Il Cestas incontra IT.A.CÁ, a raccontarcelo: Uber Alberti
Il Cestas, Centro di Educazione e Tecnologie Applicate Sanitarie, nasce a Bologna nel 1979 per iniziativa di Luigi Orlandi, ex comandante partigiano, e di Paolo Guidicini, professore di sociologia dell’Alma Mater. Uber Alberti diventa presidente nel 2000.
La prima meta degli interventi del Cestas è l’Africa, a cui è seguita anche l’America Latina.
La filosofia del Centro è riassumibile in tre concetti fondamentali:
- conoscenza
- capacità
- cooperazione.
Cooperazione che, per Uber Alberti, significa reciprocità e crescita del nostro sistema produttivo nei paesi emergenti: ”bisogna investire sulle persone. Formarle”.
I progetti del Cestas vogliono creare, nei 25 paesi in cui operano, nuove figure di funzionariato e direzione pubblica; il fulcro della loro attività è infatti la formazione e in questo senso hanno circa 35 università partner; inoltre hanno attivato una quarantina di corsi che vanno dall’ambito socio-sanitario, di responsabilità sociale di impresa, alle tecnologie dell’informazione. Inoltre Alberti ha avviato con il Prof. Guidicino, suo maestro dell’Unibo, un master per lo sviluppo sostenibile del territorio.
Per Alberti la sostenibilità è “la consapevolezza di condividere tutto ciò che abbiamo con le altre persone che vivono nel mondo” e lo sviluppo sostenibile è “un connubio di progresso che a sua volta ha molteplici facce; infatti possiamo parlare di sviluppo sostenibile o sostenibilità ambientale, economica, culturale, sociale, energetico, istituzionale , di impresa, etc.”.
Come comune denominatore i progetti del Cestas vogliono garantire lo sviluppo dei bisogni senza intaccare la qualità della vita e il benessere delle generazioni future “sperimentando forme alternative del nostro essere al mondo rispettando noi stessi, gli altri e la nostra Gaia” ed ogni volta che il Cestas porta avanti un nuovo progetto di Cooperazione internazionale con i partner locali “non può non tenere conto della sostenibilità se non tramite un approccio olistico che rimnanda a una visione d’insieme e generale che poi si addentra sempre più nel particolare locale”.
Il Cestas sarà presente a IT.A.CÁ con il “progetto di Sviluppo Integrato nella provincia di Morona Santiago” – regione Amazzonica – cofinanziato da Cestas e Ministero Affari Esteri, che ha tra i beneficiari ha anche la comunità Musap, di etnia Shuar, conosciuta per la “strenua lotta a difesa della foresta e delle loro terre”. La foresta è fondamentale per la sopravivenza della popolazione insediata e la cultura Shuar è un modello di utilizzo efficiente delle risorse naturali nel rispetto della cultura locale e della biodiversità amazzonica: “la proposta progettuale ha avuto l’obiettivo di sviluppare le capacità turistiche della Fondazione di turismo Shuar Taijint al fine di creare personale formato che sappia amministrare e mantenere un percorso, che faccia propri i principi di sostenibilità ambientale, integrazione culturale e diritti umani”. E’ lavorando con persone consapevoli che si può ottenere quel valore aggiunto che permette la costruzione di un mondo differente da chi “noncurante di questo spazio comune se ne approfitta, degradando e torturando il più grande dono che abbiamo mai ricevuto: la Terra stessa” – ci racconta Uber Alberti. Il segreto della sostenibilità è “riconoscere che il mondo è un bene comune e che, in quanto tale, deve essere a disposizione di tutti coloro che ne vogliono usufruire allo stesso modo”.
“Nuovi servizi e nuova cultura” sono per Uber Alberti le parole d’ordine per una città più vivibile: nuovi servizi intesi come nuovi punti di incontro tra cittadini e l’amministrazione comunale; “senza una cittadinanza attiva poco lontano si potrà andare perché senza compartecipazione di tutti i cittadini vecchi e nuovi ogni iniziativa è destinata ad essere poco efficace”; per una nuova cultura intende una cultura sostenibile che deve partire e formarsi “dal basso, fuori e dentro le istituzioni, le scuole, le biblioteche, le piazze, i bar etc..”.
L’educazione alla sostenibilità è una meta possibile ma bisogna tener presente che “nulla avviene dall’oggi al domani”.














