco, in maniera propositiva. Come la stessa etimologia del viaggio richiama, se si considera che la radice dell’inglese travel e del francese travail è la stessa dell’italico travaglio, cioè patimento, dolore, fatica: come ben sapeva Ulisse o Marco Polo, e quanti ancora oggi intraprendono un pellegrinaggio o si avventurano a varcare i confini senza documenti. A rendere maggiormente esperienziale questa idea, Un viaggio clandestino, performance teatraletratta dal libro di F. Bianchini.

Durante la giornata, le migliaia di persone che hanno attraversato Piazza Re Enzo, hanno viaggiato attraverso:

Viaggi immaginari: istituto cartografico dell’altrove straordinario: una giornata di narrazioni diffuse per trasformare il quotidiano in un viaggio possibile. Saper viaggiare significa saper lasciarsi suggestionare: il personale della nostra agenzia sarà a disposizione durante le giornate del festival per scoprire assieme a voi il vostro viaggio probabile. Immaginare i luoghi e le persone che dovreste incontrare, il modo in cui potreste viaggiare. Disegnare una mappa per orientarvi nel racconto lungo il quale vi accompagneranno le nostre guide. Partendo dal bollino rosso “voi non siete qui” seguire tappa per tappa l’altrove di luoghi che immaginavate di conoscere e che finalmente conoscerete immaginandoli
Impor-Turismo: il viaggio a casa: anche a casa ci sono tante realtà da conoscere, mille mondi diversi portati a casa tua da persone provenienti da diverse parti del mondo. Mondo rotondo senza inizio e senza fine, senza confini reali, ma solo con quelli creati da noi. ImporTurismo cerca di valorizzare le associazioni straniere, di incentivare il network con le altre associazioni del territorio, offrendo l’occasione di venire a contatto con le diverse sfaccettate realtà della tua città e connetterti così con il mondo in maniera semplice ma efficace, restando comodamente a casa.
Angolo benessere: dai confini orientali ai confini del corpo. Tecniche di massaggio per un viaggio verso noi, a cura di Shenzen e polisportiva Giardini Margherita.
Mostra informativa su rappOrto: orto giardino condiviso presso Bolognina, e curato da Trame Urbane/Guerrillia Gardening.
Un divano colorato: insieme a CouchSurfing…per scoprire che c’è sempre un modo nuovo di viaggiare!
Orto idroponico verticale: BiodiverCity mostrerà le grandi potenzialità degli orti fuori terra in ambito urbano (Sost e Mktg Terr).
Bent@Bo & Propulsione Umana: video-racconti di viaggio a pedali e area prove di bici reclinate e trike, in collaborazione con Spezial Cycle e Monte Sole Bike Group – FIAB Bologna.
Sono inoltre stati presenti gli Stand informativi di operatori del settore per conoscere le offerte di un viaggio responsabile e sostenibile, ed è stata allestita una vera e propria Tenda Saharawi, grazie alla collaborazione con Nexus E.R. e Auser, all’interno della quale è stato ricreato l’ambiente di chi vive da quasi 40 anni nei campi profughi Saharawi, per invitare i cittadini alla scoperta di un popolo e, attraverso il materiale fotografico e informativo, ad un viaggio tra le dune nel deserto dell’Hammada. Ad arricchire l’allestimento, un mondo di valigie che segnano un cammino per un viaggio poetico, pieno di ricordi e nuovi punti di vista, create grazie al laboratorio di costruzione e comunicazione 1 BAG 2 ITACA con materiali di scarto, a cura di Leggere Strutture in collaborazione con Step4Inclusion.

Lunedì 28 maggio

Aula del Dipartimento di Sociologia (Strada Maggiore, 45) 10.00 – 13.00 Verso la carta europea del turismo sostenibile e responsabile: la responsabilità sociale di istituzioni, imprese e viaggiatori

Il seminario organizzato da AITR in collaborazione con Ces.Co.Com, il Dipartimento di Sociologia dell’Università di Bologna, e il COONGER, ha promosso un interessante confronto alimentato dai contributi della ricerca (Mara Manente, Pierluigi Musarò, Paola Parmeggiani), del settore privato (Piergianni Addis, Lorenza D’Anna) e del mondo della certificazione (Paolo Foglia). Preceduti dal saluto introduttivo di un rappresentante dell’Assessorato alla Cooperazione Internazionale della Regione Emilia Romagna, professori e ricercatori, attraverso un’accurata analisi dei paradigmi teorici e del contesto nel quale questi paradigmi trovano applicazione nella realtà, hanno consentito di collocare il dibattito in un più ampio contesto socio-economico (economia solidale, sostenibilità ambientale, orientamento dei consumatori), all’interno del quale sono state messe in luce contraddizioni, sfide ed opportunità del turismo sostenibile con un focus particolare sull’aspetto della responsabilità sociale d’impresa. Genesi e sviluppi della Carta Europea in fase di definizione presso la Commissione Europea, sono stati stati illustrati da Mara Manente, che grazie alla sua esperienza nel campo della ricerca e al suo ruolo all’interno del gruppo di esperti individuati dalla Commissione Europea per l’elaborazione della Carta, ha ripercorso tutte le fasi politiche ed operative del documento. Il modo in cui verranno accolti i contributi pervenuti nella fase di consultazione della società civile, la natura più o meno stringente dei contenuti e la volontà politica che permetterà alla carta di trovare applicazione, sono fattori che apriranno la strada ad un nuovo scenario. Il concetto di turismo responsabile troverà un importante riconoscimento istituzionale portando ad una maggiore diffusione culturale e pratica del concetto stesso, non mancheranno tuttavia i rischi legati ad operazioni di greenwashing. I contributi provenienti dal settore privato e dal mondo della certificazione hanno permesso di comprendere quali sfide, quali limiti e quali contraddizioni hanno di fronte gli operatori e soprattutto in quali ambiti la sinergia tra pubblico e privato possa consentire un cambiamento significativo. L’iniziativa ha visto una ricca partecipazione di studenti, ricercatori e operatori di settore, e si è conclusa con un momento di condivisione e networking grazie al buffet offerto da Natura Sì e preparato dalle cuoche vegane dell’Associazione Le Zie.

Mercoledì 30 maggio Centro Amical Cabral (via San Mamolo 24)

Premiazione Itaca_Contest 2012 The place where I belong – Un luogo tutto per me è stato il titolo del Contest di questa edizione 2012. Si trattato di un invito alla ricerca di un immagine impressa nella memoria, un paesaggio, un oggetto, un volto, un’atmosfera, la luce di un’ora precisa di un giorno che è diventato per noi il luogo ideale dove possiamo tornare, o andare, tutte le volte che vogliamo, e sentirci noi stessi, proprio là, a dispetto di carte geografiche, barriere fisiche o temporali. Nel viaggio continuo fra cambiamento e identità, il contest invita a condividere il racconto, la foto o l’illustrazione di un luogo fisico o immaginario, sognato o vissuto capace di raccontare di noi, della nostra identità, del nostro appartenere al mondo, del nostro modo personale di abitare la geografia umana ed esistenziale. Paesaggi, luoghi, profumi, suoni e persone che incontriamo durante il nostro cammino viaggiano dentro di noi, diventano parte fondamentale della nostra identità.

Da febbraio ad aprile la segreteria del contest riceve opere dei partecipanti, da molti luoghi diversi: arrivano opere dagli Stati Uniti, non solo da New York, dalla Cambogia, da luoghi diversi in Europa e perfino dal Sudafrica. Le giurie internazionali e il partner newyorkese degli amici di Pentales sono parte fondamentale di questa comunicazione allargata. Il confronto fra le giurie porta alla definizione di finalisti e vincitori e viene così allestita una mostra presso la Biblioteca Cabral, dove vengono esposte le cinquine dei finalisti delle sezioni di immagini, ed estratti dai migliori racconti. La mostra, inaugurata il 30 maggio, rimane aperta e visitabile per tre settimane.

Per raccontare il tema complesso dell’appartenenza, una piccola selezione delle molte opere, quasi duecento, arrivate da città e paesi diversi, selezionate da tre giurie internazionali composte da narratori, registi, fotografi, illustratori, docenti e giornalisti. Il tema si declina in modi imprevisti nelle fotografie, nelle illustrazioni e nei racconti, con interpretazioni poetiche e metaforiche: non si appartiene a un luogo fisico, a spazio e tempo; si appartiene a luoghi dell’anima, immagini fissate nella memoria, relazioni ed esperienze interiori, a frammenti di senso che compongono la geografia della vita. L’uomo emerge come paesaggio dell’appartenenza più di ogni altra cosa, sono ritratti le tre opere premiate dalle giurie. La menzione Itaca è il modo con cui i curatori segnalano altre opere che offrono occasioni di stupore e arricchiscono lo spirito del festival.

Le immagini e gli estratti dai racconti sono finestre aperte per il nostro sguardo; la domanda sull’appartenenza e l’identità così si moltiplica e apre a nuove suggestioni. Le giurie internazionali di questa edizione sono composte da professionisti, docenti e artisti di racconto, per parole e immagini
I partner coinvolti hanno offerto prodotti, materiali e premi per i vincitori. La collaborazione di grafici professionisti e allestitori ha reso possibile la concezione di una piccola mostra che dialoga con il luogo che la ospita.

In occasione della premiazione dei vincitori e della mostra si tiene un incontro dal titolo: Come diventare esploratori del mondo: La Guida Migrante, le Città Migrande, libri ed esperienze. Dedicato alle narrazioni di viaggio, alle nuove prospettive con cui si guardano e raccontano i luoghi, con ospiti curatori dei progetti Guida Migrante e Le città Migrande (Enrico Marletto, Rosina Chiurazzi, e Stefania Carrara ) e a seguire il concerto di Mototrabbasso (musicista performer che gioca con la mimesi delle lingue diverse, e propone un viaggio intorno a mondo attraverso il gramleau).

Giovedì 31 maggio

Nell’ambito del progetto di scambio giovanile L’arte in viaggio promosso da Associazione Yoda, insieme a Provincia di Bologna e Comune di Bologna, con il finanziamento di Interporto e Regione Emilia Romagna, il Festival ITACA’ ha ospitato un gruppo di artisti di arte visuale di Maputo (Mozambico): il prof. Calisto Nequane e due studenti della Scuola Nazionale di Arte Visuale di Maputo, Claudia Leonor Chilengue e Rapoul Valias Moiane. Gli artisti sono risultati vincitori di un concorso di Batik realizzato con la Escuela Nacional Arte Visual, Maputo, in Mozambico. I 3 artisti hanno condotto il workshop di Batik, tecnica usata per colorare i tessuti a riserva, mediante la copertura delle zone che non si vogliono tinte con l’uso della cera. Dopo la preparazione del disegno si applica la cera sciolta sulle parti che non si vogliono colorare in modo che questa, penetrando tra le fibre del tessuto, le impermeabilizzi impedendo al colore di aderirvi; si utilizza un attrezzo chiamato canting, un piccolo serbatoio metallico dotato di manico per impugnarlo e di un beccuccio che fa uscire la cera, si possono usare anche pennelli, stampi in metallo, stecchi di legno, canting con più beccucci a secondo dell’effetto che si vuole ottenere. Quando la cera si è asciugata si procede alla tintura immergendo il lavoro in una vasca che contiene il bagno di tintura. Segue il risciacquo e l’asciugatura. Poi la cera viene eliminata con il calore, mettendo il tessuto tra strati di carta (giornali) e passando un ferro caldo per sciogliere la cera che viene assorbita dalla carta. Per ottenere batik policromi si ripete il procedimento per ogni tinta con una nuova applicazione di cera e un nuovo bagno di colore. Al workshop hanno partecipato 25 persone tra i 12 e i 55 anni, ognuno dei quali ha creato il proprio batik su un panno di cotone bianco. Hanno inoltre preso parte al workshop i vincitori del concorso internazionale per giovani bolognesi L’arte in viaggio, i quali si recheranno nel mese di luglio in Mozambico per tenere, a loro volta, un workshop di fumetto e realizzare un reportage di viaggio, di prossima pubblicazione.

Durante la serata, tra le diverse performance artistico musicali, sono state presentate le esperienze di scambio e volontariato internazionale relative ai campi di lavoro in Mozambico, a cura del Consorzio Zambesia e l’Ass.ne YODA. Alcuni partecipanti alla scorsa edizione del campo di volontariato internazionale realizzato in Mozambico nel 2011 hanno illustrato immagini e racconti del loro viaggio, incontrando a loro volta i partecipanti alla prossima edizione 2012, che si recheranno in Mozambico dal 20 agosto al 10 settembre. Era presente lo stand di GA/ER – Giovani Artisti dell’Emilia Romagna ed il Kinodromo.03 @ ITACA Viaggio cinematografico responsabile, realizzato dai Cineasti Arcobaleno che hanno messo a disposizione le quattro ruote.

Venerdì 1 giugno

Cappella Farnese, Palazzo d’Accursio (Piazza Maggiore, 6)
Il racconto turistico [come] può essere sostenibile?

Barcamp organizzato da TagBoLab, Laboratorio di Marketing Territoriale nel web 2.0 del corso di Laurea Magistrale in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica dell’Università di Bologna, all’interno del Festival IT.A.CÀ, in partnership con SocialLab, nell’ambito dell’Agenda Digitale del Comune di Bologna e di Bologna Welcome. Un’opportunità di incontro per condividere idee e proposte per un racconto territoriale a misura d’uomo e per valorizzare le esperienze locali che raccontano il territorio in modo innovativo e sostenibile. Programma dettagliato – Saluti:

  • Graziano Prantoni (Assessore al Turismo, Provincia di Bologna)
    Matteo Lepore (Assessore al Marketing Urbano, Progetto Smart City eAgenda Digitale, Comune di Bologna)
    Pina Lalli (Presidente Laurea Magistrale Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale, Università di Bologna)

    Turismo, marketing e sostenibilità: avere cura è promozione?
    Roberta Milano (Docente di Marketing Turistico dell’Università di Savona, Fondatrice di BTO Educational)
    Best practices di turismo slow e turismo tech 

  • Nicholas Montemaggi (BlogVille, APT Emilia Romagna)
    Lidia Marongiu (Studio Giaccardi&Associati; Portale “Turismo che Vorrei”, Regione Liguria)
    Paolo Foglia (ICEA)
    Snark e Rena (Progetto c/o Auletta)
    Mikaela Bandini (Can’t Forget Italy)
    Fabio Malagnino (Sostenibile.com)
    Conducono: Michele d’Alena (Coordinatore TagBoLab) e Pierluigi Musarò (IT.A.CÀ)

  • Marjorie Breyton (Impronta Etica) e Giulia Balugani (SCS) presentano la ricerca “Accrescere il capitale territoriale: le imprese verso la creazione di valore condiviso”

    Tavola a rotonda: “e a Bologna?” Intervengono: 

  • Matteo Lepore (Assessore al Marketing Urbano, Progetto Smart City e Agenda Digitale, Comune di Bologna)
    Andrea Babbi (Presidente APT Emilia Romagna)
    Roberto Grandi (LM Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale, Università di Bologna)
    Pierluigi Musarò (Direttore IT.A.CA’)
    Conducono: Nicoletta Tranquillo (IT.A.CÀ) e Michele d’Alena (Coordinatore TagBoLab)
    Discussant: Roberta Milano 

    Presentazione Guida GreenBo di TagBoLab
    I Racconti territoriali sostenibili di Bologna – Sono Intervenuti: 

  • Maurizio Davolio (Presidente AITR)
    Giorgia Boldrini (Dip. Economia e Promozione della città del Comune di Bologna)
    Vinicio Ruggeri (Trekking col treno,CAI)
    Giorgio Pirazzoli (Mercato della Terra)
    Paola Guidi (Agriturismo Cà del Buco)
    Giorgio Bulla (Biocampus di Montequestiole)
    Inti Bertocchi (CouchSourfing Bologna)
    Conduce Letizia Melchiorre (SocialLab) 

L’iniziativa ha concluso il lavoro all’interno del laboratorio universitario, che per questo terzo anno ha affrontato nel suo percorso di ricerca il tema della sostenibilità.

L’obiettivo dell’evento era quello di riflettere sul concetto di sostenibilità applicato alla promozione turistica di un territorio e alla comunicazione dello stesso, con una attenzione particolare al ruolo che i social media ricoprono. Ha dato la possibilità ai partecipanti di incontrarsi per condividere idee e proposte per un racconto territoriale a misura d’uomo e per valorizzare le esperienze locali, che raccontano il territorio in modo innovativo e sostenibile. Dalla giornata e dalle riflessioni dei presenti sono emersi stimoli interessanti e concetti chiave da cui ripartire per trovare nuovi modi di fare promozione turistica: rete, coinvolgimento, persone, racconto, ascolto, trasparenza, co-progettazione, relazioni, emozioni. Dai vari interventi della mattina, in cui sono state presentate e discusse alcune delle best practice nazionali di turismo slow e tech, possiamo riassumere che:

  • la promozione turistica per essere davvero sostenibile non può più prescindere dalla collaborazione con chi un territorio lo vive, per definire strategie realizzate in modo condiviso; “anche la progettazione della promozione di un territorio deve essere sostenibile” ha detto Lidia Marongiu e non può esserlo se non sono coinvolti tuti gli attori di un territorio. Questa dimensione è particolarmente evidente in progetto come “La Liguria che vorrei”, presentato durante la mattina dalla stessa Marongiu: un portale in cui raccogliere contributi per realizzare una strategia di promozione della regione condivisa.
  • Un territorio viene comunicato meglio se si va oltre gli stereotipi e i luoghi comuni e a parlare sono persone che lo vivono davvero e lo raccontano attraverso i loro occhi, le loro immagini, emozioni e sensazioni, come è evidente in progetti quali BlogVille di Apt Emilia Romagna o Can’t Forget Italy.
  • Le persone, gli individui diventano indispensabili quando si parla di territorio: per comunicare l’identità dello stesso non si può prescindere da chi lo abita e ne costituisce l’essenza.
  • Anche la rete e la comunità sono degli elementi indispensabili: lo dimostra il progetto Sostenibile.com, realizzato a Torino presso il quartiere San Salvario, in un esperimento di promozione della sostenibilità nelle attività commerciali coinvolgendo non solo i commercianti ma tutti i cittadini.
  • Per essere sostenibili è importante sfruttare le risorse, anche umane, come insegna il progetto c/o Auletta: sfruttare l’intelligenza collettiva per ricostruire un territorio, coinvolgendo le realtà dello stesso, co- progettando.
  • L’ascolto, che oggi con il web 2.0 è facilitato, diventa indispensabile nella promozione di un territorio, anche se non sempre le istituzioni e chi prende decisioni sa e vuole sfruttare la ricchezza/stimoli che vengono dal basso.

Una volta presentati e discussi esempi di best practices nazionali, è stato il momento di interrogarsi sulla città di Bologna e su quello che c’è ancora da fare, cercando di calare sulla città gli esempi presentati alla mattina. Sono emerse le seguenti considerazioni:

  1. É necessario fare rete tra tutte le realtà del territorio;
  2. Bisogna valorizzare le esperienze esistenti – che sono tante- e partire da lì per definire strategie di promozione;
  3. É indispensabile creare un’identità condivisa di Bologna partendo dalle persone, dalle eccellenze e dalle realtà e esperienze che la compongono e ne costituiscono l’essenza. A partire da questa verrà costruito il brand Bologna da comunicare fuori.

Per essere davvero sostenibili nella promozione della città e dintorni è necessario valorizzare quello che già c’è, in termini di risorse umane e non. A questo proposito sono presentate alcune best practices locali di promozione/turismo sostenibile, tra cui:

  • Il trekking col treno: scoprire Bologna e dintorni sfruttando mezzi locali;
  • Il mercato della terra: promuovere le specialità enogastronomiche di produttori locali per far scoprire un territorio anche attraverso i suoi prodotti tipici;
  • T-days: il percorso di co- progettazione della pedonalizzazione del centro.

Dal momento che gli stimoli sono stati tanti, si è deciso di porsi come obiettivo il continuare a fare rete e tradurre in realtà le intuizioni e le idee emerse e dibattute. Si prevede inoltre a breve la pubblicazione degli atti del convegno.

Assemblea annuale dei soci di AITR
Sempre il 1 giugno 2012 ha avuto luogo a Bologna l’Assemblea annuale dei soci di AITR, presso l’albergo Il Pallone, gestito dalla cooperativa La Piccola Carovana, aderente ad AITR. AITR ha in questo modo celebrato la Giornata Mondiale del Turismo Responsabile attraverso la propria partecipazione nell’ambito del Festival IT.A.CÀ (26 maggio – 3 giugno).
L’assemblea si è aperta con un pensiero rivolto alla popolazione colpita dal terremoto; Paola Castellini, Dirigente della Regione Emilia Romagna, ha fornito una descrizione della situazione e delle azioni che la Regione ha avviato a favore delle popolazioni colpite. E’ stato deliberato di devolvere una piccola, ma per AITR significativa, somma che sarà versata sul fondo apposito istituito dal socio nazionale ARCI, tra i primi a muoversi. L’assemblea ha approvato il bilancio di esercizio, illustrato dal Tesoriere Roberto Furlani; il bilancio mostra una situazione patrimoniale piuttosto solida e rassicurante. La Vice Presidente Elisa Delvecchio ha illustrato il bilancio sociale, elaborato per la prima volta nella storia di AITR. Il bilancio, presente nel sito, consente di conoscere l’attività sviluppata nel triennio 2007-2010, con alcune informazioni che riguardano anche il periodo successivo. Vi si può ripercorrere la storia recente della attività di AITR, dei risultati conseguiti, delle azioni avviate. Si è trattato di una esperienza importante, condotta sotto la guida di Alberto Alberani che, a titolo del tutto gratuito, ha assistito AITR con grande competenza. Elisa Delvecchio si è impegnata molto per il bilancio sociale, che costituisce un atto di trasparenza, di chiarezza ed una ricca restituzione nei confronti di tutti i portatori di interesse. Non resterà un episodio isolato, dovrà essere ripetuto e aggiungersi in modo stabile al bilancio di esercizio e al bilancio a valore aggiunto.

In assemblea sono stati ospitati tre interventi esterni molto importanti: Christine Weise, presidente nazionale di Amnesty International, ha ricambiato la presenza AITR all’assemblea di Amnesty di Senigallia. Ha parlato del protocollo firmato con AITR, ha citato le possibili collaborazioni, in particolare le schede paese, gli incontri sul territorio, le campagne, l’attivazione delle loro sezioni nei paesi nel Sud del Mondo. Luigi Barbieri, Consigliere di Banca Etica, ha confermato l’interesse e la volontà della Banca di intensificare e rafforzare i rapporti con AITR, sia sul piano commerciale che politico, citando il ruolo che avranno la Fondazione Culturale e il loro consigliere Franco Marzocchi, delegato ai rapporti con AITR. Flavia Coccia, membro del Comitato Scientifico AITR, ha parlato del prestigioso e impegnativo incarico che ha ricevuto dal Ministro Piero Gnudi e ha proposto ad AITR di collaborare con lei per creare un gruppo di lavoro che la affianchi per definire una nuova politica di immagine e di comunicazione dell’Italia nel mondo, non basata solo sul patrimonio storico monumentale e sulle bellezze naturalistiche ma anche e soprattutto sulle persone, sugli Italiani capaci di innovare, di sperimentare, di proporre ai visitatori storie e luoghi veri, autentici, che possano suscitare emozione, sentimenti, curiosità. La discussione si è sviluppata attorno ai temi del Bilancio e agli stimoli provenienti dagli interventi degli ospiti. Si è trattato di una assemblea ricca di contenuti, che lascerà il segno.

Sabato 2 giugno

Centro Interculturale Zonarelli e parco J. Lennon (Via G. A. Sacco, 14)

Presentazione del multimedia “Viaggio Artigiano: le botteghe storiche incontrano i nuovi mestieri” e sintesi finale del lavoro svolto nel workshop di fotografia di reportage da Giulio di Meo in collaborazione con la Provincia Di Bologna, che si è tenuto a Bologna dal 25 maggio al 27 Maggio 2012.In un’epoca in cui la società e il mondo del lavoro sono al centro di grandi trasformazioni e cambiamenti, anche quel tradizionale mondo delle botteghe e dei piccoli negozi sta subendo questo processo. Nelle città italiane, come nella nostra Bologna, accanto alle vecchie botteghe artigiane si sta affiancando un variopinto mondo di botteghe multietniche. Con questo mini-workshop si è cercato più da vicino di conoscere e raccontare queste realtà: dal vecchio barbiere bolognese al parrucchiere cinese, dalla salumeria emiliana al “kebabbaro” kurdo, dalla cappelleria al negozio che vende abiti tipici africani. Un viaggio nel tempo: nel passato, attraverso gli ultimi depositari dei mestieri “di una volta” destinati inesorabilmente a scomparire, inghiottiti dal tempo e dalla modernità; nel futuro, attraverso i nuovi mestieri, segno della nuova società multietnica e multiculturale.

Corredor turístico Morona Santiago – etapa Morona y Sucúa”: video, foto e testimonianze del lavoro svolto con le comunità locali della Etnia Shuar nella costruzione dell’itinerario turistico Culturale, Comunitario e Naturale nella Provincia di Morona-Santiago – Ecuador.La presentazione è stata realizzata da Michela Glorio del Cestas e da due rappresentanti dell’unità di turismo del governo provinciale Cristina Escandón Vallejo e Hernán Pujupat.L’itinerario eco-turistico e naturale si sviluppa lungo la strada statale che attraversa tutta la Provincia di Morona Santiago, scorre lungo le Ande, attraversa la foresta amazzonica dell’Ecuador e si conclude nella “cascada Yanza”, la cascata sacra alla comunità Shuar. Riserve naturali, fiumi e lagune, vulcani e villaggi sono i paesaggi che lo caratterizzano.Cestas ne ha curato la tappa che va da Morona a Sucua e che attraversa il Parco nazionale del Sangay, con l’omonimo vulcano (uno dei più attivi al mondo), i boschi tropicali e le cime con le nevi perenni. Nel Parco vivono diverse specie animali tra cui il tucano, il giaguaro, l’orso sud americano e il condor delle Ande.La Provincia di Morona Santiago è uno dei luoghi con la maggior biodiversità del pianeta e il percorso turistico rappresenta una valida alternativa per lo sviluppo del territorio, in linea con la decisione della Provincia di preservare l’ambiente e di non sfruttare le risorse petrolifere e minerarie pur presenti, come la grande miniera di rame e oro.“La definizione dell’itinerario è stata portata avanti coinvolgendo attivamente le comunità di etnia Shuar, che vivono principalmente di un’agricoltura di sussistenza. Uno degli obiettivi è infatti offrire a queste popolazioni nuove fonti di reddito, rispettando l’ambiente che per loro è sacro”. Nel processo che ha portato alla realizzazione del percorso, gli Shuar – etnia amazzonica conosciuta per la strenua lotta a difesa della foresta e delle loro terre – sono stati coinvolti in attività di formazione, così che potessero acquisire competenze e conoscenze sull’ecoturismo e sull’organizzazione dei servizi di accoglienza.

Spettacolo: Teatro in viaggio. Lungo la rotta dei migranti, di e con Pietro Floridia, Teatro dell’Argine.
Due mesi di viaggio ai sessanta all’ora attraverso l’Africa, due mesi a far teatro nelle periferie del Marocco e del Senegal, due mesi di incontri racconti, avventure e risate, raccontati in un diario di bordo pubblicato quotidianamente sul blog di Repubblica. Da qui nasce “Teatro di viaggio – Lungo le rotte dei migranti” (Nuova S! Edizioni).
E così partiamo. Io (Pietro Florida, regista pieno di libri) e il Gabo (scenografo dalle mani geniali) a bordo del Lando (fuoristrada di più di trenta anni) da San Lazzaro (dove ha casa il Teatro dell’Argine) verso Diol Kadd (villaggio del Senegal dove ha casa Mandiaye) attraverso Marocco, Mauritania, Sahara occidentale e Senegal sulle rotte dei migranti partiti dall’Africa verso l’Italia sulle tracce dei respinti e dei tornati.
Florida e Gabo ci hanno raccontato la loro avventura attraverso una presentazione-spettacolo davvero suggestiva sulle “storie del partire”. Quel quasi qui-quasi ora che scandisce la vita dei migranti a cui manca sempre qualcosa, come a chi resta ad attendere rimane un buco dove erano i loro cari: i lontani.
Pietro Floridia, regista, drammaturgo a attore, uno dei fondatori del Teatro dell’Argine, non è solo un semplice viaggiatore esperto nell’arte di incontrare, attraverso il teatro e le sue pratiche, attraverso l’ascolto delle storie di vita nei villaggi, nelle città più o meno a oriente o a sud di questo centro traballante che è l’Europa occidentale. Nel diario di bordo, narrato attraverso la voce di Pietro, prendono vita i corpi, le voci, le storie minime e quelle gravide di Storia, come quella della Palestina, di attori marocchini, bambini che dormono per strada, padri che giocano con i loro figli e ci insegnano a giocare con e come i bambini, povertà e coraggio parte di una tragedia passaggio di paradiso in vita, sicuramente a repentaglio, in costante ricreazione e reinvenzione degli strumenti per conservare e prodigare la cultura e le pratiche di vita, di resistenza, di sopravvivenza in molti casi, e del fare teatro, che non sono rappresentazioni ma salgono dai fondi della terra per farsi molte volte canto. E sguardo. Perché lungo la via di queste narrazioni scritte, quasi nella loro totalità, in forma di versi, lo sguardo e la potenzialità di questo guardare che da spettatore diventa nomade e attivo, diviene strumento per ri-guardarsi, per riflettere e ripensarci come esseri sociali, esseri politici all’interno di un mondo che fa appello quotidianamente alla necessità di riformulare una sintassi dell’incontro, alla ricerca di significati duraturi.
Stand informativi che hanno esposto i loro prodotto

  • CESTAS / COSPE/ YODA / AITR / RETE FATTORIE DIDATTICHE BOLOGNA / SOPRA I PONTI / LEGGERE STRUTTURE / STEP4INCLUSION / LA NOSTRA AFRICA / MANGO CAMBOGIA / SOPRA I PONTI / BAMBINI NEL DESERTO/ PLANIMETRIE CULTURALI / SPEZIAL CYCLE / CULTURE LABS EG / VITRUVIO / TREKKING ITALIA / CHIAMA IL SENEGAL / WALDEN VIAGGI A PIEDI / AMNESTY INTERNATIONAL / CASCINA CLARABELLA / PROPULSIONE UMANA / BIODIVERCITY /  SHIZEN SCUOLA DI SHIATZU / VIAGGI IMMAGINARI / BIBLIOTECA VIVENTE / COUCHSURFING

Per questa edizione sono stati organizzati eventi collaterali che hanno coinvolto spazi e associazioni fuori dalla città di Bologna con eventi nelle province limitrofe:

Dal 21 al 30 maggio presso la Manica Lunga di Palazzo D’accursio
Perdersi a…esplorazioni urbane a fumetti – Mostra realizzata da FlashFumetto.it – Progetto Giovani del Comune di Bologna, Ass.ne Yoda e Hamelin, con il sostegno di Provincia di Bologna, Regione Emilia Romagna, Interporto Bologna S.p.a., Regione Aquitania, Ècla – écrit cinéma livre audiovisuel.

25, 26, 27 Maggio
“Viaggio Artigiano” Le botteghe storiche incontrano i nuovi mestieri
Il fotografo Giulio di Meo, in collaborazione con la Provincia di Bologna, ha proposto un interessante corso di fotografia rivolto a tutti. Il laboratorio ha visto la partecipazione di 10 persone , il coinvolgimento di 12 botteghe di Bologna, sia del centro che dei quartieri limitrofi. Lezioni teoriche, uscite fotografiche e editing, i partecipanti viaggeranno nel tempo attraverso i mestieri, alla scoperta di una Bologna multiculturale. I multimedia finali sono stati presentati sabato 2 Giugno presso il Centro Interculturale Zonarelli.

Dal 28/05 al 2/06 presso lo Spazio espositivo “La Virgola” Casa della Conoscenza (Via Porrettana 360,Casalecchio di Reno – BO)
ESPERA › Mostra fotografica sul popolo Saharawi di Matilde Morselli.
La mostra è nata da un progetto realizzato nel Gennaio 2012 che si poneva l’obiettivo di raccontare la vita in bilico tra attesa e speranza, del popolo Saharawi rifugiato nei campi profughi di Dajla e Smara, in Algeria. Il percorso fotografico ci ha accompagnato sulla soglia delle loro vite, snodandosi attraverso il passaggio dall’esterno all’interno dei luoghi del quotidiano, per sottolineare in maniera più profonda la condizione di desiderio e speranza che regola le loro vite. Le immagini indicano il tempo attraverso cui scandire il vivere quotidiano del popolo Saharawi, in bilico tra rassegnazione e rivoluzione. Esse mostrano il dualismo che caratterizza queste esistenze, i cui sguardi sembrano cercare nella ripetitività della quotidianità tracce di un futuro che li riporti al passato, nella loro terra.La loro vita ruota sostanzialmente attorno al tempo. L’attesa di tornare nella propria terra, l’attesa della pace, dolce o amara che sia, ci conduce al cuore della causa Saharawi.

L’ Angolo dei Bambini: diverso è bello – Sono stati organizzati diversi laboratori sui viaggi, reali o immaginati, sull’intercultura e sulla geografia, a cura di START- Laboratorio di culture Creative della Fondazione Mario Golinelli presso il Voltone del Podestà, Piazza Re Enzo – Bologna:

1 BAG 2 ITACA (Progetto di Allestimento)
Laboratorio di costruzione & comunicazione per allestimento progetto di Alessandra Cussini, Leggere Strutture con la collaborazione di Step4Inclusion. Il progetto di allestimento ideato per il Festival IT.A.CÁ 2012 ha previsto la realizzazione di valigie e borsette prodotte da materiali di scarto con la funzione di allestimento di spazi pubblici del festival e appuntamenti durante tutta la durata dell’evento.

AZIENDE PARTECIPANTI – DONAZIONE MATERIALI PER LABORATORI
Il ritiro presso le Aziende partecipanti, lo stoccaggio e la messa in sesto, oltre che la pulizia dei materiali, sono state effettuate da Leggere Strutture e Step4Inclusion – Tecno Cart / Lugli Enrico / Centro Maieutica / Coopas / Sismec / Cartaria Bolognese / Raccattaraee / Alpargatas / Havaianas

ASSOCIAZIONI PARTECIPANTI – DOCENZE PER LABORATORI
Leggere Strutture/Raccattaraee / Step4Inclusion / Scomodo

EVENTI ESTERNI PER LA REALIZZAZIONE DEL LABORATORIO
Inaugurazione Scomodo (Leggere Strutture Factory, 13 maggio 2012)
Vintage in the Garden (Via Galliera, Bologna)

PARTECIPANTI AI LABORATORI
6 iscritti ai laboratori settimanali– 32 partecipanti esterni attraverso eventi. Il laboratorio, articolato in 7 incontri per un totale di 21 ore di lavoro, è stato aperto al pubblico di ogni età, ed è stato realizzato senza costi di iscrizione per i partecipanti. Ai docenti dell’associazione di Raccattare è stato corrisposto un gettone di presenza base pari ad euro 60 per la giornata di attività.

COMUNICAZIONE
La comunicazione del progetto è avvenuta attraverso: realizzazione di materiale di comunicazione cartaceo e diffusione (locandine e flyer promozionali con aziende partner del progetto), ufficio stampa, sito web IT.A.CÀ – Leggere Strutture – Step4Inclusion, diffusione tramite social network, mailing list Leggere Strutture e Step4Inclusion (7mila contatti totali)

RIASSUNTO DELLE PARTECIPAZIONI AL FESTIVAL

SABATO 26 MAGGIO – P.zza Re Enzo

5000 persone

Apertivo AppOrto di Trame Urbane (Ex mercato ortofrutticolo Xm24)

150 persone

Cinema all’aperto – P.zza San Francesco

300 persone

Convegno “Verso la carta europea del turismo sostenibile e responsabile” (Facoltà di Scienze Politiche)

60 persone

Aperitivo “Mostra Appunti di viaggio” presso DEEP (via Mazzini)

100 persone

Palestinexspress: racconti, immagini, musica e sapori a sostegno degli olivicoltori palestinesi (Scuola di musica popolare Ivan Illich)

250 persone

Il viaggio come mestiere (Evento Web)

18 persone

Premiazione Itaca_Contest 2012 (Biblioteca Amical Cabral)

150 persone

GIOVEDI 31 MAGGIO Nei panni di… contaminazioni tra Italia e Mozambico (Montagnola)

500 persone

VENERDI 1 GIUGNO Convegno “Il racconto turistico [come] può essere sostenibile?” (Palazzo D’Accursio)

80 persone

VENERDI 1 GIUGNO Concerto Etnia SuperSantos (Teatrino degli Illusi)

200 persone

ASSEMBLEA SOCI AITR (Albergo il Pallone)

50 persone

SABATO 2 GIUNGNO Evento presso Centro Interculturale Zonarelli (San Donato)

400 persone

DOMENICA 3 GIUGNO – Cortile del Pozzo

1000 persone

Itinerari

400 persone

Laboratori

40 persone

Mostra: Perdersi a… esplorazioni urbane a fumetti (Palazzo d’Accursio)

300 persone

Mostra: Espera – sul popolo Saharawi (Casalecchio di Reno – Casa delle Culture)

150 persone

TOTALE

9148 persone

 IT.A.CÀ e il sisma in Emilia Romagna

Nei nove giorni di eventi, le storie dei viaggi di IT.A.CÀ si sono incrociate con quelle delle persone che, accanto a noi, sono state colpite dal sisma. A loro vanno tutta la nostra solidarietà e il nostro invito a tener ferma la volontà e la forza di ricominciare. Lo staff di IT.A.CÀ ha deciso di devolvere in beneficenza alle vittime del sisma le quote che gli stand informativi hanno versato per le giornate del 26 maggio e del 3 giugno, per un totale di 700 euro. A queste si aggiungono 60 euro raccolte tramite libere donazioni e 400 euro donate gentilmente dalla Grande Orchestra Rosichino.

La cifra raccolta: 1.160 euro è stata devoluta all’associazione MUMBLE di Finale Emilia (MO) epicentro del terremoto del 20 maggio 2012.

COMUNICAZIONE DELL’ EVENTO

Il concept e la grafica relativa al festival – flyer, locandine, presentazione mostra Itaca-Contest – è stata affidato a VicoloPagliaCorta. Un duo con base a Bologna che lavora da ottobre 2008 a un’idea comune di recupero. autoproduce bijoux realizzati a partire da materiali in disuso: vecchi mattoncini lego e tasti di computer dismessi, soprattutto mac. Cura ogni fase dei progetti autonomamente: produzione, packaging, esposizione, comunicazione, promozione, distribuzione. Realizza lavori di grafica e comunicazione.
Sono stati prodotti:

  1. 5000 flyer
  2. 500 locandine
  3. 2 totem (1m x 2m) di presentazione del festival
  4. 500 flyer Itaca_Contest

Rassegna stampa ITACA 2012

Report_ITACA2012

 

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